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Rubrica: EDITORIALI


EDITORIALE 05/2006

ITALIANI: RICCHI O POVERI?
martedì 2 maggio 2006 di Silvana Carletti



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Si è spesso dibattuto, in questi ultimi tempi, sulla reale situazione economica degli Italiani, perché molti affermano che, nonostante tutto, l’acquisto di beni di consumo non necessari (auto e cellulari) la frequenza numerosa di clienti nei ristoranti, nonchè le vacanze di massa, siano un sintomo di benessere.

A tale proposito, secondo noi, è necessario un chiaro “distinguo”.

L’avvento dell’Euro, sebbene necessario, ha portato ad un aumento incontrollato dei prezzi che, mentre da un lato, ha fatto arricchire commercianti, professionisti, artigiani e tutti coloro che sfuggono, più o meno furbescamente, alla dichiarazione dei redditi, ha impoverito enormemente i cittadini “a reddito fisso”, cioè impiegati, operai, pensionati, costretti con il loro stipendio (sempre uguale) a dover pagare generi necessari e non, al doppio o al triplo prezzo rispetto al tempo della lira.

Questa massa enorme di Italiani (si pensi agli anziani che costituiscono la maggior parte della popolazione), non si è potuta permettere sicuramente vacanze, auto di lusso, frequenze ai ristoranti, ma ha dovuto, come si suol dire “tirare la cinghia”, se non, addirittura, usufruire dei servizi della Caritas o, peggio ancora, andare a rovistare tra i rifiuti...come ci è spesso capitato di vedere.

A proposito dei “sintomi di reddito” o “status simbol” su citati è bene precisare quanto segue:

a) La telefonia è l’unico settore (paragonabile forse all’informatica) che ha avuto un enorme calo di prezzi, sia degli apparecchi che delle tessere e quant’altro, favorito da una vasta concorrenza tra i gestori. Spesso, inoltre, il cellulare ha sostituito il telefono di casa (soprattutto per le seconde e terze case) e poi, non dimentichiamo, l’acquisto di telefonini da parte degli stranieri presenti nel nostro paese. Anche se spesso si abusa di tale mezzo di comunicazione, l’ampia diffusione di cellulari, a nostro parere, non può significare uno stato di benessere economico generale.

b) L’acquisto di auto è stato talmente facilitato da rateizzazioni minime che moltissime persone possono comprare una vettura con più agevolazioni di prima. In quanto alle vacanze, quando si parla di 5 o 6 milioni di “vacanzieri” in viaggio, ci si dimentica di altri 50 o 55 milioni che restano a casa...

Ed infine, non ci è mai capitato di vedere famiglie di pensionati, di operai, di impiegati pranzare o cenare al ristorante. Tutt’al più queste persone “a reddito fisso” possono permettersi ogni tanto una pizza nei locali più economici della città, pizza che, comunque, costa per lo meno il doppio di quanto costava prima. Se, come alcuni affermano, non si può intervenire direttamente sui prezzi, si potrebbe intervenire sicuramente sul controllo della dichiarazione dei redditi di chi lucra sull’euro e danneggia chi paga onestamente le tasse all’origine. Visto che tutte le campagne elettorali puntano sull’evasione fiscale, perché, non incominciare da qui?

Silvana Carletti