Arriva al Teatro Quirino di Roma, dal 17 al 22 febbraio, uno spettacolo che promette di scuotere le coscienze e abbattere i luoghi comuni sulla "normalità" familiare. Si tratta di "Pazza", testo graffiante del drammaturgo americano Tom Topor, portato in scena nella nuova produzione de La Contrada Teatro Stabile di Trieste.
A dare volto e voce alla complessa protagonista è Vanessa Gravina, affiancata da Nicola Rignanese e da un cast di livello che vede la partecipazione di Fabrizio Coniglio (che firma anche l’adattamento e la regia), Maurizio Zacchigna, Massimo Rigo e Gloria Sapio.
La storia ci porta dentro le maglie strette di un sistema giudiziario e sociale pronto a etichettare ciò che è scomodo. Al centro della vicenda c’è Claudia, una squillo di lusso accusata dell’omicidio di un anziano cliente. La prospettiva è terrificante: venticinque anni di carcere. La sua facoltosa famiglia, pur di "salvarla" (o forse per salvare la propria reputazione), tenta la carta dell’infermità mentale: farla dichiarare incapace di intendere e di volere per rinchiuderla in un istituto psichiatrico, una prigione più morbida ma che cancella l’identità.
Qui scatta la ribellione. Claudia rifiuta di farsi definire "pazza". Si sbarazza del costoso avvocato di famiglia e si affida a un difensore d’ufficio, Aaron Levinsky. Dietro l’atteggiamento ostico della donna, l’avvocato scopre un’intelligenza affilata e una disperata lucidità. Claudia sceglie la strada più difficile: affrontare il processo, rischiare tutto, pur di svelare l’orrore freudiano e le dinamiche familiari tossiche che l’hanno portata a quella vita, e smascherare le pretese intollerabili di quel cliente che ha scatenato la sua legittima difesa.
Le note di regia: la violenza nella "famiglia normale"
L’adattamento di Fabrizio Coniglio non si limita al legal thriller, ma affonda le mani in una tematica di dolorosa attualità: la violenza sulle donne e l’ipocrisia della borghesia.
"Pazza: perché una donna vuole dimostrare di essere perfettamente consapevole di intendere e di volere e di non farsi definire tale, sottoponendosi a un processo per un reato commesso? Perché tutti, compresa la sua famiglia, vogliono invece definirla pazza", spiega il regista nelle sue note.
Lo spettacolo si propone come un’indagine sociologica. In un’epoca in cui la cronaca ci riporta costantemente casi di violenza domestica, spesso accompagnati dalla frase "sembrava una famiglia normale", questa messinscena vuole sviscerare proprio quei segreti inconfessabili. La protagonista, interpretata con rara sensibilità da Vanessa Gravina, diventa l’emblema di una ribellione contro i cliché classisti: la violenza non è appannaggio dei ceti disagiati, ma si annida ferocemente anche dietro le porte delle case "perbene", protetta dal benessere e dal silenzio.
A supportare la narrazione scenica, che promette di coinvolgere lo spettatore in un viaggio oscuro dentro le mura domestiche, c’è un team creativo d’eccellenza: le scene sono di Gaspare De Pascali, i costumi di Sandra Cardini, le luci di Bruno Guastini e le musiche di Enza De Rose.
"Pazza" non è solo uno spettacolo teatrale, ma un quesito aperto rivolto al pubblico: perché ci fa così paura vedere l’orrore in una famiglia che assomiglia alla nostra?
INFO E ORARI
Teatro Quirino – Vittorio Gassman
Dal 17 al 22 febbraio
Spettacoli: mar-sab ore 21:00 (o orari specifici del teatro), dom ore 17:00.
Biglietti disponibili al botteghino e online.
www.teatroquirino.it