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IL DECLINO DELLA CULTURA IN ITALIA


lunedì 29 dicembre 2025 di Silvana Carletti

Argomenti: EDITORIALE


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In questo difficile periodo della nostra storia in cui è sempre presente lo spettro della guerra e la situazione economica della maggior parte degli Italiani è allo stremo, anche la cultura, a causa dell’aggravante riduzione di confronti e libertà di espressione, è in lenta ed inevitabile crisi.

Possibili motivi?

Meno studenti a scuola, anche per l’aumento di disagi strutturali e organizzativi mai presi in considerazione; delusione da parte dei giovani per la caduta di valori in cui poter credere e di speranze sul futuro, lavori precari e poco retribuiti, mancanza di idee nuove, cinema e teatro perennemente poco frequentati, programmi televisivi deludenti e, soprattutto, continuo ricorso al passato, ripescando vecchie glorie che finiscono con l’annoiare e deludere il pubblico.

In televisione, ad esempio, i quiz, soprattutto, dopo un inizio “alla grande”, finiscono col cadere nella noia, nel “déjà vu” e, dati gli orari che si prolungano nella seconda serata, facilitano il sonno e il disinteresse degli spettatori.

Qualche esempio?

“L’eredità” sempre uguale negli anni con piccole varianti. ”La ruota della fortuna”, interessante all’inizio, ma che poi finisce col diventare “rifugio obbligato” per non spegnere il televisore…

L’idea, poi, di far seguire alla “Ruota” un secondo programma di quiz, con lo stesso presentatore e con lunghe domande (molto discutibili) ai concorrenti, accelera il desiderio di “staccare la spina” e cedere al sonno.

Nessun nuovo personaggio, nessuna “new entry” di storie di vita presente e passata e, così, prende forma in Mediaset l’idea di portare in prima serata le ottime fiction turche per salvare gli ascolti, visto che non ci sono più racconti e autori validi e ciò che viene presentato, in questi ultimi tempi, sfiora, spesso, l’assoluta delusione…mentre si ricorre, sempre più, a film vecchissimi, visti e rivisti, negli anni, dal grosso pubblico.

Per non parlare dell’ "aumento enorme della"pubblicità" che interrompe e disturba qualsiasi filo conduttore di un discorso o di una storia...

Anche i premi letterari sono meno seguiti e le mostre di editoria diventano, spesso, infruttuose, se non terreno di inutili polemiche.

La lettura dei libri è ridotta al massimo; i giornali non vengono venduti, le edicole chiudono… e non si fa nulla per cercare di sanare una crisi evidente e pericolosamente drammatica che investe ed investirà sempre di più, la vita di tutti.

Dove è finita l’Italia “culla” del sapere e della civiltà?

Foto logo: Facebook

 

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