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MIA CARA NAPOLI, ANCORA UNA VOLTA BUON NATALE...

Progetto Illuminiamo Napoli 2025
venerdì 12 dicembre 2025 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Mia cara Napoli, quest’anno, con l’avvicinarsi del Natale indossi una veste ancora più scintillante, intessuta di luci e colori, luminarie davvero particolari, malgrado guerre, crisi economica e i numerosi irrisolti problemi che affliggono te e tutto il Sud- E ancora una volta ti scrivo, molto amareggiata per le umiliazioni che subisci e per le cattive notizie che tutti i giorni mettono in rilievo i tuoi lati negativi, mai quelli positivi!

E purtroppo nemmeno si è parlato molto in Tv del progetto “Illuminiamo Napoli 2025", un progetto realizzato da Comune di Napoli e Camera di Commercio, con luminarie natalizie che adornano la città con oltre 150 km di luci, addobbi artistici, in tutto il centro storico e nelle periferie, dal 15 novembre 2025 al 7 gennaio 2026, per valorizzare l’identità culturale e turistica napoletana con il "Natale più luminoso d’Italia".

Inoltre, ogni anno è la stessa storia! Quest’anno sei andata a finire ancora più giù nella classica della vivibilità delle città italiane! Sei 98ª su 107 province! Il famoso scrittore napoletano Maurizio De Giovani che ti ama tanto, cara Napoli, ha affermato che “con tutto il rispetto dico che Napoli non può essere in fondo alla classifica delle città per la qualità della vita. Sono altri parametri quelli che incidono. Napoli è un mondo, un piccolo universo che racchiude tutto”. Eppure, i turisti accorrono qui a frotte in tutte le stagioni! C’è stato il boom del turismo a Napoli, più che in tante altre città quest’anno! E perché non mostrano mai nei vari tg le affollatissime vie del centro storico, i numerosi pullman e i double decker bus pieni di turisti che girano per la nostra città dove sono in tv? In effetti c’è stato un vero boom turistico nel 2025, circa 20 milioni di visitatori entro la fine dell’anno, in aumento rispetto al 2024, per cui Napoli risulta tra le città più visitate d’Italia. Basta leggere i dati on line sul sito del nostro Comune. Cara Napoli, di tutto ciò poco si è parlato in Tv, come per tutte le iniziative positive che valorizzano Napoli. Pertanto, sono costretta a ricordare ancora una volta la tua antica storia e i tuoi pregi, riproponendo parte di un articolo già scritto anni fa su Scena Illustrata. Repetita Iuvant! Eccolo: “Mia cara Napoli, ti amo talmente che nei miei pensieri talvolta ti parlo come se fossi una persona, un personaggio antico come la sirena Partenope dei miti, capace di incantare con il fascino del suo magico canto perfino i numerosi invasori del suo meraviglioso regno. Quante dominazioni hai subito, cara Partenope! Eppure hai saputo rielaborare, trasformare, integrare culture e tradizioni diverse fin dai tempi della tua fondazione, antica colonia greca ricca di arte e bellezza, divenuta in seguito Neapolis (Città Nuova) ad opera dei Cumani, passata poi nel corso della storia ad Osci, Romani, Bizantini, Goti, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni, a Bonaparte e la sua schiatta, di nuovo ai Borbone ed infine all’ Unità d’Italia per la quale il tuo popolo versò generosamente il suo sangue sognando un’unica patria, forte e coesa, capace di respingere nuovi invasori. Un sogno mai pienamente realizzato. Tu che sei Sud d’ Italia, rimani “terra di conquista”, come tutti i Sud del mondo.

Che dire, cara Napoli? Sovente vilipesa, denigrata, schiacciata, tu rimani comunque “viva” e come l’araba fenice combatti per rinascere dalle tue ceneri, conservando ciò che di positivo è nel tuo passato di sofferenze e tiranniche repressioni, e t’inventi di tutto pur di sopravvivere grazie a fantasia, creatività, gioia di vivere che si rivela in una vivace tarantella o in una sagace battuta di spirito per cui si distinguono i tuoi abitanti. Oppure ecco svelate in un lampo sensibilità, intensi sentimenti, malinconia, dolente rassegnazione al fato, attraverso le tue melodiose canzoni conosciute in tutto il mondo. Sono contenta di essere nata qui, quando dall’ alto delle tue colline ammiro stupendi paesaggi che si tingono di colori e sfumature diverse a seconda delle ore del giorno. Sei impareggiabile in quell’ ora che segue il tramonto “e ai marinai intenerisce il core” (Dante) con le tinte tenui che ricordano certe gouache della Scuola di Posillipo. Sono contenta di essere napoletana e campana quando penso all’ immenso patrimonio artistico e culturale del tuo territorio, sono fiera quando posso mettere in risalto i tuoi aspetti positivi pur combattendo contro quelli negativi, sperando sempre che in tutto il Sud d’ Italia, e in tutti i sud del mondo, istruzione, formazione e lavoro possano un giorno generare un cambiamento”.

Concludo con una mia poesia: “Napoli, Pulcinella e l’Unità d’Italia” Mia cara Napoli, /mentre tu lotti con coraggio e creatività /per preservare la tua identità, la turpe alleanza di chi ti vuole schiava, t’incatena ancor più/ con notizie in Tv, a degrado e violenza/ criminalità e ignoranza. Cercano di strapparti la tua grande anima, la tua cultura antica, profondamente umana, unica e genuina, con clichés vuoti e ripetuti stereotipi E tu, dolce, Pulcinella, /sei stato al Nord propagandato, come immagine simbolo/di un astuto popolo, sudicio e lazzaro/pigro e sfaticato. Ma tu, umile Pulcinella, come ogni napoletano, /tieni alta la testa e con dignità ridi e piangi/e ogni giorno t’inventi la vita con fantasia e creatività/tra mille mestieri e difficoltà ma alla fine sempre ti ritrovi/nelle tue forti e gentili radici. Ah Pullecené, che s’adda fa’/pe’ campa’… Ma po’ nun simme tutti italiani? /Che so’ ste differenze tra Nord e Sud? Nun sarria ora/che ‘sta Patria nostra fusse ‘o vero UNA?

E scusate per questi pochi versi in dialetto, ma per noi napoletani non è solo un dialetto, è una lingua usata nei secoli da scrittori e poeti. E alla fine ci dovremmo ricordare che all’Unità d’ Italia ha dato il suo immenso contributo anche il Sud e che “l’Unione fa la Forza”.

Giovanna D’Arbitrio

 

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