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VENEZIA 79. TI MANGIO IL CUORE

Un film di Pippo Mezzapesa
domenica 4 settembre 2022

Argomenti: CINEMA, Film


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Orizzonti

INDIGO FILM e RAI CINEMA presentano un film di PIPPO MEZZAPESA con ELODIE, FRANCESCO PATANÈ, FRANCESCO DI LEVA, LIDIA VITALE, e con BRENNO PLACIDO, con TOMMASO RAGNO, e con la partecipazione straordinaria di MICHELE PLACIDO

Pprodotto da INDIGO FILM con RAI CINEMA in collaborazione con PARAMOUNT + con il contributo di

NELLE SALE DAL 22 SETTEMBRE DISTRIBUITO DA 01 DISTRIBUTION e DA GENNAIO 2023 IN ESCLUSIVA SU PARAMOUNT+

Puglia. Arso dal sole e dall’odio, il promontorio del Gargano è conteso da criminali che sembrano venire da un tempo remoto governato dalla legge del più forte. Una terra arcaica da far west, in cui il sangue si lava col sangue. A riaccendere un’antica faida tra due famiglie rivali è un amore proibito: quello tra Andrea, riluttante erede dei Malatesta, e Marilena, bellissima moglie del boss dei Camporeale. Una passione fatale che riporta i clan in guerra. Ma Marilena, esiliata dai Camporeale e prigioniera dei Malatesta, contesa e oltraggiata, si opporrà con forza di madre a un destino già scritto.

NOTE DI REGIA Ti mangio il cuore, PROMESSA di morte e SFIDA d’amore.

Il titolo del film racchiude la doppia anima di questa storia, fatta di spietatezza e passione. Il racconto di una faida sanguinaria, di una guerra per la vendetta, rinfocolata dall’amore impossibile tra Andrea e Marilena, due giovani che lottano per salvarsi, ma vengono risucchiati dal male e dalla sua ineluttabilità.

Da anni seguivo con attenzione il fenomeno delle faide che insanguinano il Gargano, un promontorio aspro, crudo, di estasiante bellezza. Lotte familiari che partono molto spesso da motivi futili, come l’abigeato, e si trasformano in stragi che si perpetuano per decenni. L’omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, che offre una puntuale analisi delle organizzazioni criminali garganiche e scava nei meandri di una nuova mafia sconosciuta e spietata, mi ha spinto a immergermi totalmente in questo mondo, portandomi a conoscere Rosa Di Fiore, la prima pentita della mafia del Gargano. Una donna che, a causa dell’amore incoercibile per un uomo “proibito”, finisce nella prigione di una famiglia avversaria e che, sospinta dall’amore per i suoi figli, cerca una via di salvezza. Donna, madre, a cui il personaggio di Marilena è liberamente ispirato.

L’obiettivo del film è fare luce su un inedito e violento mondo criminale, che si muove in un contesto arcaico, imbestiato, in un promontorio della paura isolato dal mondo, abitato da gente che parla con un idioma crudo, permeato di sacralità, in cui l’unica legge che decreta la vita o commina la morte, è quella della montagna. Allo stesso tempo, l’intento è quello di raccontare una storia d’amore che tanto stride con tutto questo e che, proprio per questo, determina uno stravolgimento degli equilibri e conduce a un’inevitabile guerra tra due nuclei familiari.

Sangue, passione, bestie. È questo lo scenario che rende unico il racconto, che pur attingendo ai canoni del crime, narra una romantica e disperata storia d’amore. Tra due ragazzi di inconsueta bellezza, così distanti dall’umanità truce che li circonda, che potrebbero affrancarsi, essere diversi altrove, ma restano invischiati nelle cieche regole della faida.

Intrighi, tradimenti e lotte per il potere, in un bianco e nero che è stato il pensamento iniziale del film. Ti mangio il cuore doveva essere in bianco e nero, l’ho capito da subito. Bianco e nero come i contrasti vitali, viscerali che volevo mettere insieme. Antico, ancestrale, animalesco. Un mondo in cui il sangue è nero.

E Ti mangio il cuore è anche un film in cui il sangue sgorga copioso, in cui l’avvicinamento all’azione è scandito da perduranti ritualità. La mia attenzione è stata puntata più sull’attesa dell’agguato, che sulla sua messa in atto, più sulle ripercussioni, sui segni che s’incidono nell’anima dei protagonisti. Il tutto con la vibrante consapevolezza di percorrere un sentiero ancora incontaminato, con la curiosità viva di chi esplora e racconta materia magmatica, in grado di produrre un racconto bruciante e primitivo.

Perché Ti mangio il cuore è stata PROMESSA e SFIDA anche per me. PIPPO MEZZAPESA