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18 maggio 2019   e  



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Crisi del capitalismo o capitalismo in crisi?

martedì 1 giugno 2010 di Andrea Comincini
Le ultime vicende finanziarie che scuotono i mercati internazionali sembrano affossare in maniera definitiva e irreversibile il sogno liberista dell’ultimo ventennio. Dopo la caduta del muro di Berlino, infatti, storici e intellettuali, politici e giornalisti di ogni sorta celebrarono l’avvento del migliore dei mondi possibili, ovvero il trionfo del libero mercato. Pensatori come Francis Fukuyama parlarono di ‘fine della storia’ per ribadire la morte del tempo delle (...)


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Crisi del capitalismo o capitalismo in crisi?

sabato 5 giugno 2010

Il Vero Test d’Intelligenza - Forse il vero test d’intelligenza potrebbe consistere in un’analisi fredda e razionale dei fatti e non si sa quanti di noi sarebbero in grado di superarlo. Le nuove orde barbariche globalizzate, guidate dal Dio Denaro, avanzano distruggendo tutto. LA POLITICA E’ ORMAI SERVA DELL’ECONOMIA. Il crollo delle ideologie è dunque inevitabile: è un dato di fatto. La Cina capital-comunista è una drammatica testimonianza di ciò che accade. Se diamo uno sguardo agli eventi storici passati, constatiamo che l’iter è sempre lo stesso: i popoli oppressi si ribellano e, con l’aiuto degli intellettuali che ne sostengono le giuste istanze, rovesciano regimi e fanno rivoluzioni. E ancora la storia ci dimostra che la fase successiva però è sempre ben diversa: il POPOLO ESCE DI SCENA e subentrano altre forze, le potenti massonerie internazionali, che dietro le quinte, a livello nazionale e globale, manipolano ideali e si giocano il mondo su una grande scacchiera in cui i paesi sono solo pedine. Esse continuano in un modo o nell’altro a sopprimere la LIBERTA’. E’ stato sempre così, oggi sono solo meglio organizzate con l’ausilio dei progressi tecnologici e scientifici al loro servizio. Ci vengono in mente i poeti romantici che furono affascinati dagli ideali di Fraternité, Liberté, Egalité, ma inorridirono dinanzi al regime del Terrore ed ancor più davanti all’imperialismo napoleonico. Il Capitale di Marx resta una pietra miliare, ma la sua applicazione nella realtà è stata un fallimento poiché, se è vero che la giustizia sociale è sacrosanta, tuttavia non si può confondere l’uguaglianza con l’omologazione e la massificazione dell’Umanità. Tutto ciò fu messo in rilievo da G. Orwell che, inizialmente convinto comunista, denunciò poi tutti gli eccessi della dittatura di Stalin nel suo libro 1984. Stranamente lo stesso libro, sempre molto attuale, ci dimostra che IL GRANDE FRATELLO, il dittatore che tutto controlla, è sempre in agguato, anche nelle nostre civili democrazie, con i tre “canoni inversi” di la libertà è schiavitù, la guerra è pace, l’ignoranza è forza. E allora, qual è la conclusione? I progressi dell’umanità sono lenti, conquistati con lacrime e sangue, da ogni battaglia usciamo con le ossa rotte, ma almeno una parte di noi apprende lezioni e passa “il testimone” alle future generazioni, sperando che facciano meglio e promuovano un rinnovamento della Coscienza Umana, senza il quale non esisterà mai Vera Libertà. Illustri personaggi affermano che l’Umanità non è ancora in grado di contrastare i mali del POTERE, poiché il numero di persone “consapevoli” non è ancora tale da poter consentire un cambiamento. Giovanna D’Arbitrio



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