E pertanto "La visione del poeta. Un rimedio alle teorie del complotto, ai sovranismi reazionari, alla dittatura dell’algoritmo", un saggio di Andrea Comincini, analizza un‘ulteriore polarizzazione molto attuale nella nostra società che, secondo lui, è scissa tra "modernisti" che esaltano il progresso e "antimodernisti" che denunciano il degrado umano. Il titolo del saggio fa riferimento ad una possibile soluzione di tale dualismo esaltando il ruolo della poesia nella società contemporanea.
Il libro è così presentato dalla casa editrice Qed hyle: “La società contemporanea è divisa in due gruppi agguerriti: da una parte quelli che difendono il progresso, elencando tutte le grandiose conquiste a cui ci ha portati (i modernisti); dall’altra coloro che registrano il degrado della condizione umana attuale, le crescenti povertà, il nichilismo (antimodernisti) e imputano al turbocapitalismo tutti i disastri della società. Questo scontro, oltre che culturale, è soprattutto politico. Che strada percorrere per difenderci dalla solitudine delle nostre grandi città, dai mutamenti climatici, dal rischio di un disastro ecologico? Quale futuro per la filosofia? Può ancora avere senso pensare? E come? L’autore, dopo aver analizzato i punti di forza di chi sostiene la modernità e di chi preferirebbe tornare a scelte antimoderne, prova a proporre una via alternativa che non esclude le precedenti, ma le trasforma attraversandole. Solo una visione poetica del reale, soltanto attraverso una nuova azione ermeneutica sarà possibile guardare al futuro con rinnovata speranza. Attraverso le analisi di grandi autori (Novalis, Nietzsche, Heidegger e studiosi più recenti quali Monti, Fini, Colorni, De Benoist, ecc.) il saggio vuole ridisegnare una storia alternativa dell’azione politica. La salvezza dell’umanità non passa infatti attraverso formule trite e ritrite, ma reclama una nuova trasfigurazione del reale”.
Il saggio è introdotto da alcune citazioni e una breve Premessa, seguono poi 2 capitoli: 1) La distrazione della ragione: le riflessioni degli antimoderni; 2) Il fiore azzurro del poeta. Il libro si conclude con Commiato e Nota dell’Autore. Sulla quarta posteriore di copertina si legge: “L’atto poetico è il tentativo di dialogare con le nuvole, e il poeta è il ponte tra essere ed ente, un tempo infranti”
La “Visione del poeta” è senz’altro un libro denso di significati, colto, elevato, che si avvale di numerose citazioni poetiche e filosofiche pur spaziando anche in molti campi dello scibile umano. In effetti dopo aver ampiamente analizzato le motivazioni di modernisti e antimodernisti, l’autore propone la "visione del poeta" come unica soluzione possibile per superare le contrapposizioni di fenomeni contemporanei, come complottismo, sovranismi reazionari, "dittatura dell’algoritmo" e quant’altro, una via d’uscita dalle polarizzazioni ideologiche, poesia intesa come capacità di guardare oltre la superfice per fornire una prospettiva più autentica e costruttiva sulla realtà, contrastando l’appiattimento culturale causato da società digitale e politica populista. Un saggio pieno di ottimismo, di amore e di speranza verso il futuro. Bellissimi i versi di Tagore (pag. 81) citati in “Commiato”:
Non lasciare che le ore passino,
trascorrano in queste tenebre,
accendi con la tua vita
la lampada dell’amore
In un’intervista Comincini ha affermato “Per me la poesia è una forza talmente travolgente, capace di sconvolgere il mondo e gli animi, irresistibile – nel senso preciso che nulla può opporle resistenza. La poesia scardina la grammatica, indica l’Assoluto, custodisce il mondo”. (https://giusycapone.home.blog/2025/... )
Personalmente ho molto apprezzato il ruolo unificante della poesia e poi mi son venute in mente le antiche scuole di saggezza molto lontane da ogni dualismo, poiché secondo il principio “come in alto, così in basso” l’universo non era una collezione casuale di oggetti separati, ma un sistema olistico e interconnesso, in cui ogni parte riflette l’intero, teoria confermata dalle scoperte sui campi elettromagnetici di Faraday e Maxwell, G. Thomson, C. Davison che mostrarono più vasti orizzonti. Quando il cosiddetto esperimento a “doppia fenditura” rivelò che la luce si comporta sia come particella che come onda, l’intero Universo apparve come un’enorme rete di sistemi energetici interconnessi. Soprattutto D. Gabor, Premio Nobel nel 1971, ci entusiasmò con la bellezza dell’ologramma in cui ogni parte è una perfetta rappresentazione dell’Intero, evidenziando in tal modo la grande armonia dell’Universo, in cui il microcosmo riflette il macrocosmo e viceversa. “Tutto è’ Uno” scrisse M. Talbot, rilevando i paralleli tra fisica quantistica e le antiche credenze mistiche. E non possiamo certo dimenticare un altro prestigioso sostenitore della scienza olistica, il grande Ervin Laszlo, più volte candidato al Premio Nobel.
Non ci resta che sperare in futuro migliore in cui i dualismi non separino più gli esseri umani, i progressi di scienza e tecnica vengano usati per il bene dell’Umanità e che alcuni attuali squallidi personaggi politici spariscano dalla scena mondiale.

- andrea_comincini_
Andrea Comincini, laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi “Roma Tre”, ha conseguito un Ph.D. in Italianistica presso lo University College Dublin, dove ha lavorato in qualità di Senior Tutor. È stato Helm‑Everett Fellow presso la Indiana University nel 2011. Giornalista pubblicista e ricercatore indipendente, collabora con “Il manifesto”, “Alfafabeta2” e “Scena illustrata”. Ha pubblicato Itinerari filosofico‑letterari (Aracne 2010); Altri dovrebbero aver paura (traduzione e curatela di lettere inedite di Sacco e Vanzetti, con prefazione di Valerio Evangelisti e con un contributo di Andrea Camilleri, Nova Delphi 2012); Voci dalla Resistenza (Aracne 2012), una collezione di testimonianze sulla vita dei partigiani; L’anima e il mattatoio (Progetto Cultura, poesie, 2013). Nel 2014 ha curato Le ragioni di una congiura (Nova Delphi), ancora su Sacco e Vanzetti, e Carlo Levi filosofo (Aracne). Nel 2015, La persuasione e la rettorica di C. Michelstaedter, edizione critica (Joker edizioni). ); Nefes- Piccolo trattato sull’esistenza infranta (2018); La parola e il silenzio (2022); Il Bel Paese. Un tragicomico viaggio nell’Italia dei furbi (2023).
Giovanna D’Arbitrio