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Rubrica: EDITORIALI


MATURITA’ IMMATURA

Editoriale giugno 2015
lunedì 1 giugno 2015 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità
Argomenti: Opinioni, riflessioni


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A tutti è tristemente noto il dramma consumatosi in questi giorni durante una comune gita scolastica che dovrebbe rappresentare per gli alunni, un momento di aggregazione, di amicizia, di passaggio dalla scuola alla vita.

Purtroppo, non avviene sempre così.

La tragedia della morte di Bruno Maurantonio, un ragazzo della classe V E del Liceo “I.Nievo” di Padova’, avvenuta in circostanze ancora inspiegabili, getta una luce ambigua sulla reale dinamica dei fatti che, ahimè, gli amici carissimi di ben cinque anni di studi, non riescono (o non vogliono) spiegare apertamente.

Dopo una nottata di allegre risate e di scherzi, probabilmente di qualche bevuta in più, i compagni di classe affermano di aver lasciato Bruno da solo e di essere andati a dormire, non accorgendosi di nulla.

Ma come ha fatto poi il ragazzo a cadere dalla finestra?

Certamente non è facile risolvere il dramma svoltosi in quei momenti, ma sorge il dubbio (legittimo) che qualche amico conosca la verità o qualche particolare utile alle indagini, ma che preferisca tacere per paura di essere coinvolto in un campo che si ritiene, probabilmente, ricco di insidie.

Viene spontaneo chiedersi: questi ragazzi sono davvero “maturi” per affrontare non solo eventuali studi universitari o impieghi di lavoro, ma sono, soprattutto, sono da ritenersi “maturi” per la vita?

Ho insegnato per molti anni in Scuole Superiori in un periodo in cui la scuola, anche se con problemi di ristrutturazione e mancanza di supporti didattici, era ancora un luogo ove, oltre alle materie di studio, si cercava di infondere nei ragazzi sentimenti di altruismo, di collaborazione e di rettitudine morale che spesso, in famiglia, non si trovava il tempo e la disponibilità di trasmettere ai propri figli.

Nel tempo attuale in cui le struttura scolastiche in molti casi “cadono a pezzi”, in un mondo dominato dai cellulari e dagli sms, in un momento storico in cui tutto è lecito e permesso e in cui mancano completamente esempi dall’alto di rettitudine, di onestà e di rispetto del prossimo, forse non dovremmo più meravigliarci del comportamento dei nostri ragazzi cresciuti in un ambiente che ha come unico scopo il potere l’arricchimento personale, anche a danno degli altri….

Nessuno sa come siano andate le cose, ma pensando al dolore straziante dei genitori di Bruno, chi conosce qualche dettaglio dovrebbe parlare e raccontare ciò che a visto o ha sentito dire.

Inoltre, il Liceo frequentato dalla classe dovrebbe valutare comportamenti poco chiari di chi si appresta a superare una “maturità” di studi, ma non di vita e di comportamento e non ammettere ad affrontare un esame finale chi non è degno di essere giudicato responsabile e solidale con un amico con il quale ha condiviso un lungo percorso scolastico.

Quanto ai compagni di Bruno “reticenti”, dovrebbero ricordare tutti i brani sull’amicizia dei classici latini certamente tradotti e studiati nei cinque anni di lezioni (Cicerone docet) e mettere in pratica insegnamenti che vengono da molto lontano e che dovrebbero insegnarci, anche oggi, a vivere onestamente rispettando i nostri simili e il loro dolore.