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L’orologiaio di Brest, di Maurizio De Giovanni

Tra passato e presente
domenica 9 novembre 2025 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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Fin dalle prime pagine "L’orologiaio di Brest" appare piuttosto diverso rispetto agli altri thriller del famoso giallista napoletano Maurizio de Giovanni, con personaggi nuovi non legati ad alcuna delle sue note serie e anche con una trama particolare (questa volta ambientata a Roma, non a Napoli) che si snoda attraverso una narrazione storica su due piani temporali, tra il 1984 e il 2025, evidenziante come il passato influenzi il presente.

Il libro viene così presentato dalla casa editrice Feltrinelli: “Il tempo per alcuni è una corsa incessante, per altri un passo lento e incerto. Per qualcuno, invece, si è arrestato per sempre. E la storia d’Italia è un filo spezzato: un orologio fermo alla stagione del piombo e del sangue. In questo silenzio immobile sono immersi Vera Coen e Andrea Malchiodi. Ha il destino scritto nel nome, Vera. Lavora come giornalista per un quotidiano locale e considera la ricerca della verità una missione.

Ma a quarant’anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti…Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantatré e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui è stato ingiustamente coinvolto, insieme all’amarezza per un matrimonio finito. A separarlo dalla moglie e dalla figlia c’è un oceano di incomprensione. Ad affliggerlo, il dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola. Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera. La giornalista lo mette a parte di un’incredibile rivelazione.

C’è qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia. Comincia così un’indagine nelle tenebre più fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso “uomo degli ingranaggi”, l’esperto di armi ed esplosivi, militante di un’organizzazione combattente, poi primula rossa e custode di segreti inconfessabili. Il nastro si riavvolge fino al principio degli anni Ottanta, sospesi tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di un’età che si presenta come nuova e invece è dominata dai Gattopardi di sempre. “L’orologiaio di Brest è una vecchia foto dimenticata, rimasta fuori dall’album di famiglia, è il ricordo rimosso che riaffiora alla coscienza, la verità celata che sconvolge le vite rimettendole in prospettiva.

Maurizio de Giovanni scrive il romanzo che non aveva mai scritto, una storia che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, ma soprattutto che indaga il più indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli.” Perché se ti strappano l’esistenza quando ancora non sei nemmeno nata, il sangue non si asciuga. Non si asciuga mai”.

In effetti il romanzo intreccia le storie della giornalista quarantenne Vera Cohen e del cinquantenne professore universitario Andrea Malchiodi, mentre si svolge l’indagine sui loro rispettivi padri, un legame radicato nel sangue versato durante gli anni di piombo e la lotta armata. E il passato ritorna sempre con tutti i suoi segreti e il dolore, coinvolgendo le future generazioni e influenzando il presente e il destino di Vera e Andrea.

Il libro affronta anche i temi di memoria e tradimento, tra segreti inconfessabili che hanno segnato l’Italia. Tra realtà e fantasia si accenna in esso velatamente ad una misteriosa organizzazione “l’Entità” che tra i suoi membri annovera perfino un alto prelato, il quale ha rapporti con “agenti operativi che mettono in pratica fredde, terribili, strategia” (pag. 88). E difficile appare il confine tra giustizia e vendetta, mentre la ricerca della verità spinge i personaggi ad andare avanti. Metafora del tempo e delle relazioni sono sia gli orologi che i carillon, un tempo che si pezza e cerca poi la relazione col presente negli orologi, mentre nei carillon diventa uno strumento di comunicazione non verbale, per esprimere sentimenti quando separazione forzata e distanza lo impediscono.

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E come sempre la creatività e l’abilità descrittiva di De Giovanni sono evidenti nei personaggi indimenticabili che balzano fuori dalle pagine del libro, come il “misterioso Orologiaio” che poi non è un vero orologiaio, ma un esperto di armi ed esplosivi con il soprannome di "uomo degli ingranaggi", che si nasconde all’estero sotto le mentite spoglie di un barbone. E non manca nemmeno l’introspezione psicologica che caratterizza le sue “creature “è le storie scritte con il suo particolare stile fluido, coinvolgente e ricco di suspence.

Infine ricordiamo ai lettori che nel risvolto anteriore di copertina si possono leggere le note biografiche sull’autore: “Maurizio de Giovanni è scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e autore di popolari serie poliziesche come quelle del commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone, di Mina Settembre e di Sara Morozzi. Dai suoi romanzi, sempre in vetta alle classifiche e tradotti in tutto il mondo, sono state tratte fortunate serie televisive”.

Giovanna D’Arbitrio

 

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