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TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)

IL VECCHIO E IL MARE di Ernest Hemingway
venerdì 16 gennaio 2026 di La Redazione

Argomenti: Teatro


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da giovedì 22 a domenica 25 gennaio 2026

Lettura Scenica

Adattamento: Lucilio Santoni

Regia: Sebastiano Somma

Comunicato stampa

Con: Sebastiano Somma e Cartisia Somma violino: M° Riccardo Bonaccini violoncello: M°Liberato Santarpino

Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), presenta, da giovedì 22 a domenica 25 gennaio, Il Vecchio e il Mare, di Ernest Hemingway, lettura scenica con adattamento di Lucilio Santoni, regia, Sebastiano Somma, con Sebastiano Somma e Cartisia Somma, al violino, Riccardo Bonaccini e al violoncello, Liberato Santarpino. Il vecchio Santiago sfida le forze incontenibili della natura nella disperata caccia a un enorme pescespada dei Caraibi, e poi nella lotta, quasi letteralmente a mani nude, contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della riuscita nell’impresa.

Forse per la prima volta nella sua vita, mentre ingaggia il corpo a corpo coi suoi nemici acquatici, si scopre coraggioso e fiero. Capisce che si può vincere, anche se dovrà realizzare che nella vittoria si nasconde la sconfitta, eterno dramma dell’essere umano. Il pescespada, durante la lotta, rimane sempre sotto l’acqua, il pescatore non lo vede mai, anche se vorrebbe vederlo, vorrebbe sapere con chi ha a che fare: probabilmente è simbolo di un male più profondo, una ferita che ogni uomo non può eludere ma solo affrontare con tutte le forze che ha in corpo.

Il ragazzino Manolin è l’unico che lo capisce e gli è fedele. Ha imparato il mestiere di pescatore e tutti i segreti dal vecchio, ma è costretto ad abbandonare il suo amico di viaggio, per volere dei genitori, che desiderano peschi su un’altra barca con maggior fortuna. Manolin però è molto affezionato al vecchio e, appena può, se ne prende cura come se fosse un figlio: un figlio che sogna i leoni! Nel rapporto intenso col ragazzino e nel ritrovarsi vincitore triste, Santiago trova la ragione della propria esistenza. Dalla loro amicizia capiamo che, probabilmente, il calore umano è l’unico medicamento possibile per alleviare quel male profondo che è dentro ognuno di noi.

Alla fine della sua grande carriera di scrittore, Ernest Hemingway rimedita i temi fondamentali di ciò che ha elaborato negli anni, nella cornice simbolica di un’epica individuale e, contemporaneamente, ripercorre i grandi modelli letterari che, come Moby Dick, hanno reso celebre la letteratura nordamericana.

“Ritornare a vestire i panni del vecchio Santiago, nel suo incredibile viaggio nella speranza, nella dignità, nell’orgoglio sopito, e nella grande scrittura di Ernest Hemingway, dopo essere stato la preside Trinciabue, nell’ esilarante ed emozionante musical "Matilda" in scena al Sistina di Roma fino a pochi giorni fa, è davvero una sfida, un emozionante impresa. Mondi così belli e diversi l’uno dall’altro, con al centro il "mio" viaggio, fatto di ricerca, di conoscenza, stimolato dalla voglia di trasferire al pubblico emozioni forti.

Il vecchio e il mare, del grande scrittore Ernest Hemingway, in questa riduzione di Lucilio Santoni, porta la mia regia, fatta di suggestioni, fatta di luci e ombre, così come il grande romanzo, con un bellissimo repertorio musicale grazie al violino di Riccardo Bonaccini e al violoncello di Liberato Santarpino. Con me in scena Cartisia Somma, mia figlia nella vita reale, che interpreta il ruolo di Manolin, il giovanissimo amico del vecchio, che trasferirà forza e amore a Santiago, nel momento del suo estremo bisogno.

Questa volta è mia figlia a trasformarsi da donna a uomo, anche lei giovane attrice alla ricerca di percorsi, e come me alla ricerca di emozioni. E nel grande romanzo ce ne sono davvero tante, il senso dell’amicizia, il rispetto per la natura, l’orgoglio di un vecchio abbandonato, l’amore per il mare, la resilienza, e il dialogo intenso tra due generazioni lontane che hanno bisogno reciprocamente l’uno dell’altro. Ho l’onore di avere con me in scena due grandi musicisti, e una scultura che rappresenta il pesce dilaniato, ad opera del maestro Angelo Accardi, che accompagnerà il pubblico e me, nell’ intensa lettura.

Ho proposto al direttore artistico del Teatro Arcobaleno, Vincenzo Zingaro questo breve e intenso romanzo, capolavoro della letteratura americana del Novecento, un testo straordinario, in un luogo dove la parola la fa da padrone, il resto dovremmo mettercela noi artisti, e faremo di tutto per emozionarvi e convincervi. L’ultima emozione però, ha riguardato me personalmente, quando, durante il festival dedicato a Hemingway, a Lignano, luogo dove ha soggiornato il grande drammaturgo, alla fine della rappresentazione, è salito sul palco un signore, era il nipote di Hemingway, John Hemingway. In quell’occasione ero accompagnato dal grande flautista Roberto Fabbriciani, Jhon mi ha abbracciato con le lacrime agli occhi, probabilmente l’avevo convinto, e l’avevo emozionato, potete immaginare però anche la mia emozione... (Sebastiano Somma)

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)

Roma, via F. Redi 1/a - Tel. 06.44248154 / 06.4402719 e-mail: info@teatroarcobaleno.it - sito: www.teatroarcobaleno.it

giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 gennaio ore 21,00 domenica 23 gennaio ore 17,30

 

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