Riceviamo e pubblichiamo.
Specie nei programmi pomeridiani, da molto tempo, ad un brevissimo spazio lasciato ai vari programmi in onda, seguono circa 8 minuti di ininterrotta pubblicità ( quasi sempre la stessa) che interrompono continuamente qualsiasi filo logico di un racconto, di una fiction, di un discorso…
Comprendiamo, tutti, la necessità assoluta degli introiti pubblicitari, ma dovrebbe esserci un limite…
Evidentemente, si sfruttano, specie nei pomeriggi, le minori presenze di pubblico televisivo, al solo ed unico scopo di guadagno..
A tutti è nota la decadenza generale di una televisione che non riesce ad inventare qualcosa di nuovo e di più interessante e che si basa, soprattutto, su vecchi programmi rifatti e riproposti con qualche cambio di conduttore e con minime varianti che, ogni giorno, raggiungono uno shake risicato.
Oltre a ciò, l’inizio serale che, il più delle volte, inizia alle ore…22…, risulta molto criticabile per chi rientra a casa dopo una giornata lavorativa ed è destinato a non riuscire a restare davanti all’apparecchio TV per molto tempo..
Molti reclami sono stati presentati (a quanto riferiscono) sia alla RAI che a Mediaset, ma, evidentemente, senza alcun minimo risultato.
A questo punto, sarebbero inutili e fuori luogo, le critiche alla “decadenza” della qualità dei vari prodotti televisivi, dal momento che non si fa nulla per intervenire e per migliorare, prima di tutto, gli orari di trasmissione e la fastidiosa (ed uso un eufemismo) “pubblicità” capace di dominare e disturbare, completamente ed incessantemente, qualsiasi programma.