Foto logo: Alessio Pizzicanella
Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI, curata da Giorgio Calcara con il contributo di Grazia Cristina Battiato e della Fondazione Franco Battiato ETS, l’esposizione raccoglie oggetti personali, libri, materiali d’archivio, documenti rari e apparati audiovisivi. Ne emerge un ritratto stratificato, che insiste sul carattere di ricerca permanente dell’artista più che sulla sua dimensione iconica.
Il fulcro del progetto è la restituzione di Battiato come figura radicalmente non riconducibile a un solo linguaggio. Cantautore, sperimentatore, autore colto e intellettuale inquieto, ha attraversato pop, avanguardia, elettronica e musica colta senza mai aderire stabilmente a una forma. La mostra segue questo andamento per sezioni cronologiche e tematiche: dagli esordi pop degli anni Sessanta, sostenuti da Giorgio Gaber, alla svolta sperimentale degli anni Settanta, con lavori come Fetus, Pollution e Sulle corde di Aries, che lo impongono come pioniere dell’elettronica e della ricerca sonora in Italia.
Il passaggio agli anni Ottanta segna la fase più nota e ambigua della sua carriera: il successo di massa di album come La voce del padrone dimostra la capacità, rara, di coniugare forma pop e contenuti complessi, spirituali e sociali. È qui che Battiato costruisce una lingua accessibile ma non semplificata, operazione che resta uno dei nodi più interessanti della sua eredità artistica.
Ampio spazio è dedicato alla dimensione mistica e filosofica, vero asse portante della mostra. Libri, partiture e installazioni documentano l’interesse per il pensiero di G.I. Gurdjieff, per l’esoterismo, il sufismo e il dialogo tra Oriente e Occidente. Opere liriche come Genesi e Gilgamesh, messe per coro e soli come Messa arcaica segnano il tentativo di superare la forma-canzone per approdare a un teatro musicale iniziatico, in cui la musica diventa strumento di conoscenza più che di rappresentazione.
Il ritorno a Milo, sull’Etna, nel 1989, è presentato non come fuga ma come scelta coerente: una sottrazione consapevole al sistema produttivo, a favore di una vita dedicata alla meditazione, alla pittura e alla composizione. In questo periodo si colloca anche il lungo sodalizio con Manlio Sgalambro, che contribuisce a una scrittura più aspra e filosofica, distante da ogni retorica spiritualista.
L’ultima sezione, dedicata al cinema, conferma l’esistenza di un vero e proprio “cinema di Battiato”: film, documentari e colonne sonore che estendono il suo pensiero oltre la musica, mantenendo la stessa tensione speculativa.
Al centro del percorso, uno spazio ottagonale simbolico dell’ottava musicale, accoglie il visitatore in un’esperienza immersiva e totalizzante, grazie a un sistema di ascolto Dolby Atmos con le proiezioni di cinque videoclip.
Nel percorso museale anche molti dipinti autentici di Battiato, ritratti ieratici e silenziosi con fondi dorati, simboli e archetipi di ascendenza mediorientale, diremmo una pittura di contemplazione.
Gli ultimi anni della sua attività sono caratterizzati dalla produzione di molti lungometraggi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche, spirituali e di vita.
Nel complesso, l’esposizione riesce a restituire la complessità di un artista che ha sempre rifiutato le definizioni, costantemente alla ricerca di spazi nuovi di conoscenza e musica. Più che offrire risposte, la mostra pone domande su come la musica possa essere colta e popolare insieme, sul ruolo dell’artista come ricercatore, sul rapporto tra arte e conoscenza. In questa indecisione, Battiato continua a essere, oggi più che mai, necessario.
Informazioni, orari e biglietti
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4 A - Roma - info maxxi.art
Orari: dal martedì alla domenica 11 - 19
Franco Battiato. Un’altra vita € 10
Franco Battiato. Un’altra vita + biglietto intero del Museo € 20
Franco Battiato. Un’altra vita + biglietto ridotto del Museo € 17