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ADOLESCENTI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

I dati di Save the Children
lunedì 17 novembre 2025 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Società


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Come madre ed insegnante mi sono sempre interessata ai problemi dei giovani e ho sempre cercato di informare sui pericoli che essi corrono, soprattutto nell’attuale difficile società.

E qualche giorno fa mi ha colpito una notizia più volte ripetuta in vari tg: gli adolescenti fanno uso dell’intelligenza artificiale per parlare delle loro difficoltà, come se fosse un amico reale! Ho cercato on line i dati di Save the Children e sono rimasta davvero sorpresa e preoccupata.

In effetti secondo Save the Children “Il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni intervistati afferma di essersi rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti. Il 30,9% - quasi un/a ragazzo/a su tre - tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. (…) “

“Ad evidenziare la funzione di conforto emotivo, il 41,8% degli adolescenti afferma di avere chiesto aiuto a Chat GPT o ad altri strumenti di IA nei momenti in cui si sentiva triste/solo/ansioso. Una percentuale simile, il 42,8%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola o lavoro). L’uso di questi strumenti è considerato fondamentale dal 49,1% degli adolescenti intervistati e il 47,1% pensa che un uso maggiore lo/la aiuterebbe molto nella sua vita personale. La caratteristica più apprezzata dell’IA tra gli adolescenti è il fatto che ‘è sempre disponibile’ (28,8%), ma anche (14,5%) che ‘mi capisce e mi tratta bene’ e ‘che non mi giudica’ (12,4%). Il 58,1% degli utilizzatori dell’IA ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita”

A quanto pare, Il 38% dei ragazzi tra 15-19 anni afferma di guardare spesso il cellulare in presenza di amici o parenti: è il cosiddetto fenomeno del “phubbing”, dalla fusile di due parole inglesi “phone” e “snubbing (snobbare), il che significa essere talmente immersi nell’uso dello smartphone da ignorare i presenti. E secondo i suddetti dati un adolescente su due non ha mai visitato mostre o musei nel 2024, il 21,2% non è mai andato al cinema, il 46,2% non legge libri al di là di quelli scolastici. Il 18,1% non fa nessuna attività fisica. Meno della metà (47,6%) dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha fatto una gita o una vacanza di almeno una notte, in Italia o all’estero, rispetto all’81% dei giovani spagnoli e il 90% degli olandesi.

Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children, ha dichiarato quanto segue:“Le disuguaglianze economiche, educative e sociali si fanno più pesanti proprio in questa fase cruciale della crescita, rischiando di compromettere il futuro. È necessario colmare questi divari e garantire a tutti gli adolescenti l’opportunità di studiare, viaggiare, fare sport, sperimentarsi, come loro stessi ci chiedono a gran voce (…) Dalle voci degli adolescenti raccolte con l’Atlante emergono richieste concrete alle quali dare risposta: è necessario promuovere il benessere psicologico e potenziare la rete dei servizi per la salute mentale per l’età evolutiva su tutto il territorio nazionale. È necessario anche che la scuola assuma tra le sue funzioni costituenti quella di assicurare il benessere psicologico e di educare alle relazioni, all’affettività e alla sessualità. Allo stesso tempo, le istituzioni nazionali e gli enti locali sono chiamati a rispondere concretamente alla fame di spazi autogestiti da ragazzi e ragazze per l’incontro, la produzione artistica e culturale, lo sport. Come risulta dal nostro sondaggio, l’Intelligenza Artificiale è ormai entrata nella quotidianità degli adolescenti – in anticipo sugli adulti - svolgendo in alcuni casi un preoccupante ruolo di conforto emotivo. È urgente un dialogo intergenerazionale per comprendere a fondo rischi e opportunità di questo cambiamento e per ridisegnare i percorsi educativi, le responsabilità e definire adeguate politiche regolatorie”.(https://www.savethechildren.it/pres... ) Purtroppo, la realtà è ben diversa: i tagli apportati da anni su Cultura; Istruzione e Formazione mediante accorpamenti di scuole in caotici Istituti Comprensivi rendono sempre più difficili interventi educativi e mettono a rischio anche il diritto allo studio; i genitori purtroppo sono sempre più impegnati nel lavoro o costretti a ridurre le spese per mancanza di soldi, oppure (ancora più grave) gli stessi genitori sono smartphone dipendenti e mettono in mano a bambini di 1 anno il primo cellulare!

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Che dire? Spesso un aiuto concreto potrebbe venire dai nonni se abitano nella stessa città, ma purtroppo soprattutto a Sud, dove i giovani sono costretti ad andar via per cercare lavoro, nemmeno questo è possibile. E allora speriamo in tempi migliori poiché prima o poi, quando un’epoca storica decade verso il basso, è inevitabile un’inversione di direzione e una risalita verso l’alto e pertanto speriamo in un nuovo “Rinascimento”, come quello che avvenne nel passaggio dal Medioevo all’età moderna, tra la fine del XIV secolo e il XVI secolo, con la rinascita delle arti, della letteratura e del pensiero, con un rinnovato interesse per la cultura classica e un’enfasi sugli Esseri Umani e le loro individuali capacità creative.

Giovanna D’Arbitrio

 

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