Così si comportava la prof. Rosati, nostra colta insegnante di lettere, la quale ci invitava a prendere appunti su vita, opere e in particolare la "poietica" di uno scrittore, cioè le sue idee e i sui principi, la visione del mondo, la concezione e realizzazione dell’opera, le scelte stilistiche, tematiche e linguistiche.
Dopo aver visto il film “Di là dal fiume e tra gli alberi”, tratto dall’omonimo romanzo di Ernest Hemingway, ho sentito una grande nostalgia delle mie letture giovanili e un grande desiderio di ricordare, sia pure in breve, vita, opere e poietica di questo grande scrittore.
Nato a Oak Park, Illinois, il 21 luglio 1899, Ernest Hemingway subì l’influsso del padre, un medico e un appassionato di caccia e pesca. Abbandonò gli studi universitari e durante la I Guerra mondiale si arruolò come volontario, lavorando come autista di ambulanze della Croce Rossa. Fu ferito in Italia e questa esperienza ispirò il romanzo "Addio alle armi", pubblicato nel 1929.
Dopo la guerra, lavorò come giornalista per il Kansas City Star e poi come corrispondente di guerra in Europa, durante la Guerra Civile Spagnola e la Seconda Guerra Mondiale, esperienze che influenzarono profondamente la sua produzione letteraria. A Parigi entrò in contatto con altri importanti scrittori e artisti dell’epoca, come Ezra Pound e Gertrude Stein. Hemingway ebbe una vita sentimentale intensa e si sposò quattro volte. Si suicidò il 2 luglio 1961 a Ketchum, Idaho, per gravi problemi di salute e depressione.
Opere e poietica di Hemingway appaiono fortemente influenzate dal suo vissuto, come evidenziano i temi ricorrenti di morte, perdita, coraggio, lealtà, amore per la natura, la capacità di affrontare le avversità con dignità.
Tra i suoi romanzi più noti ricordiamo "Fiesta (Il sole sorge ancora)" (1926):in cui descrive la generazione di espatriati americani a Parigi dopo la Prima Guerra Mondiale.; “Addio alle armi" (1929): romanzo antimilitarista focalizzato sulla storia d’amore tra un soldato americano e un’infermiera britannica durante la II guerra mondiale;

“Per chi suona la campana" (1940), ambientato durante la Guerra Civile Spagnola, racconta le vicende di un giovane americano che si unisce alla lotta contro il franchismo.;

"Il vecchio e il mare" (1952) sulla lotta di un vecchio pescatore cubano contro un enorme pesce. Oltre a questi romanzi, Hemingway ha scritto numerosi racconti e altre opere che hanno contribuito alla sua fama, tra cui "Morte nel pomeriggio", "Verdi colline d’Africa" , “Le nevi del Kilimangiaro, opere che hanno ispirato tanti bei film.
La poetica di Hemingway è caratterizzata da minimalismo e asciuttezza, uno stile che evita descrizioni elaborate e fronzoli retorici, preferendo frasi brevi e dirette., stile da lui stesso definito “Teoria dell’iceberg", poiché solo una piccola parte della storia viene esplicitata, mentre il resto è sottinteso e lasciato all’interpretazione del lettore. Il linguaggio è concreto e realistico, semplice e colloquiale, spesso con dialoghi dettagliati.
Concludendo, Hemingway è stato uno scrittore immenso e un maestro della narrativa del XX secolo, capace di raccontare storie complesse e toccanti con uno stile unico ed originale. La sua poietica, radicata nella sua esperienza, continua a influenzare e ispirare scrittori e lettori di tutto il mondo.
Giovanna D’Arbitrio
PS. Per maggiori dettagli su vita ed altre opere si consiglia di visitare Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Ernes...