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TRA REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA E COSTITUZIONE ITALIANA

Difesa dei valori democratici
sabato 21 febbraio 2026 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Attualità


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Negli ultimi anni si è sentito sempre più parlare di modifiche da apportare alla Costituzione italiana e e in verità spesso ci sfuggono i reali obiettivi di tali tentativi, poiché temiamo che i valori democratici del nostro paese possano correre qualche rischio.

Ci preoccupano in verità i referendum passati e presenti sulla giustizia, in particolare il referendum costituzionale previsto per il 22-23 marzo 2026 mirante alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Desta molta preoccupazione soprattutto la riforma che prevede due CSM distinti (uno per i giudici, uno per i PM), l’estrazione a sorte dei membri e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.

Già il referendum del 12 giugno 2022, sostenuto da Radicali, proponeva la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti per garantire un giudice più terzo e indipendente, ma non raggiunse il quorum. In molti cittadini come la sottoscritta sorsero dubbi, ma la drammatica guerra in Ucraina assorbiva tutta l’attenzione di giornali e tv e dei referendum sulla giustizia poco si discuteva.

Purtroppo per l’attuale referendum, invece, prevalgono polemiche e caos e si è scatenata una bagarre che non giova all’informazione, in particolare d ciò che si va ad eliminare in diversi articoli della Costituzione e di cosa si va a sostituire non solo con la separazione delle carriere, ma soprattutto con il famigerato "sorteggio", come se poi i sorteggiati non avessero idee politiche o di destra o di sinistra. Hanno ridotto il referendum ad un puro scontro tra destra e sinistra. Per fortuna è intervenuto il Presidente Mattarella a spegnere i toni delle polemiche, con un discorso molto equilibrato che ha sollecitato soprattutto al rispetto reciproco tra Istituzioni. Grave aver definito il CSM come covo di mafiosi, dimenticando decine di magistrati che sono morti per aver lottato contro la criminalità organizzata,

Vale sempre la stessa domanda: "Cui prodest?". Ci vengono in mente numerosi casi di suicidi in carceri sovraffollate disumane, violente, invivibili, ai processi interminabili, al personale ridotto al minimo, alle montagne di carte accumulate per carenza di nuove tecnologie e quant’ altro. Non si costruiscono prigioni decenti per rieducare e favorire il reinserimento nella società. E questa volta non c’è quorum per il referendum. Un momento davvero difficile, mentre a livello internazionale prevalgono governi autocratici e il diritto del più forte. Che Dio ci aiuti! Mi è venuto in mente il libro di Giuseppe Fonseca “La Costituzione. Il Pilastro di Cristallo” (La Scuola di Pitagora Editrice) che offre non solo uno sguardo storico sulle origini dell’idea di Costituzione in Europa in generale e in particolare su quella italiana, ma anche un’accurata analisi dello stato della nostra democrazia. Tale opera nata come testo di supporto a corsi di educazione civica e di storia costituzionale, è stata poi pubblicata come testo di approfondimento per il lettore desideroso di conoscere meglio vita e struttura del pilastro della propria libertà. In appendice si possono leggere i testi in versione integrale dello Statuto Albertino e della Costituzione della Repubblica italiana nella sua attuale stesura e gli articoli modificati o soppressi dalla sua promulgazione fino ad oggi.

La presentazione del libro avvenne a Napoli il 20 gennaio 2011 alla Feltrinelli in un significativo dibattito tra eminenti personaggi, (F. P. Casavola, G. D’Agostino, M. Marotta, M. Villone e l’autore stesso) che misero in rilievo l’importanza della cultura e dell’ educazione dei giovani a salvaguardia dei valori etici e democratici nonché del delicato equilibrio tra i Poteri, sanciti dalla nostra Costituzione, scaturita nel ‘48 dalla volontà del popolo italiano provato da dittatura e guerra.

Molto interessante l’intervento del prof. Casavola che dopo un rapido excursus storico da Platone ai nostri giorni, affermò che mentre alla base delle costituzioni moderne rimane ancora il concetto di “Forza”, poiché il popolo deve difendersi dalla forza del Potere, la Costituzione italiana del ‘48, invece cerca di superare il concetto di Forza, poiché tiene conto anche della “Carta Universale dei Diritti dell’Uomo”, redatta nello stesso anno sull’onda dell’orrore suscitato da tante violenze e atrocità, in particolare quelle dell’Olocausto. La nostra Costituzione va dunque difesa poiché è basata sul riconoscimento della “persona umana”.

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Firma dei Padri costituenti

Dal dibattito scaturirono confronti tra l’Italia nel ’48 che accettò la Costituzione come uno “spazio condiviso” da tutte le classi sociali, mentre oggi invece il pericolo maggiore per essa viene da un’Italia confusa e divisa da conflittualità politiche. Pertanto, pur essendo un pilastro, la nostra Costituzione deve essere gestita con cura poiché, se modificata in modo invasivo, potrebbe diventare fragile come il “cristallo” se venissero alterati i delicati equilibri tra i poteri dello Stato. Infine, in quel lontano 2011 G. Fonseca concluse il dibattito affermando che l’Italia più che stravolgere la Costituzione, dovrebbe consolidare la sua “unità nazionale”, poiché come disse B. Franklin “un serpente riesce a camminare in avanti solo se intero, non se è tagliato a metà”.

Forse a tali sagge affermazioni, a distanza di diversi anni sarebbe opportuno aggiungere l’auspicio di un rinnovamento etico e culturale dell’attuale società, in particolare ora in un’epoca in cui perfino i diritti umani dei bambini vengono calpestati e aumentano i governi autocratici, sanguinose guerre, interessi geopolitici e terre rare. .

Giovanna D’Arbitrio

 

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