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VINCITORE PREMIO TIZIANO TERZANI 2026

PERCHÉ ERO RAGAZZO, di ALAA FARAJ
martedì 12 maggio 2026 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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Riflessioni su tragiche crescenti migrazioni

Quest’anno il Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani è stato assegnato al libro di Alaa Faraj, “Perché ero un ragazzo”, una storia che ci fa riflettere non solo sui problemi delle tragiche crescenti migrazioni, ma anche su bisogno di solidarietà, giustizia e rispetto per la dignità umana.

Ricordiamo che il Premio Tiziano Terzani, prestigioso evento culturale istituito nel 2007 dall’associazione “Vicino/Lontano” in collaborazione con la famiglia del famoso giornalista morto nel 2004, viene assegnato ogni anno ad un’opera che racconta i cambiamenti del nostro tempo in un mondo globalizzato a livello economico, sociale, culturale. La cerimonia si svolge sempre a maggio nella città di Udine. La Giuria è presieduta da Angela Staude, moglie di Tiziano Terzani.

Il vincitore quest’anno, dunque, è stato Alaa Faraj con il libro “Perché ero ragazzo” (Sellerio 2025) che viene così presentato: “Nell’agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l’Italia dista 500 chilometri, circa un’ora di volo, Alaa ha appena 20 anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l’Italia, un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l’unica strada è salire a bordo di un barcone con due amici, anche loro calciatori. Durante quella maledetta traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa afferma da anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale. Ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in una lingua naturalmente delicata, ironica, piena di stupore. Lo ha scritto lettera dopo lettera, inviandole ad Alessandra Sciurba, conosciuta in carcere durante un laboratorio, da anni la voce e il volto della battaglia di Alaa per la verità”.

Ci sembra giusto evidenziare che la sua battaglia per la libertà è supportata da scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d’inchiesta, programmi Rai, quotidiani nazionali e quant’altro. Della sua storia si è occupata in particolare Alessandra Sciurba, ex presidente dell’ong Mediterranea Saving Humans, che ha curato anche il libro. “Perché ero ragazzo”. E ci sembra giusto ricordare che, dopo la grazia parziale concessa dal Presidente Mattarella nel 2025, la pena è stata alquanto ridotta, Purtroppo, il Mediterraneo è diventato davvero un cimitero e con l’incremento di guerre ancora in corso senza dubbio il problema dei migranti sarà sempre più grave.

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Libro

Ci viene in mente il libro di Zygmunt Bauman “Gli stranieri alle porte”, scritto mentre già diversi anni fa vedevamo sfilare in tv le immagini di migranti che non solo affrontavano il mare, ma che da oriente marciavano a piedi attraverso la rotta balcanica fino alle porte della Bosnia, davanti alle frontiere europee per loro sbarrate: i loro corpi sotto la neve, la sofferenza di malati, vecchi, bambini passano davanti agli occhi indifferenti del mondo, un’indifferenza incrementata allora dalla pandemia, con i confini divenuti ancor più delle insormontabili barriere, spesso rinforzate da muri. Tornando a Bauman, ricordiamo le sue teorie sulla società postmoderna da lui definita “società liquida”, per il suo particolare tessuto sociale e politico, divenuto sfuggente e inafferrabile, a causa di globalizzazione, crollo delle ideologie, con consequenziali omologazioni collettive, frustrazioni, incertezze, precarietà.

Il suo libro “Gli Stranieri alle porte” (Ed. Laterza), venne così presentato: “Noi siamo un solo pianeta, una sola umanità. Quali che siano gli ostacoli, e quale che sia la loro apparente enormità, la conoscenza reciproca e la fusione di orizzonti rimangono la via maestra per arrivare alla convivenza pacifica e vantaggiosa per tutti, collaborativa e solidale. Non ci sono alternative praticabili. La ‘crisi migratoria’ ci rivela l’attuale stato del mondo, il destino che abbiamo in comune. Abbiamo eletto gli stranieri a causa di tutti i nostri mali. In realtà il nostro senso crescente di precarietà e paura dipende dalla incapacità di governare l’enorme forza dei processi di globalizzazione”.

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L’Autore

Le migrazioni di massa non sono certo un fenomeno recente per l’Europa: la violenza inaudita dei nuovi teatri di guerra ha spinto, e ancora spinge, decine di migliaia di persone ad abbandonare i propri paesi, aggiungendosi ai cosiddetti migranti economici. E senza dubbio è inutile nascondersi che il problema diventerà sempre più grave se non si creerà “vivibilità” nei paesi del terzo mondo, ricchi di risorse ma ancora sottosviluppati per secoli di sfruttamento e guerre. L’unica via percorribile è il cambiamento di rotta nelle strategie politico-economiche e nella convivenza pacifica, basata su collaborazione e solidarietà. Non ci sono alternative praticabili per il mantenimento della pace e perfino per la difesa della Vita sulla Terra.

Giovanna D’arbitrio

 

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