Senz’altro il libro “Riprendersi l’Anima” di Paolo Crepet, famoso psicologo, sociologo, saggista, opinionista, sempre attento ai temi di valore di sentimenti, educazione e futuro dei giovani, sollecita profonde riflessioni sul nostro presente, ma anche sul nostro passato, poiché la storia è fatta di cause ed effetti, effetti che come un boomerang oggi si riversano su di noi con i drammatici cambiamenti epocali in atto in cui le nostre anime sono disorientate, anche se non totalmente perse.
Ecco in parte la dettagliata presentazione del libro edito da ArperCollins. “Chiedersi se siamo felici, se lo siamo stati o se speriamo di poterlo essere, può sembrare un esercizio provvisorio e perfino ingenuo, ma alla fine è l’unica domanda che ha un senso compiuto. (…) Frugando nel proprio animo e nella propria memoria come in un bazar, per trovare sempre l’universale nascosto dietro ogni particolare, Crepet scrive il suo libro più importante, un antidoto contro l’omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e della violenza sotterranea ed esplicita che percorre i nostri tempi.
Davanti alla tentazione di cedere a chi vuole annientarci, con la guerra, con il controllo, con la tentazione di rinunciare al fuoco che arde in noi, Crepet ricorda a sé stesso, e a chi decide di intraprendere questo viaggio con lui, per cosa vale la pena vivere. Ci ricorda che l’ombra e la luce, la musica e il silenzio, la quiete e il desiderio sono tutti momenti essenziali della nostra vita.
Ci fa vedere come siano necessari il caldo e il freddo e quanto il tiepido, invece, sia un pericolo, un’anestesia che ottunde i nostri sensi e le nostre emozioni. Alternando sapientemente riflessioni profonde, ricordi personali e storie meravigliose – come quella del corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso, o di Mike, motociclista il cui amore ha saputo guarire una bambina – Crepet mette in scena il meraviglioso teatro delle emozioni umane e ci mostra con una chiarezza partecipe e commossa come respingere l’apatia, lo sconforto, la tentazione di cedere a chi ci vuole spenti. E, soprattutto, come riprenderci l’anima”.
Leggendo il libro ci viene in mente il mito della caverna di Platone, contenuto nel libro VII della Repubblica, un’allegoria che descrive la condizione umana tra ignoranza e conoscenza. Esso racconta di prigionieri incatenati in una caverna fin dall’infanzia, costretti a guardare solo ombre proiettate sulla parete da un fuoco alle loro spalle, credendole l’unica realtà.

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Un prigioniero liberato esce dalla caverna e vede la vera realtà fatta di oggetti, alberi, stelle e infine di sole. Sceglie di ritornare nella caverna per liberare i compagni, ma questi ultimi, increduli, preferiscono rimanere là e cercano anche di ucciderlo. Nel famoso mito platonico il Sole rappresenta l’idea del Bene che illumina la vera realtà, il prigioniero che cerca di liberare i compagni rappresenta il filosofo che ha il dovere di illuminare gli altri anche a costo della vita. E pertanto il mito spiega come gli uomini debbano liberarsi dai pregiudizi (le ombre) e, attraverso la filosofia, raggiungere la vera conoscenza (il sole).
Paolo Crepet forse prova a farci uscire dalla “caverna”, anche se appare oggi molto difficile. Il suo saggio è allo stesso tempo un grido d’allarme e una "bussola esistenziale" contro l’omologazione e la dilagante tecnologia, in quanto incita a riscoprire sentimenti, passioni e coraggio contro la rassegnazione, un invito a spegnere il rumore esterno per ritrovare il fuoco interiore della creatività. Sotto accusa genitori e uso eccessivo della tecnologia che sottraggono "anima" e autonomia ai giovani, condizionati e incapaci di vivere emozioni autentiche. Un libro davvero significativo sui pericoli di un mondo tecnologico, in particolare se si pensa ai rischi di Intelligenza Artificiale, gestita solo da denaro e potere
Senz’altro il saggio di Crepet non offre ricette facili, ma indica delle strade alternative se si ha il coraggio di intraprenderle e soprattutto (oserei dire) se si hanno le giuste opportunità per cambiare modo di vivere, poiché purtroppo non tutti godono appieno dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione, come diritto a studio e Cultura, a un lavoro dignitoso, a una vita decente. E non basterebbe certo un solo filosofo ma migliaia di filosofi ci vorrebbero per tirar fuori dalla caverna tanti prigionieri tenuti là fin dalla nascita non solo nelle degradate periferie italiane, ma anche in tanti paesi sottosviluppati, poiché come G. Orwell afferma in “1984”, secondo il potente dittatore, il Grande Fratello, “l’Ignoranza è Forza”, “la Pace è Guerra”, la Libertà è Schiavitù”.
M. L. King affermò in un suo discorso "dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti”, sottolineando l’urgenza di convivenza pacifica, fratellanza e nonviolenza come unica via per la sopravvivenza umana, contro distruzione reciproca causata da odio, divisione e guerre. Concludendo, passato, presente e futuro sono sempre tra loro interconnessi e forse un giorno riusciremo a “riprenderci l’anima” se gran parte del genere umano avrà raggiunto una più elevata evoluzione spirituale formando “una massa critica” (fisica quantistica) tale da generare una svolta significativa su una Terra finalmente pacificata e liberata dal Male.
Giovanna D’Arbitrio
P. S. (da Enciclopedia Treccani): “Paolo Crepet, psichiatra e sociologo italiano (n. Torino 1951). Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova (1976), quindi in Sociologia all’Università di Urbino (1980), si è specializzato in Psichiatria presso la clinica psichiatrica dell’Università di Padova (1985). Vicino a F. Basaglia, dal quale ha mutuato solide posizioni antipsichiatriche, è prolifico autore di saggi che indagano diversificati aspetti del disagio della contemporaneità coniugando un rigoroso approccio scientifico replica rolex a una scrittura chiara e divulgativa, tra i più recenti dei quali si ricordano: Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio (1993), Le misure del disagio psicologico (1994), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (1995), I giorni dell’ira. Storie di matricidi (1998), I figli non crescono più (2005), La gioia di educare (2008), Elogio dell’amicizia (2012), Impara a essere felice (2013), Non mi chiedere di più (2014), Il caso della donna che smise di mangiare (2015), Baciami senza rete (2016), Il coraggio (2017), Passione (2018), Libertà (2019), Vulnerabili (2020), entrambi nel 2021 La fragilità del bene e Oltre la tempesta, Lezioni di sogni (2022), Prendetevi la luna (2023), Mordere il cielo (2024) e Il reato di pensare (2025)”.