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Bernini e Barberini e la nascita del Barocco


sabato 21 febbraio 2026 di Patrizia Cantatore

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Le “Gallerie Nazionali di Arte Antica” presentano a Palazzo Barberini, dal 12 febbraio al 14 giugno, la mostra “Bernini e i Barberini”, in occasione del quattordicesimo anniversario della consacrazione della Basilica di San Pietro e, in perfetta continuità con l’esposizione di grande pubblico e successo a Palazzo Barberini di Caravaggio 2025.

Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, l’esposizione ricostruisce il percorso artistico di Gian Lorenzo Bernini: dagli esordi nella bottega del padre Pietro alla piena maturità, fino alle grandi committenze. Al centro vi è il rapporto personale e intellettuale con il suo più importante mecenate, Maffeo Barberini, eletto papa nel 1623 con il nome di Papa Urbano VIII.

Protagonisti della stagione barocca - la cui data d’inizio è ancora oggetto di dibattito - Bernini e Urbano VIII sono qui letti come artefici di un nuovo linguaggio artistico e letterario, fondato su spettacolarità, complessità ed enfasi. Una rivoluzione che coincide con la Controriforma: nel Barocco l’arte diventa strumento di persuasione e riaffermazione della dottrina cattolica contro il protestantesimo. Se in letteratura domina il gusto per il bizzarro e la meraviglia, nelle arti figurative prevalgono movimento, teatralità, monumentalità e illusione prospettica.

La mostra, sostenuta da Intesa Sanpaolo e patrocinata dalla Fabbrica di San Pietro, celebra anche la consacrazione della Nuova Basilica di San Pietro (1626), momento culminante del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Maffeo scopritore di Bernini La prima sezione ricostruisce le origini del rapporto e dell’incontro tra il giovane Bernini e Maffeo Barberini. L’artista, ancora attivo nella bottega paterna, viene riconosciuto come talento prodigioso e coinvolto nei lavori del palazzo acquistato dal Barberini. Da allora diventerà il suo artista di riferimento, emancipandosi progressivamente dall’ambiente familiare. Nel percorso sono a confronto opere di bottega, come “Adamo, Eva e il serpente” (Musée de Tessé, Le Mans), con capolavori (Foto 1) autografi quali il “San Lorenzo” (Gallerie degli Uffizi) e il “San Sebastiano” (oggi a Jouy-en-Josas)(Foto 2), accanto al “San Sebastiano Barberini”, pagato da Maffeo nel 1617, opera che segna una svolta rispetto al manierismo di Pietro: posa naturale, sensualità del marmo e coinvolgimento emotivo anticipano i temi centrali della scultura barocca.

Il cantiere di San Pietro

La seconda sezione è dedicata al completamento della Basilica nel 1626. Divenuto pontefice, Urbano VIII affida al venticinquenne Bernini, il compito di reinventarne l’interno. Fulcro è il Baldacchino di San Pietro, una straordinaria fusione di architettura, scultura e decorazione. Disegni, modelli e incisioni ne illustrano la genesi, insieme al “San Longino”, scolpito dallo scultore per uno dei piloni della crociera.

Nella sezione (Foto 3) si ricostruisce il dialogo che Bernini mette in scena tra: Baldacchino, Logge delle Reliquie e Cattedra di San Pietro trasformando lo spazio sacro in una narrazione coinvolgente, capace di celebrare l’universalità e il potere della Chiesa di Urbano VIII.

Il ritrattista dei papi La terza sezione ripercorre l’attività di Bernini come ritrattista pontificio: dai busti di Papa Paolo V a quello di Papa Gregorio XV, fino alle diverse effigi di Urbano VIII, in marmo e bronzo, provenienti da musei e collezioni internazionali. Il volto del pontefice diventa immagine del potere spirituale e temporale, reso con intensa profondità psicologica.

