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Rubrica: EDITORIALI


Si dice spesso così, ma, a volte, tutto sembra negativo, senza alcuna via di uscita.

NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE…

Editoriale Aprile 2014
martedì 1 aprile 2014 di Silvana Carletti

Argomenti: Attualità


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La situazione italiana, da anni, è compromessa e ridotta ai minimi termini con scandali continui, corruzione dilagante, povertà diffusa e in continuo aumento, crollo dei valori morali, mancanza di fiducia nel futuro, disperazione e potrei continuare ancora.

In questo clima davvero poco edificante, sembra proprio impossibile trovare un benché minimo segnale positivo, una piccola luce di speranza.

Eppure, analizzando con obiettività la situazione, possiamo rilevare che, almeno dal punto di vista della mentalità degli Italiani, qualcosa sta cambiando…

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Non parlo certo del ceto privilegiato che non ha risentito affatto della crisi; fanno testo i viaggi, le vacanze di lusso, le vendite nei negozi più alla moda, i resort che non hanno diminuito le frequentazioni dei vip.

Parlo del ceto medio e delle classi più povere che si sono visti negare anche la sopravvivenza, con episodi di tragedie indimenticabili.

Proprio questo gruppo di persone (la maggioranza del nostro Paese), soffrendo e lottando quotidianamente, ha, nonostante tutto, riscoperto delle vie di uscita imprevedibili in tempi normali, inventandosi soluzioni creative e, soprattutto, rivalutando il valore delle cose.

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C’è chi, pur in possesso di una laurea, ha scelto il lavoro dei campi, chi ha creato un piccolo asilo “in casa” riunendo i bimbi dello stesso stabile, chi si è trasformata in colf ad ore dopo un licenziamento da un ufficio o in parrucchiera, chi si è dedicato ad assistere anziani e neonati o a portare a passeggio i cani, pur di guadagnare qualche cosa.

Si è creato anche il mestiere del “marito in affitto” per risolvere piccoli problemi quotidiani di riparazioni varie.

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Oltre a ciò, vi è stato un vero boom nella rivalutazione dell’usato e del riciclo: oggetti ed abiti posseduti in abbondanza, ma spesso dimenticati, sono stati aggiustati e risistemati ad hoc, mentre si è fatto un uso più controllato dell’ energia elettrica e dell’ acqua.

Per non parlare delle auto tenute ferme a causa dell’aumento sconsiderato della benzina che hanno favorito il trasporto urbano, i percorsi a piedi e, perché no?, l’uso della bicicletta, a tutto vantaggio dell’ecologia.

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E gli alimenti? Non si è più verificato uno spreco giornaliero del cibo, ma si fa attenzione a non buttare nulla e ad ingegnarsi a conservare e trasformare i cosiddetti “avanzi”.

Nello stesso tempo, è avvenuta una diminuzione generale dei prezzi; parlo della merce dei supermercati, dei cinema, dei teatri, delle palestre, dei viaggi low cost che permettono a chi può di poter usufruire anche di qualche svago.

Mi si dirà “tutto a danno dell’economia” delle imprese e degli esercizi costretti a chiudere.

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Certamente si. Ma spetta al Governo trovare soluzioni idonee a risolvere un problema, a mio parere, immane e di difficilissimo esito.

Comunque “l’aguzzare il cervello” è sicuramente un fatto positivo, una spinta ad agire, a cercare nuove strade, a riconsiderare i veri valori della vita, ad evitare di cadere nel buio della depressione.

Mi chiedo: l’Italia ce la farà? Penso di si.

In fondo al famoso tunnel, a mio parere, si vede una piccolissima fessura di luce, verso cui dirigerci.

Possibilmente, dandoci la mano.