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PIANO SOLO DI STEFANO BOLLANI

Un omaggio all’arte dell’improvvisazione
sabato 29 luglio 2023 di LAURA TESTA

Argomenti: Arte, artisti


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L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia chiude lunedì 31 luglio il ciclo di quattro concerti all’aperto, iniziati il 12 luglio, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

L’Orchestra e il Coro dell’Accademia insieme ad artisti del calibro di Gianandrea Noseda, David Garrett e Stefano Bollani hanno impreziosito la rassegna “Estate a Santa Cecilia”. Il 31 luglio alle ore 21 nell’ Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone-Cavea l’imperdibile appuntamento di Stefano Bollani e il suo spettacolo “Piano Solo”, ci condurrà in blooming, un viaggio tra i tasti del pianoforte che si rinnova ogni sera.

Bollani è un musicista eclettico, onnivoro di musica, pianista di solida formazione classica e di “adozione” jazzistica, compositore, ideatore e conduttore televisivo. Ha suonato con la Filarmonica della Scala, Gewandhaus di Lipsia, Concertgebouw di Amsterdam, Orchestre de Paris e in più occasioni con l’Orchestra di Santa Cecilia (diretto, tra gli altri, da James Conlon, Daniel Harding e Antonio Pappano) continuando al contempo a cimentarsi nel jazz e incidendo numerosi cd. A tutte queste attività ha affiancato la conduzione radiofonica e televisiva, con programmi di grande successo.

La musica di Stefano Bollani non conosce confini, sconfessa i generi musicali e si nutre di tutti quei momenti magici con artisti straordinari che il pianista ha incontrato sui palchi di tutto il mondo. Quando Bollani sale sul palco con il suo “Piano Solo” esiste una sola regola: rendere omaggio all’arte dell’improvvisazione grazie all’unione sempre nuova di tutte le note messe insieme in questi venti anni di Jam session.

Ogni volta con un risultato diverso, eppur sempre incredibile. Nel one man show di Stefano Bollani tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma di sala a indicare il succedersi dei brani. Lo spettatore prende posto ma è chiamato a spostarsi con la mente verso luoghi inaspettati e a guardare orizzonti musicali sempre nuovi. Una sorta di laboratorio creativo portato in scena seguendo il flusso di coscienza musicale che spazia dal jazz ai suoni brasiliani, a Carosone fino ai brani inediti del nuovo album “Blooming” uscito in primavera. La certezza del suo concerto è il medley imprevedibile deciso dal pubblico in cui il virtuosismo si mescola all’irriverenza.

Stefano Bollani

Inizia a studiare pianoforte a 6 anni ed esordisce professionalmente a 15. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 – e una breve esperienza come turnista nel mondo del pop con Raf e Jovanotti fra gli altri – si afferma nel jazz, suonando su palchi come la Town Hall di New York, la Scala di Milano e Umbria Jazz. Fondamentale è la collaborazione, iniziata nel 1996 e mai interrotta, con Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide 13 dischi: Tati (2005), The Third Man (2007) e New York Days (2008). Nel corso della carriera collabora con musicisti come Pat Metheny, Gato Barbieri, Richard Galliano, Sol Gabetta, Phil Woods, Lee Konitz, Bill Frisell, Chico Buarque, Caetano Veloso e Chick Corea, con cui realizza il disco live Orvieto (2011).

Nel 1998, alla guida del gruppo L’Orchestra del Titanic, omaggia la musica italiana degli anni ’30 e ’40 con Abbassa la tua radio, disco-spettacolo a cui collaborano Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto. Particolarmente fuori dai canoni risultano poi lavori come La gnosi delle fanfole, insieme al cantautore Massimo Altomare su testi di Fosco Maraini (1998), Cantata dei Pastori Immobili, Oratorio musicale per quattro voci, realizzato su testi di David Riondino (2004) e il disco di canzoni scandinave Gleda (2005). Come produttore artistico e arrangiatore lavora inoltre al disco di Bodo Rondelli Disperati intellettuali ubriaconi (2002), vincendo il premio Ciampi.

In ambito classico si esibisce come solista con orchestre sinfoniche (Gewandhaus di Lipsia, Concertgebouw di Amsterdam, Orchestre de Paris, Filarmonica della Scala di Milano, Santa Cecilia di Roma, Toronto Symphony Orchestra) al fianco di direttori come Zubin Mehta, Kristjan Järvi, Daniel Harding, Antonio Pappano e soprattutto Riccardo Chailly, con cui incide Rhapsody in Blue e Concerto in Fa di Gershwin in un cd (2010) che vince il Disco di Platino con più di 70.000 copie vendute. Seguono il Concerto in Sol di Maurice Ravel (2012) e nel 2013 un DVD live registrato alla Scala di Milano con il Concerto in Fa.

Dal 2017 si esibisce con Concerto Azzurro e dal 2019 con Concerto Verde dedicati rispettivamente al Chakra della gola e della comunicazione e al Chakra del cuore e dell’amore che confluiscono nel disco orchestrale “El Chakracanta – live in Buenos Aires” che contiene anche due tanghi originali. Bollani è anche autore di prestigiose colonne sonore come “Carosello Carosone”, film sulla vita di Carosone diretto da Lucio Pellegrini per cui ha vinto il Nastro D’Argento, de “Il Pataffio”, pellicola tratta dal romanzo di Luigi Malerba e diretta da Francesco Lagi e del Cortometraggio “Essere Oro” di Valentina Cenni presentato con successo al Torino Film festival nel 2023. In televisione è ospite fisso di Renzo Arbore nel programma Meno siamo meglio stiamo (Rai 1, 2005) e ideatore, autore e conduttore delle due edizioni di Sostiene Bollani (Rai 3, 2011 e 2013), con cui porta la musica jazz sul piccolo schermo. E ancora crea e conduce L’importante è avere un piano (Rai 1, 2016): sette appuntamenti in seconda serata su Rai1 con ospiti, improvvisazioni e musica dal vivo.

Nel 2021 e 2022 Bollani torna in tv con due fortunatissime edizioni di Via dei Matti numero 0, il programma cult scritto e condotto insieme alla moglie Valentina Cenni. La trasmissione del preserale di Rai3 ha incantato il pubblico e la critica e ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio Moige e il premio Flaiano.

La sua voglia di sperimentazione sconfina nel mondo dell’editoria. Nel 2006, per Baldini Castoldi Dalai, pubblica il romanzo La sindrome di Brontolo, cui seguono Parliamo di musica (2013) e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (2015), entrambi editi da Mondadori. Come personaggio, con il nome di Paperefano Bolletta, compare sul settimanale Topolino, di cui è anche nominato Ambasciatore.

foto @AzzurraPrimavera

 

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