Palazzo Barberini La quarta sezione è dedicata a Palazzo Barberini, capolavoro corale in cui Bernini collabora e compete con Francesco Borromini e Pietro da Cortona. Il palazzo fonde il modello rinascimentale e la villa suburbana, con soluzioni innovative come la loggia vetrata aperta sui giardini. Disegni e opere documentano il ruolo di Bernini non solo come scultore, ma come ideatore di spazi, arredi e apparati decorativi. Completano la sezione i dipinti della collezione Barberini, tra cui quelli di Guido Reni, molto amato dalla famiglia.

“Apes Urbanae” La sezione “Apes Urbanae: i volti della Roma barberiniana” propone un’antologia di busti del tempo di Urbano VIII. Accanto a Bernini compaiono Alessandro Algardi, François Duquesnoy e Giuliano Finelli, in un confronto serrato di stili. Spiccano il busto di Michelangelo Buonarroti il Giovane di Finelli, esempio di virtuosismo analitico, e quello di Michel Magnan, nano del duca di Créquy, scolpito da Duquesnoy, testimonianza della complessità sociale della corte barberiniana.

La libertà di Bernini Con l’ultima sezione, “La libertà di Bernini. Il potere di Urbano VIII”, si affronta il nodo più delicato del rapporto tra artista e pontefice: la libertà creativa. Tra le opere, busti raramente esposti come quello di Tomas Backer (Victoria and Albert Museum) e dipinti attribuiti a Bernini, eseguiti per sperimentazione personale, lontano dai vincoli della committenza pubblica.

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Emblematica è la “Costanza Bonarelli” (Foto 4) (Museo Nazionale del Bargello), unico ritratto realizzato senza committenza, la donna è rappresentata in una posa naturale e sensuale che restituisce l’intensità della relazione che coinvolse Bernini e Costanza, moglie di un suo assistente. Narrano le cronache che, scoperto il tradimento della donna con il fratello Luigi, l’artista lo aggredì ferendolo gravemente e ordinando lo sfregio di Costanza da parte di un servo. Luigi fu esiliato a Bologna, il servo imprigionato e Costanza rinchiusa nel monastero delle Malmaritate per due anni. Bernini, protetto da Urbano VIII, evitò gravi conseguenze: multato di 3.000 scudi, somma poi annullata dal papa, fu obbligato a sposarsi. Nel 1639 sposò Caterina Tezio. Chiude la mostra un ritratto attribuito a Bernini di Urbano VIII: un’immagine intima che riflette un rapporto fatto di protezione, controllo e tensione. Da questa complessa alleanza nacque il Barocco, stile che ancora oggi segna in modo indelebile la città di Roma.

Il catalogo di mostra è edito da Allemandi, con saggi dei curatori e di autorevoli studiosi italiani e internazionali, tra cui Tomaso Montanari, Karen Lloyd, Joseph Connors, Evonne Levy, con schede analitiche di tutte le opere, e una lettura aggiornata di una fase chiave nella nascita del Barocco.

Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane n. 13 Orari: Martedì – Domenica: 10:00 – 19:00 Lunedì riservato scuole: 9:00 – 14:00

Intero: €16,00 Ridotto (18 – 25 anni e convenzioni) €10,00 Congiunto Museo: €20,00 Congiunto Museo ridotto 18 – 25 anni: €12,00 Gratuito: Under 18; Scolaresche; Accompagnatore gruppo; Accompagnatore scolaresca; Studenti e docenti di Architettura, Lettere (indirizzo archeologico o storico-artistico), Conservazione dei Beni Culturali e Scienze della Formazione, Accademie di Belle Arti; dipendenti del Ministero della Cultura; Membri ICOM; Guide e interpreti turistici in servizio; Giornalisti con tesserino dell’ordine; Portatori di handicap con accompagnatore; Personale docente della scuola, di ruolo o con contratto a termine, dietro esibizione di idonea attestazione sul modello predisposto dal Miur.

Info didattica per le scuole: edu@coopculture.it Info didattica per i gruppi: tour@coopculture.it

 

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