“Narrami, o Musa, dell’eroe multiforme, che tanto vagò, dopo che distrusse la sacra rocca di Troia; di molti uomini vide le città e conobbe i pensieri, e molti dolori patì sul mare nell’animo suo, per riacquistare a sé la vita e il ritorno dei compagni. Ma i compagni non li salvò, pur volendolo: con la loro stessa empietà si perdettero, stolti, che mangiarono i buoi del Sole Iperione; e il dio tolse loro il giorno del ritorno. Di queste cose, o dea, figlia di Zeus, narra anche a noi, da qualunque punto tu voglia”
Tale è il Proemio dell’Odissea di Omero che un tempo in Italia facevano imparare agli alunni che cominciavano così a studiare le opere di Omero fin dalla Scuola Media e poi le approfondivano alle superiori. E in verità non so se ciò accadesse (o se ancora accada) negli altri Paesi-
A quanto pare esistono numerosi adattamenti e reinterpretazioni dell’Odissea tra cinema e televisione, tra i quali ne ricordiamo almeno alcuni, come Ulisse (1954), con Kirk Douglas nei panni di Ulisse e Silvana Mangano come Penelope/Circe; Odissea (1968),miniserie TV Rai diretta da Franco Rossi; The Return (2024), di Uberto Pasolini, con Ralph Fiennes e Juliette Binoche.
E ci si chiede allora se sia giusto alterare “lo spirito” di un’opera antica per darne interpretazioni diverse da quelle dell’autore e del contesto storico e socioculturale in cui viveva. Tali dubbi ha suscitato in molti critici “Odissea” (The Odyssey), sceneggiato, diretto e co-prodotto da Christopher Nolan, che per settimane ha diviso pubblico e critica con giudizi contrastanti.
Il film segue in generale la trama del poema omerico, sia pure con decise sfumature interpretative piuttosto diverse dal testo omerico e con un taglio più moderno.
Tra le critiche positive emergono quelle che esaltano il Kolossal per la sua maestosità e l’interpretazione dell’ottimo cast, nonché i riferimenti a problemi attuali, come condanna delle guerre che distruggono popoli e civiltà, razzismo (“Elena dalle bianche braccia” nel film è nera), mentre altri pensano che la profondità e la complessità umana dell’opera omerica, nonché la dimensione mitologica del racconto siano state trattate con superficialità e trasformate a favore della magniloquenza visiva: la rilettura psicologica e intimista del personaggio di Ulisse viene trasformata in un’analisi del senso di colpa per la distruzione di Troia; gli dèi dell’Olimpo sono quasi del tutto assenti o ridotti a turbamenti della coscienza del protagonista; uso di dialoghi moderni e alcune soluzioni lontane da una ricostruzione storica corretta.
In varie interviste il regista ha respinto le critiche e ha affermato di aver voluto offrire una versione più moderna dell’Odissea, sia nella scelta del linguaggio non ispirato al greco antico, sia nel presentare i personaggi come una sorta di supereroi dell’antichità. E il cast in effetti è senz’altro ottimo includente interpreti come Matt Damon Ulisse), Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Elliot Page, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Lupita Nyong’o, Samantha Morton, John Leguizamo, Benny Safdie, Bill Irwin, Himesh Patel, Will Yun Lee, Jesse Garcia, Mia Goth. Sceneggiatura: Christopher Nolan. Musiche: Ludwig Goransson.
Che dire? Nel caso dell’Odissea di Nolan non mi sentirei di essere così drastica nel giudicarlo, poiché comunque ci sono aspetti positivi. Di solito sono contraria a remake e rifacimenti di un’opera antica, soprattutto quando siano eccessivi. Ricordo che diversi anni fa dovetti accompagnare i miei alunni ad un remake teatrale di “Giulietta e Romeo” che si allontanava davvero troppo dall’opera di Shakespeare. Non nascondo che mi arrabbiai molto, poiché oltre tutto i miei alunni non avevano studiato ancora il dramma shakespeariano. Mi rivolsi allora al Consolato inglese di Napoli che mi fornì una “cassetta” sul film di Zeffirelli in inglese con sottotitoli e così miei alunni lo videro in classe su un televisore fornito dalla scuola.
Pur restando dell’idea che bisogna conoscere le opere classiche per poter dare un giudizio più equilibrato, mi chiedo tuttavia quanti possano accedere a tale conoscenza e forse il film di Nolan può fornirla, anche se in parte modificata, a livello internazionale anche a chi non ha mai potuto studiare il poema omerico.
Giovanna D’Arbitrio