Per decenni abbiamo costruito città fatte di separazioni: il cemento da una parte, la natura dall’altra; la vita domestica chiusa in quattro mura, il paesaggio ridotto a sfondo cartolinesco o, peggio, a mero elemento decorativo. Oggi, però, quella linea di confine sta sbiadendo. Le città contemporanee stanno riscoprendo una verità fondamentale: non siamo abitanti accanto alla natura, ma siamo parte integrante di un unico sistema vivente.
È proprio questo il cuore pulsante della XV edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, che dal 10 al 12 aprile trasformerà il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma in un laboratorio a cielo aperto. Il tema scelto per il 2026, “Fare parentele”, non è solo uno slogan, ma un invito politico e poetico a osservare la città non come un insieme di infrastrutture, ma come un ecosistema dove alberi, insetti, acqua e comunità umane convivono e si influenzano reciprocamente.
L’impatto visivo di questa nuova consapevolezza è affidato all’artista Ciriaco Campus con la sua installazione ORTO. Cumuli di detriti edili – simbolo della città che consuma e distrugge – diventano il grembo da cui emergono ortaggi vivi. È un’immagine potente: anche dalle ferite del cemento può nascere una nuova forma di vita, a patto che si sappia progettare il paesaggio come un atto di cura e non di occupazione.
Il Festival propone una vera e propria pedagogia del verde attraverso sei percorsi esperienziali che portano la natura in ogni dimensione della nostra esistenza:
1. Ripensare la città: Spesso immaginiamo i cambiamenti urbani come grandi opere ciclopiche. Il Festival ci insegna che la città cambia attraverso azioni puntuali: un cortile trasformato, una strada alberata, un nuovo modo di leggere il rapporto tra asfalto e radici.
2. Il giardino come laboratorio: Grazie al contributo di botanici e paesaggisti, il giardinaggio smette di essere un hobby per diventare una pratica di equilibrio. Curare uno spazio verde significa imparare a leggere il suolo e scegliere le specie resistenti che sappiano dialogare con il clima che cambia.
3. L’ecosistema casa: Il verde entra tra le mura domestiche. Balconi e terrazze diventano "micro-paesaggi" che regolano luce, temperatura e benessere psicofisico. Attraverso otto balconi-modello, i visitatori scopriranno che anche pochi metri quadri possono diventare un polmone vitale.
4. Mangiare il paesaggio: Il legame con la terra passa anche dal palato. Dalle degustazioni dei prodotti della campagna romana ai fiori eduli guidate da "Flower Sommelier", il cibo viene raccontato come il risultato di un ecosistema sano, dove il sapore è l’impronta digitale di un territorio.
5. Mercati consapevoli: Passeggiare tra lo Slow Plants Market e l’Outdoor Living Village significa scegliere piante amiche degli impollinatori e arredi che rispettino l’ambiente, sostenendo coltivatori indipendenti e una filiera corta e umana.
6. Esplorare in famiglia: Ispirandosi a "Il Barone rampante" di Italo Calvino, il Festival dedica spazio ai più piccoli. Salire idealmente sugli alberi come il giovane Cosimo significa imparare a guardare il mondo da una prospettiva diversa, più alta e più verde.
Il Festival non dimentica la stretta attualità e la politica urbana. Tra i momenti più attesi, il dibattito sul futuro della forestazione urbana e l’emblematico confronto sui Pini di Roma. Simbolo iconico della Capitale, il pino oggi è al centro di una riflessione necessaria: come difenderlo e, dove necessario, come ripensare il paesaggio per affrontare la sfida delle temperature crescenti e rendere la città più resiliente.

- VIVAI
Il Festival del Verde e del Paesaggio ci ricorda che progettare un giardino, curare una pianta sul balcone o piantare un albero in un quartiere degradato non sono gesti isolati. Sono atti di "parentela". In un’epoca di crisi climatica e isolamento sociale, ricucire il legame tra spazio domestico, vita quotidiana e natura è l’unica via per tornare ad abitare davvero le nostre città. Perché, come dimostrano i tre giorni all’Auditorium, il paesaggio non è ciò che guardiamo dalla finestra, ma la pelle che abitiamo.
Il Festival del Verde e del Paesaggio è realizzato in collaborazione con Roma Capitale – Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, insieme ad AMA, OAR – Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia e AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, che contribuiscono allo sviluppo dei contenuti e del programma.
La Giornata del Verde è realizzata in collaborazione con ACEA Ambiente.
Tra i partner culturali, Fondazione Treccani Cultura, MAXXI e Museo Orto Botanico di Roma.
Il Festival prende forma anche grazie a Ethimo, partner tecnico dell’intera manifestazione, che conferma per l’undicesimo anno consecutivo il proprio supporto.
Il progetto dei balconi è realizzato con il supporto di Fleur Garden, insieme ad alcune aziende dell’Outdoor Living Village che hanno contribuito agli allestimenti.
L’installazione ORTO è realizzata con il supporto tecnico di Vivai Graziella.
Informazioni
Festival del Verde e del Paesaggio
10 • 11 • 12 aprile 2026
Auditorium Parco della Musica – Roma
Programma completo
https://www.festivaldelverdeedelpae....