Ma, nella complessità della vita e delle persone, esistono altri tipi di “febbre” che assalgono l’individuo condizionando la propria esistenza e, in molti casi, quella altrui. Purtroppo, questo tipo di "febbre" è, quasi sempre incontrollabile, irrefrenabile e spinge a voler predominare ad ogni costo, a mentire, ad usare ogni mezzo per affermare il proprio io, a danno di chi cerca di opporsi ragionevolmente.
Qualche esempio?
La “febbre del potere” che si insinua lentamente dopo un primo successo, per poi aumentare incondizionatamente, senza freni e senza che l’essere umano se ne renda conto o possa porre alcun limite.
Tutto sembra normale, regolare e, dovuto, specie se, per arrivare al potere , si è dovuto affrontare sacrifici, rinunce e vivere una vita mediocre o nell’ombra. Per questo motivo, si è disposti a tutto, ricorrendo, spesso, a sistemi poco legali e a compromessi nel timore di dover rinunciare, all’improvviso, a questo status di grazia riservato a pochi.
Poi c’è la “febbre del denaro”, dell’arricchimento facile che porta, il più delle volte, alla disonestà e all’intrigo che possono rovinare l’ esistenza di chi è disposto ad accettare qualsiasi escamotage pur di non perdere una condizione di vita lussuosa e privilegiata..
Parliamo poi della “febbre del successo” alla quale, in genere, nessuno rinuncia facilmente, anche quando il declino fisico consiglierebbe un certo riserbo. Per questo motivo, si è disposti ad affrontare qualsiasi mezzo pur di “apparire” come si era, fisicamente, anni prima, ricorrendo ad interventi estetici dannosi, se non, deturpanti e…patetici.
Purtroppo, il prezzo da pagare per tutti questi tipi di “febbre” sono altissimi: una vita sempre turbata da possibili perdite dello status quo, sentirsi continuamente criticati, controllati o invidiati dal prossimo, cadere nella disperazione o nella depressione in caso di obbligate rinunce o problemi finanziari, situazioni frequenti che rendono queste persone perennemente agitate, in continua ansia ed infelici.
Forse, come affermava Orazio, il raggiungimento di un’’aurea mediocritas”, potrebbe risultare il migliore sistema di vita che eviterebbe pericoli di ricadute e affanni, se non, disonestà, perché l’umana esistenza non è fatta solo di anni di ricerca di potere, di successo, di ricchezza e di benessere, ma presenta continuamente improvvisi alti e bassi e perdite che possono rovinare e distruggere drammaticamente la condizione personale e familiare di molti, se non, il destino di popoli interi.
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