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EDITORIALE 07/2008 - O tempora , o mores

Di fronte al continuo disconoscimento delle norme di una legge che non è più “uguale per tutti”, permane un profondo senso di grande tristezza.
martedì 1 luglio 2008 di Silvana Carletti
I recenti avvenimenti non fanno che peggiorare una situazione già precaria e confusa. In politica, si assiste alla replica di un copione già visto: scontri, prevaricazioni, interessi personali prima di tutto e ristagno nella risoluzione di problemi urgentissimi che hanno messo, da tempo, a dura prova l’intera nazione. Gian Battista Vico parlava di corsi e ricorsi storici, intendendo con questa affermazione il ripetersi, nel tempo, di vicende di grande rilievo e di valore epocale; il (...)


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EDITORIALE 07/2008 - O tempora , o mores

lunedì 7 luglio 2008

Confesso che mi stupisce la tristezza dell’autrice dell’editoriale che amaramente medita sul fatto che ormai la legge non è più eguale per tutti. Io triste non lo sono perché so che uguale non lo è mai stata e non lo è nemmeno quando i suoi dettami sono esplicitamente rivolti a tutti i cittadini e non riguardano casi particolari come quello cui l’articolista suppongo si riferisca. Personalmente ho rinunciato a ricorrere al TAR per una causa contro lo stato perché per ottenere un primo risultato sono passati sei anni. Ne ho 78 quanti altri ne dovrei aspettare e quanti denari anticipare per arrivare magari a un risultato definitivo post mortem? Se parliamo di diritto civile per me quindi la giustizia non esiste e se parliamo di penale so che se commettessi un reato con pena inferiore ai tre anni non andrei mai in galera e non ci andrei nemmeno se commettessi un omicidio per via della età e delle condizioni di salute. Sono cinico io o questa è la condizione della legge in Italia? Di chi è la colpa se chi è in posizione di forza si arrangia come può? L’Italia è questa, non l’ha fatta così solo Berlusconi ma tutti noi.

Non condivido nulla dell’atteggiamento della sinistra nella quale ho militato per una vita quando dimostra un distacco totale dalla realtà di questo paese e si affanna a combattere campagne personali contro singoli personaggi individuando in loro il nemico da distruggere per risolvere tutti i problemi che lei non sa come affrontare efficacemente. Ha cominciato Scalfari con una campagna mediatica implacabile nei confronti di Craxi accusato di ogni sorta di delitti contro l’umanità. E’ finita con l’offerta di funerali di stato a Craxi e con il sopraggiungere di Gomorra a dimostrazione che la tesi che lui fosse l’incarnazione del male, ammesso che fosse sostenuta un buona fede, cosa della quale personalmente dubito, era del tutto sballata.

Ora si sostiene che il cancro da estirpare si chiami Berlusconi. Il problema è che lo hanno votato premier milioni di persone. Possiamo negare questa realtà? A loro piace, che devono fare coloro cui non piace? Secondo me per prima cosa cercare di ripristinare ciò che la sinistra ha sempre avuto e non ha più, ossia un rapporto diretto con la gente per capirla e interpretare i suoi bisogni. A Roma è successo che un delinquente forestiero abbia rubato il portafoglio alla donna di un pregiudicato nostrano, che ovviamente si è arrabbiato, ha chiamato in aiuto un gruppo di amici ed è andato a sfasciare le vetrine di un paio di negozi di sodali del ladro. La sinistra della città ha organizzato una grande manifestazione con bandiere e striscioni contro il razzismo che ha dimostrato solo una cosa, che dei problemi reali di quel quartiere e della sua gente non sa nulla e nemmeno si informa prima di dire qualsiasi cosa. I sensori vanno messi tra la gente e non sotto la rete del letto di Berlusconi delle cui vibrazioni a me come a tutti coloro che conosco e frequento non importa assolutamente nulla. Buon per lui se a settant’anni si sente vispo e baldanzoso.

Io mi addoloro per altre cose, per esempio quando leggo che a Milano c’è un chirurgo che ti toglie lo stomaco, così, tanto per ingrassare la parcella, che c’è un giudice che ci mette otto anni per scrivere una sentenza, che al ministero della scuola ci sono professori che scambiano un ballerino per una donna, che tra i basisti della banda di rom che ha svaligiato la casa di mio figlio ci sono il sig. Marino Massimo, maresciallo dei carabinieri, e il sig. Boldrini Sergio, ispettore di pubblica sicurezza, come leggo nella notifica del decreto che ne dispone il rinvio a giudizio con atto n° 40591/02 del 13.2.08 dell’ufficio delle indagini preliminari.

Ecco queste sono le cose che mi preoccupano e mi dicono che il tessuto sociale del paese si va disgregando. Di quel buontempone di Silvio confesso che me ne importa molto poco. Penso che tutto al più rappresenti la febbre, non la malattia. Non spianterebbe lui la vigna se non ci fosse la peronospora, e la sinistra finora ha fatto quasi niente per curarla..



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