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Rubrica: EDITORIALI


C’ERAVAMO TANTO AMATI

Anzi, ci amiamo ancora (Ma non ditelo agli elettori)
giovedì 1 febbraio 2018 di Silvana Carletti

Argomenti: Politica


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Ho sempre sostenuto che l’accordo, o meglio l’inciucio renzusconiano fece perdere al Partito democratico la più grande occasione della sua storia: andare al governo con il 40% dei consensi.

A quei tempi, intervenne immediatamente l’ex cavaliere che, temendo un trionfo dei suoi più acerrimi nemici (mangia bambini) ed immaginando nella figura di Renzi un suo eventuale successore, si fece “amico” del “nemico” per sconfiggere definitivamente i “comunisti”.

Infatti, è andato tutto secondo il suo volere: Il PD perde pezzi da tutte le parti: Renzi ha deluso i suoi elettori che si rivolgono altrove e tutto quello che è stato fatto, o meglio non è stato fatto in questi anni, è stato sempre controllato e revisionato da chi, a quanto pare, decide da sempre le sorti dell’Italia.

E adesso?

Quasi certamente la coalizione di centro destra, nonostante i pareri interni discordi, avrà la meglio ma, per abbattere il Movimento cinque stelle che avanza inesorabilmente raccogliendo tutti i malumori di chi si è sentito e si sente tradito, si accorderà con il PD di Renzi per una “grande coalizione”, quella sempre voluta da Berlusconi il quale, comunque, avrà il sopravvento sugli altri alleati, con la benedizione dell’Europa che teme i 5 Stelle adducendo una loro probabile deriva populista.

Tutto secondo i disegni dell’ex cavaliere che invoca in TV il carcere per….gli evasori fiscali… (sic!)

Povera Italia sottomessa agli interessi o, peggio, agli umori di chi, in base al suo enorme potere economico e mediatico decide ininterrottamente le nostre sorti…

Peccato che gli Italiani abbiano la memoria corta e che, ormai esausti da continue irregolarità, non cerchino più di conoscere fatti e misfatti quotidiani, preferendo ignorare quante manovre occulte si svolgano ogni giorno a loro insaputa e che si siano rassegnati ormai a vivere in estrema insicurezza, in povertà ed in perenne ingiustizia.

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