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TRA FAMIGLIA E SCUOLA

Qualche utile riflessione
martedì 27 dicembre 2022 di Giovanna D’Arbitrio

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Con il passare degli anni, aumentano i ricordi del tempo passato e il confronto con il presente è inevitabile. Ѐ senz’altro tempo di riflessioni, di bilanci, di risultati conseguiti, ma anche di sconfitte e delusioni: l’unico conforto resta l’aver agito con onestà e buona volontà nel passato come nel presente.

MI è venuta in mente una lectio magistralis tenuta da Z. Bauman a Gorizia nel 2015 in cui affermò che i giovani, più che mai figli di una società “liquida”, da diversi anni sono oppressi da “Insicurezza, solitudine e inadeguatezza”, intrappolati in una crisi che impedisce loro non solo di immaginare un futuro, ma anche di battere nuove strade con le loro potenzialità e indiscutibili talenti. In effetti, gradualmente sotto i colpi della globalizzazione, anche scuola e famiglia si sono indebolite non offrendo più un adeguato supporto ai giovani.

Come madre e insegnante, ho potuto constatare sia quanto incidessero i cambiamenti epocali su Istruzione e allievi per continui tagli su cultura e Istruzione accompagnati da inutili riforme, sia la crisi della famiglia, accentuata da distruzione del welfare state, perdita di posti di lavoro, delocalizzazioni, trasferimenti all’estero e conseguenziale indebolimento di legami familiari. E, come il sale sulle ferite, ecco arrivare prima una drammatica pandemia e poi i venti di guerra che minacciano l’Europa!

La mia vita, in effetti, si è svolta tra due pilastri fondamentali: la Famiglia e la Scuola. Ho seguito i miei figli nati negli anni ’70, passo dopo passo, cercando di educarli al rispetto di se stessi e degli altri, dedicando loro tutto il mio tempo libero da impegni lavorativi, seguendoli negli studi, nelle attività sportive, nelle amicizie. Ho cercato di coltivare in loro buoni sentimenti e affetti sinceri verso parenti e amici. I nonni sono stati sempre presenti nella loro vita, nei weekend, le ricorrenze importanti e perfino durante le vacanze estive. I buoni risultati senz’altro ci sono stati e pertanto sono soddisfatta dei miei figli, davvero due bravi ragazzi. Speravo che dopo la laurea restassero accanto a noi a Napoli, ma ciò non è stato possibile come per tanti laureati meridionali con la valigia.

Ho amato tanto i miei figli e gli alunni come se fossero figli, ho lavorato con professionalità cercando sempre di aggiornarmi seguendo anche corsi a mie spese pur di offrire qualcosa in più nell’insegnare, ampliando gli orizzonti culturali nel rispetto del principio dell’Unità del Sapere. E anche se ho tratto grande soddisfazione dagli alunni più brillanti, non ho mai trascurato quelli più deboli, i meno capaci, gli svantaggiati, i portatori di handicap per aiutare i quali ho conseguito due master su orientamento scolastico e quant’altro.

In questi giorni, alla fine del 2023, dopo tante lotte per difendere i suddetti principi in numerosi anni di servizio nella Scuola Statale, ormai in pensione, come si deve sentire un’insegnante come la sottoscritta nell’apprendere dai giornali che nuovi tagli si abbatteranno sull’Istruzione? A quanto pare il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, viene costantemente attaccato con tagli sempre più massicci sulla Scuola Statale che dovrebbe rappresentare un luogo di cultura, di crescita e di formazione delle nuove generazioni in un paese civile. In effetti anche l’attuale governo intende realizzare un “dimensionamento delle scuole” innalzando il parametro minimo di alunni per istituto e, a quanto pare, ciò significa che verranno eliminate altre 700 scuole in tutta Italia. Si perpetua dunque l’operazione tagli e accorpamenti iniziato nel 1998/99, operazione incrementata poi con gli “istituti comprensivi”, strutture enormi e difficili da gestire, con migliaia di alunni e decine di plessi sparsi anche in luoghi diversi. E pensare che molte scuole rappresentano l’unico presidio contro la criminalità organizzata in zone critiche del nostro Paese!

In verità i vari governi non hanno mai affrontato i gravi problemi che affliggono la Scuola Statale in Italia: analfabetismo ancora non debellato, dispersione scolastica in aumento, decrescente numero diplomati e laureati, insegnanti con gli stipendi più bassi d’Europa, scuole fatiscenti che crollano addosso agli alunni, cervelli in fuga dall’Italia.

E passiamo ora ad esaminare in quali condizioni versa la Famiglia nei tempi attuali, in particolare al Sud: per motivi economici sono in incremento le convivenze che sostituiscono sempre più i matrimoni, i legami familiari già esistenti sono indeboliti dalla lontananza di figli e nipoti che vivono ormai all’estero per motivi di lavoro, i vecchi soli e depressi, spesso malati, sono costretti ad usare smartphone e Skype per vedere almeno le immagini dei familiari! E poi quando ci si rivede ogni tanto per qualche fugace incontro durante le vacanze natalizie o pasquali, ogni volta è come ricominciare punto e accapo nel riannodare i fili di un rapporto non più basato sulla quotidianità!

Ricordo le sere d’inverno quando i miei nonni (e in seguito anche i miei genitori) ci raccontavano fatti storici o episodi delle loro vite, “come tanti libri di storia parlanti”. Che meraviglia! Quanti preziosi insegnamenti! Quanto affetto! Nel pensare a loro mi è venuto in mente l’archetipo yunghiano del “Vecchio Saggio”, ora completamente svalutato e… sostituito da “Vecchio Rimbambito”, se a qualche svitato alla guida non cedi spazio per un sorpasso avventato. E oggi anche se si vive insieme o si abita nella stessa città, dopo i momenti in cui si scambia qualche parola a pranzo o a cena, tutti scompaiono e si rifugiano in differenti stanze in compagnia …dello smartphone per chattare sui social o su whatsApp o per seguire qualche diseducativo videogame!(come purtroppo fanno tanti ragazzini oggi).

I tempi cambiano e dobbiamo accontentarci e poi, per fortuna, esistono ancora famiglie unite (come la nostra) malgrado tutte le difficoltà epocali, ma per loro davvero è una lotta durissima e stressante cercare di non farsi coinvolgere da una decadenza di valori essenziali, sia a livello etico, che umano e spirituale. A tale decadenza diciamo fermamente NO!

Giovanna D’Arbitrio