Il libro viene così presentato dalla Casa Editrice: “Il diario di Cathy… e altri racconti è una raccolta divisa in due sezioni. La prima (Il diario di Cathy…), in cui la protagonista Cathy, alter ego dell’autrice, racconta momenti del proprio vissuto dove realtà e fantasia accompagnano episodi che si svolgono all’interno delle mura scolastiche, viaggiando sulle orme di eroine del passato e rivivendo le avventure dei personaggi di film amati. Nella seconda sezione (e altri racconti) la protagonista è l’autrice stessa, mentre segue il dipanarsi dei ricordi, familiari e no, fino a immergersi nel vissuto quotidiano tra ostacoli, soddisfazioni e piccole o grandi rivincite del sentimento”
Sulla quarta posteriore di copertina si può leggere una significativa descrizione di Cathy: “Era cresciuta così, sognando ad occhi aperti, immaginandosi innamorata e amata allo tempo stesso, rivedendosi, come la protagonista di quei libri d’amore e di avventura che era solita leggere tutti d’un fiato, di una favola incantata, di un film in bianco e nero o a colori, uno di quelli che aveva visto così tante volte da sentirlo dentro come fosse suo”.
Il libro è molto coinvolgente sia per contenuto che per forma scorrevole, fluida, colta, con numerose citazioni che non ne appesantiscono lo stile e s’inseriscono con naturalezza nel racconto: tra letteratura romantica, bei film, belle, canzoni, il libro è un memoir di teneri ricordi del passato, di un piccolo mondo antico fatto di buoni sentimenti, di amore per la natura, per gli animali, di delicati affetti familiari, di ideali, di fede autentica, di un calore avvolgente di incontri tra vecchi e giovani, tra bisnonni, nonni, genitori figli e nipoti che continuano le tradizioni del passato e ne fanno tesoro nella loro vita quotidiana. Una grande, bella famiglia.
E oltre alla famiglia c’è la Scuola, il contatto con gli alunni che è un ulteriore arricchimento spirituale e una fonte di esperienze e scambi affettivi. E Cathy pertanto afferma: “Penso che il mio sia il mestiere più bello del mondo: sembra una frase fatta, ma detta da chi, come me, la vive tutti i giorni con l’entusiasmo della ventenne che sono stata, garantisco che è vero”.
Mentre leggevo mi sentivo in perfetta sintonia con l’autrice e ho pensato che le famose goethiane affinità elettive davvero esistano: sono anch’io, come lei, un’insegnante d’inglese (ora in pensione) che ha amato molto gli alunni, le poesie di Wordsworth e di altri romantici. Sono, inoltre, una cinefila e mi piacciono i bei film, come “C’è ancora domani” di P. Cortellesi (citato nel libro), sul voto alle donne e la condizione femminile, per la quale ho sempre lottato. Perfino il santo preferito della scrittrice, San Francesco, è il santo al quale affido spesso le mie preghiere.
Il nome Cathy, inoltre, mi ha fatto pensare a Catherine Earnshaw e il suo amore per Heathcliff, descritti da Emily Brontë in Wuthering Heights” (Cime Tempestose), un romanzo intriso di romanticismo, ricco di passioni e sentimenti contrastanti, ambientato nella selvaggia brughiera inglese.
Dalla lettura di “Diario di Cathy” emerge, pertanto, l’immagine dell’autrice, una donna molto sensibile e allo stesso tempo coraggiosa che, pur avendo affrontato difficili prove nella vita, è sempre stata capace di trarre forza dai suoi momenti più belli, dagli affetti familiari, dall’amore per il proprio lavoro, dai buoni sentimenti, da irrinunciabili ideali, dalla fede in Dio.

- /paola_carelli
Paola Carelli, classe 1965, sposata, mamma di tre figli e nonna di due nipoti, è docente di Lingua e Cultura Inglese presso l’I.O. “G. Cesare”, plesso “Rita Levi Montalcini” di Sabaudia, città in cui vive. Laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Materie Letterarie presso l’Università LUMSA, è stata Cultore della Materia per la Lingua Inglese presso la Facoltà di Economia dell’Università “Sapienza”. È stata giornalista pubblicista
ed è scrittrice da sempre. Dal 2023 ha deciso di partecipare a premi e contest letterari, pubblicando racconti in diverse antologie edite da Historica Edizioni e altri editori.
Giovanna D’Arnitrio