Capita, molto spesso, di confondere l’astuzia con l’intelligenza qualità che, invece, presentano numerose differenze sostanziali.
L’ “astuzia”, o più comunemente “furbizia”, nasce dal desiderio di ingannare gli altri, in base a trucchi ed escamotage che possano risolvere problemi e controversie, trovando scuse e marchingegni capaci di ingannare il prossimo.
Alcune caratteristiche?
Temperamento disposto al sorriso, all’affabilità, ad una estrema sicurezza che si cerca di esternare in tutti i modi. Inoltre, non esporsi mai nei momenti più difficili di una situazione, non elargire giudizi e condanne, ma sapersi barcamenare tra una criticità e l’altra, senza impegni o esplicite condanne.
L’intelligenza è tutt’altra cosa: innanzi tutto è un dono che possediamo fin dalla nascita e che, nella maggioranza dei casi, è portato alla ricerca del bene, alla solidarietà con gli altri, all’aiuto reciproco e, soprattutto, al desiderio di cultura, di approfondimento, di nuove scoperte, oltre alla ricerca di giustizia, di pace, per cui si è disposti a lottare e a prendersi ogni responsabilità verso gli altri.
Non per nulla, fin dall’antichità, l’astuzia veniva impersonata nella volpe e l’intelligenza nell’aquila che vola in alto e che, da lassù, sembra dominare il mondo.
Purtroppo, il più delle volte, si resta affascinati dall’astuzia e si ignorano consigli ed esempi di persone dotate di razionalità e sincerità che potrebbero aiutare, nelle scelte e nei giudizi, chi ha bisogno di un parere obiettivo e privo di soluzioni poco chiare e, non sempre, affidabili.