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Rubrica: EVENTI


GIUBILEO 2015: EVENTO GRANDIOSO, MA CONTROVERSO


martedì 8 dicembre 2015 di Silvana Carletti

Argomenti: Celebrazioni/Anniversari
Argomenti: Religione


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Non doveva essere così: un avvenimento d’importanza religiosa mondiale “blindato” perché il pericolo e la paura del terrorismo sta invadendo le nazioni diffondendo timori e paure il più delle volte ingiustificati.

Ma che cosa significa la parola “Giubileo”?

Il nome deriva dal termine ebraico Jobel, in riferimento al corno di montone che si usava nelle cerimonie religiose; Gesù Cristo nel Nuovo Testamento definì questo evento “anno di grazia del Signore”.

Venne poi chiamato “Anno Santo” perché basato su cerimonie sacre che, nell’accezione comune, significavano momento di gioia.

La tradizione ebraica decretava, ogni 50 anni, un periodo di riposo della terra che comprendeva anche la restituzione dei terreni confiscati e la liberazione degli schiavi. L’indulgenza plenaria, invece, non ha certificazioni sicure. Un riferimento a tale usanza potrebbe essere la “Perdonanza” istituita da Papa Celestino V nel settembre 1294 che prevedeva un pellegrinaggio alla Chiesa di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila e l’apertura della Porta Santa.

Dopo di lui, Bonifacio VIII, nel 1300, emanò una bolla con cui si concedeva l’indulgenza plenaria ai credenti che avessero visitato le Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura. Tale avvenimento si sarebbe dovuto ripetere ogni 100 anni.

Vi furono poi dei “Giubilei straordinari” , come quello di Pio XI nel 1933 e, di recente, quello indetto da Giovanni Paolo II nel 1983 e da Benedetto XV nel 2008.

L’ultimo anno santo “ordinario” è stato il Grande Giubileo del 2000; il successivo avrebbe dovuto effettuarsi nel 2025.

A 50 anni dal Concilio Vaticano II, Papa Francesco ha voluto indire un Giubileo straordinario che inizierà l’8 Dicembre e finirà nel mese di Novembre 2016.

Nella sua infinita bontà e dedizione verso il prossimo, il nostro Pontefice desidera riunire idealmente appartenenti a religioni diverse, con la speranza che un abbraccio universale possa portare un po’ di pace, in un momento di guerra dichiarata che vede gruppi incontrollati di terroristi uccidere vittime innocenti ed effettuare stragi inconsulte.

Sarebbe, certamente, un progetto spirituale grandioso, ma dopo i recenti attentati, molti fedeli si chiedono se fosse stato meglio rimandare un simile evento che risulterebbe, in ogni caso “ridotto” o effettuato in un clima di non completa serenità.

Purtroppo, la lotta tra bene e male è da sempre esistita e non è facile poter sconfiggere pregiudizi e idee radicate nei secoli in nome di una guerra “santa” promossa da chi disprezza la propria vita e quella del prossimo.

Si spera, comunque, che questo incontro tra i popoli riuniti in preghiera possa portare ad una riconciliazione e ad una sospensione di conflitti e di antagonismi immotivati, in nome di uno spirito di fratellanza, ahimè dimenticato, ma che dovrebbe animare ogni essere umano.