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MARSHALL BERTRAM ROSENBERG E LA COMUNICAZIONE NON VIOLENTA

Tra passato e presente
martedì 13 gennaio 2026 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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In un periodo storico in cui ci sembra che guerre e prevaricazioni di ogni genere stiano cancellando secoli di progressi nel campo dei diritti umani, tutelati finora nel complesso da organismi internazionali, ci sembra giusto ricordare personaggi che hanno lottato per un mondo migliore.

Tra essi emerge Marshall Bertram Rosenberg (1934-2015), molto noto in particolare negli anni ’60, meno citato oggi in verità, importante psicologo statunitense ideatore della comunicazione nonviolenta, CNV o Linguaggio giraffa, un metodo di comunicazione che può aiutare le persone a risolvere pacificamente conflitti e incomprensioni. Fu fondatore e direttore dei Servizi Educativi per il Centro della Comunicazione Nonviolenta, un’organizzazione internazionale non-profit da lui fondata nel 1984 operante in molti Paesi del mondo.

Nato in Ohio da genitori ebrei, crebbe in un quartiere popolare dove erano presenti contrasti razziali tra bianchi, neri e altre etnie. Egli stesso fu vittima di alcuni episodi di bullismo e antisemitismo e pertanto imparò sul campo a risolvere i conflitti in maniera pacifica. Nel 1961 conseguì un dottorato di ricerca in psicologia clinica presso l’Università del Wisconsin-Madison e diventò allievo dello psicologo Carl Rogers, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 1987 prima di morire nello stesso anno, fondatore della psicoterapia centrata sulla persona, noto per gli studi sul counseling e la psicoterapia della corrente umanistica. Seguendo il suo maestro, Rosenberg abbandonò i metodi psicoterapeutici basati su distanziamento emotivo e ruoli gerarchici dottore-paziente trovandoli inefficaci e li sostituì con relazioni di carattere reciproco ed empatico.

La sottoscritta cercherà di spiegare le sue teorie anche se non sono un’esperta nel campo. A quanto pare, il metodo di Comunicazione Non Violenta (CNV) di Rosenberg è basato su empatia e comprensione reciproca, in quanto, secondo lui, tutti gli esseri umani condividono bisogni universali e la violenza comunicativa nasce da strategie inefficaci per soddisfarli. Descritta come il "linguaggio giraffa", poiché la giraffa ha un cuore grande e una visione ampia, la CNV si basa su 4 principi fondamentali: 1) osservare in modo obiettivo senza valutare ed esprimere giudizi critici; 2) comprendere i sentimenti scaturiti dall’osservazione; 3) riconoscere i bisogni; 4) formulare richieste chiare attraverso il dialogo per soddisfare tali bisogni. L’obiettivo della CNV non consiste nell’imporre agli altri ciò che vogliamo, ma stabilire una connessione psichica che conduca a comprensione reciproca e a soluzioni accettabili, attraverso un dialogo aperto e rispettoso

Nel 1984 Rosenberg fondò il Center for Nonviolent Communication (CNVC), un’organizzazione internazionale che cercò di diffondere il suo metodo nel mondo e in paesi lacerati dai conflitti come Serbia, Croazia, Irlanda del Nord, Medio Oriente, Colombia, Malesia, Indonesia, Burundi, Ruanda, Nigeria e tanti altri. In Jugoslavia formò molti studenti e insegnanti con un programma finanziato dall’Unesco. Fece parte, inoltre, del Comitato di patrocinio del Coordinamento internazionale dell’Onu per la promozione di una cultura della nonviolenza e della pace a favore dei bambini. Scrisse numerosi libri, tra i quali ricordiamo soprattutto “Le parole sono finestre (oppure muri), “Preferisci avere ragione o essere felice?”, “Crescere i bambini con la comunicazione nonviolenta” Il primo libro citato, ritenuto fondamentale per la CNV, viene così presentato dalla casa editrice Mondadori: “Una comunicazione di qualità con sé stessi e con gli altri è oggi una delle competenze più preziose. Attraverso un processo di quattro punti, Marshall Rosenberg ci mette a disposizione uno strumento molto semplice nei suoi principi, ma estremamente potente per migliorare radicalmente e rendere veramente autentica la nostra relazione con gli altri. Grazie a racconti, esempi, semplici dialoghi, questo libro ci insegna principalmente: a manifestare una comprensione rispettosa per i messaggi che riceviamo; a collegarci alla ricchezza della vita; - a modificare gli schemi di pensiero che portano alla collera e alla depressione; a dire ciò che desideriamo senza suscitare ostilità; a comunicare utilizzando il potere curativo dell’empatia”. Aggiungiamo che si tratta di una nuova edizione con prefazione di Deepak Chopra e il capitolo 11 (inedito) di Rosenberg: ’Mediare e risolvere i conflitti’.

Concludendo, in un’epoca ben diversa da quella attuale, un ebreo americano che credeva nella pace seppe elaborare un metodo per favorire dialogo e comprensione non solo con i suoi libri, ma mettendo in pratica le sue idee per costruire un futuro migliore. Ci chiediamo con amarezza perché oggi tutto ciò non sia più possibile a livello umano e spirituale, mentre avanzano scienza e tecnologia, come intelligenza artificiale e quant’altro, che si spera non cadano in mani poco rispettose dei diritti umani. Speriamo che l’epoca attuale rientri solo nel processo di vichiani corsi e ricorsi storici e che dal buio si torni alla luce, come Il sommo poeta Dante scrisse: "E quindi uscimmo a riveder le stelle", l’ultimo, celebre verso del Canto XXXIV dell’Inferno che segna la fine del viaggio nell’oscurità infernale e l’uscita verso luce, speranza e rinascita, simboleggiata dalle stelle.

Giovanna D’Arbitrio

PS: per maggiori dettagli su pensiero ed opere consultare https://it.wikipedia.org/wiki/Marsh...

 

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