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NOVANTA E SPICCIOLI

di ADALBERTO THAU
domenica 9 aprile 2023 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Recensioni Libri


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La storia vera di un poliedrico chirurgo romano

Al libro “Novanta e spiccioli, storia di un chirurgo” (Ed. Guida), di Adalberto Thau, Aldo Cazzullo ha dedicato il suo pregevole e veritiero commento: “A 93 anni, dopo una vita dedicata alla cura, Adalberto Thau ha il passo sicuro del grande vecchio e la purezza cristallina del bambino”

Ecco come esso viene presentato dallo stesso autore: “Novanta e spiccioli, cioè a oggi per l’esattezza sono novantatré anni della mia vita, vissuti nel contesto storico del nostro Paese. L’infanzia e l’adolescenza, con il fascismo e la guerra. La gioventù, il liceo e l’università, con la ricostruzione del Paese. La professione di chirurgo, con ’impegno universitario e la famiglia. I miei cinquant’anni, con la vedovanza, i miei quattro figli e l’impegno ospedaliero. La pensione, l’incontro con Marisa e la senescenza, con il caos politico da Craxi a Conte”.

Dopo la dedica ai figli, si legge la seguente frase : “La valenza della memoria, ovvero senza ieri non c’è domani” e poi seguono i vari capitoli che si leggono tutto d’un fiato per lo stile scorrevole, chiaro e colto: nascita, infanzia, adolescenza, faccio politica, gioventù, università, Zio Giovanni, anni bui, sala operatoria, Napoli- prof. Zannini, l’indiana, Rossana ( dedicato alla moglie scomparsa troppo presto), Sardegna.

E davanti agli occhi del lettore, come in un film, scorrono immagini non solo della vita di Adalberto, ma di tanti eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese. Sorprende la capacità dell’autore di saper trarre importanti lezioni da ogni esperienza, con umiltà, coraggio, grande serietà e senso dell’etica, costante impegno sia in campo professionale che in quello socio-politico .

Nell’ultima parte vengono descritti per l’appunto gli incontri con significativi personaggi, come Carlo Levi, Ronald Belsey, Suor Madelaine, prof. Paolo Baffi, il rabbino Elio Toaff, Rosy Bindi, Francesco Rutelli, perfino Papa Giovanni Paolo II, tanti incontri testimoniati anche da alcune foto, avvenuti nel corso della sua vita sia per la sua attività di chirurgo, sia per il suo impegno politico che gli consentì di essere eletto consigliere comunale a Roma quando Francesco Rutelli fu riconfermato sindaco della capitale nel ‘97.

Seguono i capitoli dedicati con affetto alla sua famiglia e alla sua attuale compagna Marisa del Vecchio, titolare della prestigiosa cioccolateria napoletana Gay-Odin, conosciuta per caso a Roma nel 2007 in un punto vendita dell’ azienda in via Stoppani ai Parioli, un incontro che segnò l’inizio di una nuova vita con la riscoperta di una grande tenerezza verso una donna sensibile e affettuosa.

“Spigolature” conclude il libro riassumendo in una breve sintesi significativi pensieri: “Per vivere la vita ci vuole coraggio, ma quando la causa è giusta, non devi cercarlo, perché lui è lì con te. Per i figli spesso una barzelletta è meglio di una rampogna. Per il domani penso che la fisica e la filosofia s’incontreranno in un punto molto vicino al concetto di Dio, e questo sarà l’alba dell’era della pace mondiale”.

Leggendo il libro di Adalberto Thau e considerando la sua veneranda età, mi è venuto in mente “la Forza del Carattere - La vita che dura”, di J. Hillman , centrato sul tema della terza età, un testo che rivaluta il ruolo degli anziani. In effetti secondo il famoso psicologo “la vecchiaia può diventare una forma d’arte, un’occasione unica per creare una struttura estetica possente e memorabile che incarni il ruolo archetipico dell’avo, custode non bigotto della memoria e della tradizione”.

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Adalberto Thau con Marisa Del Vecchio

Adalberto Thau, nato a Roma nel 1930, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università La Sapienza, ha conseguito poi la libera docenza in Patologia Speciale Chirurgica e ha lavorato nella Prima Clinica Chirurgica della stessa Facoltà, diretta prima dal prof. Pietro Valdoni e poi dal prof. Paolo Biocca. È stato Vice Direttore sia dell’Istituto di Patologia Chirurgica dell’Università di Cagliari (1969-71), sia dell‘Istituto di Semeotica Chirurgica e poi di Patologia Chirurgica dell’Università La Sapienza di Roma (’71-78), nonché Primario di Chirurgia Generale del CTO di Roma (’78-‘97). La produzione scientifica clinica ha riguardato la patologia del collo, la tiroide, la patologia toracica, addominale, e dell’apparato vascolare. La ricerca scientifica sperimentale si è concentrata sul trapianto del pancreas e per questo negli anni ’70 è stato invitato a tenere la Lectio Magistralis per l’inaugurazione della Facoltà Medica della III Università di Madrid.

Giovanna D’Arbitrio

 

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