Sarebbe stato preferibile affrontare questo tema incentrandosi sulle enormi difficoltà delle carceri italiane e sulla lunghezza esagerata dei processi, piuttosto che sul sorteggio dei membri del CSM o sulla questione di carriere separate tra giudici e pubblici ministeri.
Sarebbe stato preferibile occuparsi, soprattutto, di alleanze, di difesa dei propri territori, di intesa tra nazioni europee, o, ancor meglio, del continuo, inesauribile crollo del benessere nel nostro Paese, se non, addirittura della “sopravvivenza” di alcune famiglie ridotte allo stremo da continui aumenti dei generi di prima necessità, oppure della salute, della violenza e di altro ancora.
Probabilmente, la caduta del “SI” che, da molti, era data per “impossibile”, ha voluto significare una diffusa preoccupazione per come si vive ora e il desiderio di un cambio di marcia nelle decisioni del Governo che dovrebbe accentrarsi, soprattutto, sul miglioramento della vita dei cittadini.
Non sono bastati gli esempi “storici” dei passati referendum che, in qualche modo, riguardavano modifiche della “costituzione” e che sono caduti nel nulla dal momento che, per la maggioranza degli Italiani, la nostra costituzione dovrebbe essere intoccabile.
Evidentemente, emerge un aumento delle critiche ed un certo malcontento generale verso una situazione che non accenna, da anni, a migliorare, nonostante tutte le promesse elettorali cadute nel vuoto.
Purtroppo, chi va al potere, in genere, finisce per concentrarsi sul timore di perdere quanto ottenuto e si illude, spesso, che il popolo accetti o dimentichi errori, ingiustizie, favoritismi, decisioni non condivise o, addirittura, non discusse in Parlamento, dimenticando, nel caso di questo referendum, che la maggioranza degli Italiani crede, soprattutto, in una democrazia aperta a libertà di pensiero e di opinioni.
Ciò avviene, mentre si cerca di occupare i media con continue promesse e, a volte, fake news, su di un fantomatico benessere generale che, purtroppo, non esiste.
Il recente referendum è, quindi, un primo test sull’andamento politico del nostro Paese che, indubbiamente, avrà suscitato un certo disappunto e preoccupazione su chi era troppo sicuro di vincere, sottovalutando un malessere diffuso in continuo aumento.