Da secoli San Francesco è considerato uno dei più grandi Santi d’Italia, probabilmente il più amato, data la sua vita dedicata ai poveri, agli umili, agli abbandonati
Per questa sua missione, lasciando una vita agiata, Francesco dedicò tutta la sua esistenza al prossimo.
Ora, all’improvviso, arriva, da parte del Governo, la decisione di proclamare “Festa nazionale” il 4 Ottobre, giorno dedicato a San Francesco, per sottolineare un certo “Patriottismo” che caratterizzerebbe la vita del “Santo dei poveri”.
Ciò avviene in un momento, a dir poco drammatico, in cui i “poveri” aumentano a dismisura, privati di aiuti concreti, abbandonati alle malattie, spesso con l’impossibilità di sopravvivenza, dati i costi che aumentano di giorno in giorno, senza speranze “concrete” di aiuti da parte di nessuno.
Il tutto, guarda caso, alla vigilia di elezioni che potrebbero rappresentare un momento critico per il Governo in carica.
Tale celebrazione sarebbe lodevole se, allo stesso tempo, si promulgassero leggi a favore dei ceti meno abbienti, se si evitassero aiuti agli armamenti e, soprattutto, si abbandonassero pregiudizi di razzismo, in nome della solidarietà, di cui San Francesco fu testimone assoluto.
“Scherza con i fanti e lascia stare i Santi” recita un proverbio.
Sarebbe preferibile e auspicabile dimostrare con i fatti e non con scoop improvvisati, lo spirito umanitario che è alla base della della dottrina cristiana e che ispirò tutta la vita di San Francesco.
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