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Rubrica: EDITORIALI


A..RIECCOLO: IL PONTE DI MESSINA

Strana proposta
venerdì 5 giugno 2020 di Silvana Carletti

Argomenti: Natura


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In un momento in cui l’Italia è a pezzi, o quasi, mentre migliaia di terremotati aspettano da quattro lunghi anni la ricostruzione delle loro case ed attività commerciali e mentre l’intero popolo italiano sta cercando di superare con estrema fatica tutti i danni economici, fisici e morali di una vera e propria catastrofe mondiale, spunta di nuovo, come un fungo, l’idea della costruzione del Ponte di Messina.

Già in due precedenti editoriali ho descritto la pericolosità della realizzazione di un ponte, probabilmente utile, ma che dovrebbe sorgere in una zona altamente a rischio sisma, come, purtroppo, quasi tutto il nostro Paese. In un periodo in cui una crisi così profonda e radicata sta coinvolgendo tutti gli Italiani, molti dei quali sono ancora in attesa di una benchè minima sovvenzione, l’idea di Matteo Renzi, a mio modesto parere, risulta “sbalorditiva”.

Non solo, persino Forza Italia approva, come già nel passato, questa strana idea, sottovalutando i rischi geologici di questo fantomatico progetto e lo stato di profonda prostrazione in cui si trova l’Italia intera.

Che dire?

Se si vuole favorire l’opera di ricostruzione, il lavoro, la ripresa dell’occupazione, allora ci si dedichi alle scuole, agli ospedali, ai terremotati e non si sfidi ancora una volta la natura e le sue leggi.

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LISTA DEI TERREMOTI IN SICILIA DAL 1900 da NEWS SICILIA.IT e SKY TG 24

Il primo è sicuramente quello più tristemente noto, nonché uno dei più distruttivi della storia; in quanto a numero di vittime infatti, circa 123mila, figura al 12esimo posto della malaugurata classifica dei terremoti con più morti di tutta la storia e su scala mondiale.

La scossa fu di magnitudo 7.2 della scala Richter, e avvenne alle 5,21 del 28 dicembre 1908. Servirono 37 secondi al sisma per danneggiare gravemente le città di Messina e Reggio, uccidendo metà della popolazione della città siciliana e un terzo di quella della città calabrese.

Il terremoto scatenò anche un terribile tsunami; complessivamente il 90% degli edifici messinesi crollò, causando non poche polemiche nei confronti del governo italiano. Uno dei punti principali è che il terremoto colse la popolazione nel pieno del sonno, prendendo tutti alla sprovvista. Rimane uno degli eventi più tragici del XX secolo.

L’8 maggio 1914 tremò invece Linera; l’intera area venne praticamente rasa al suolo, le vittime furono circa 70, ne risentirono anche i comuni di Acireale, Zafferana Etnea e Santa Venerina, ma la scossa fu chiaramente avvertita in tutta la zona etnea.

Grave anche il terremoto che colpì Giarre il 24 novembre 1918, le vittime furono 100 e le infrastrutture seriamente danneggiate. Nel 1926 toccò alle Isole Eolie, interessata particolarmente Salina, danni minori a Lipari e Filicudi; fortunatamente, almeno secondo le fonti ufficiali, nessuno perse la vita.

Il 15 gennaio del 1940 tremò anche Palermo, gravi danni strutturali, 50 feriti e un morto.

Il 19 marzo del 1952 un altro terremoto a Linera, con danni decisamente minori: i morti furono 2, ma ancora una volta la scossa fu avvertita in tutto l’hinterland catanese.

Terremoto di lieve entità nel 1967 a Mistretta, nel Messinese: crollarono molti edifici nel centro storico, ma fortunatamente non vi furono vittime. Passiamo ora al 15 gennaio del 1968, un altro terremoto, a tutti noto, colpì la Sicilia: quello della Valle del Belice. La scossa fu di 6.1 della scala Richter e le province interessate furono Trapani, Agrigento e Messina. Il numero di morti non è ben definito, si parla di circa 410 vittime, 1.000 feriti e 90mila sfollati, in una zona che impiegò anni per ripartire. Le polemiche furono tante, soprattutto causate dai sospetti legami fra mafia e politica per la ricostruzione della zona. Storico l’impegno del sociologo e poeta Danilo Dolci che, polemico, scrisse sui muri delle rovine “La burocrazia uccide più del terremoto“.

Il 15 settembre del ’78 un terremoto di 6,1 della Richter si registrò nel Golfo di Patti, fortunatamente però non vi furono vittime. Il 19 ottobre dell’87 una violenta scossa ebbe come epicentro Zafferana Etnea; centinaia di sfollati, gravi danni alla Chiesa Madre e al Palazzo Municipale e una vittima.

Altro evento tristemente noto è il terremoto che colpì Carlentini il 13 dicembre del 1990. Le vittime furono 17 ma gli sfollati circa 15mila. Gli furono attribuiti altri due nomi: “Terremoto di Santa Lucia“, perché avvenne proprio il giorno in cui a Siracusa si celebra la Santa Patrona e “Terremoto dei Silenzi” perché, pare, venne comunicata un’intensità della scossa minore rispetto a quella effettiva, per evitare di contraddire la classificazione di rischio sismico, evidentemente erronea, fatta precedentemente nella zona.

Il 14 febbraio del 1999 un’altra scossa nel Golfo di Patti; venne avvertita in tutta la Sicilia ma non causò vittime.

Nel 2002 tremò Palermo, le vittime furono 2, entrambi anziani, entrambi per infarto.

Questo è l’ultimo terremoto con vittime registrato in Sicilia, nella speranza che la lista si fermi veramente e definitivamente qui.

Un terremoto però che non può non essere citato è quello che, nel 1693, colpì la Val di Noto. I danni furono immensi: 45 centri abitati rasi al suolo e 60mila vittime. La scossa fu di 7,4 e per questo è il terremoto più forte mai registrato sul suolo italiano.

AUTORE: OMAR QASEM

TERREMOTI SUCCESSIVI: 26/12/2018- 5/08/2019/-29/12/2019