In seguito, questo detto latino significò, in senso lato, la breve durata della vanità, dell’effimero, delle illusioni, di fronte all’imprevedibilità degli eventi, delle distruzioni, se non della morte.
Con ciò non si precludeva o criticava il desiderio del potere, del benessere, della ricerca di leggerezza nel vivere, ma si voleva sottolineare che, all’improvviso, tutto può cambiare e passare dalla gioia al pianto e alla disperazione.
Un avvertimento, insomma, di cui, generalmente, non si tiene conto.
Purtroppo, la vita ci presenta continuamente esempi di quanto, purtroppo, questa espressione “storica” corrisponda alla verità della nostra esistenza.
Numerosi e continui gli episodi di cadute improvvise del potere politico, economico, culturale e così via, come, ahinoi, tragiche vicende in momenti di svago, divertimento e spensieratezza.
La recente tragedia di Crans-Montana è, purtroppo, un ulteriore caso di imprevedibilità, di immenso dolore, di tragedia assoluta, avvenuto in un momento di gioia in cui un pubblico, soprattutto di giovani e giovanissimi festeggiava il nuovo anno.
Noi tutti immaginiamo il dolore incalcolabile dei genitori di questi ragazzi e dei parenti delle vittime e di chi si è trovato impotente di fronte ad un incendio di così grande portata.
Anche per quest’ultima tragedia, si cercano i possibili responsabili e i motivi tecnici che possono averla causata, ma resta, in noi, la consapevolezza che non esiste nessun sistema, nella nostra vita, che ci preservi da improvvise tragedie che, comunque, in tutti i casi, dovrebbero essere oggetto di continui controlli ed offrire un’assoluta sicurezza, prima di accogliere un pubblico numeroso ed inconsapevole di possibili ed irreparabili eventi che possano portare, addirittura, ad una terribile morte.
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