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La dimensione teologica

domenica 14 gennaio 2007 di Andrea Forte, Vivi Lombroso
Si consideri che, qualunque sia il proprio atteggiamento, nei confronti della dimensione religiosa, essa resta imprescindibile nell’ambito della realtà umana, sia a livello di singolo che di specie. Sia pure attraverso una serie indefinita di gradualità e di pseudosostituzioni, in pratica l’esperienza religiosa resta inevitabile; spesso resta (più o meno coscientemente) addirittura preponderante nell’insieme di un vissuto. Pochi escono dalla dimensione religiosa (...)


In risposta a:

> La dimensione teologica

giovedì 26 aprile 2007

non per far confusione, ma penso che l’argomento debba essere inserito per essere compreso, in un contesto anche scientifico, e non solo riferito alla psicologia, ma anche alle teorie scientifiche che sorreggono la realtà dei fenomeni sia umani che universali.. e dico questo perchè nel discorso teologico, giustamente non si parla del quesito fondamentale che cosa sia morire..si parla solo di come sia avvenuta la creazione, come si possa essere eletti o derelitti..ma non si parla della dimensione morte..(la si contempla come fatto inevitabile che genera l’idea di sovranaturale) invece questa è ampiamente trattata nella disciplina astrofisica, perchè il concetto di evoluzione e di mutazione, nonchè di paralleli spaziotemporali ce la pongono sempre come soglia e come quindi superamento..inoltre c’è da considerare che l’umanità ha aperto la strada direi certa della disumanizzazione e che la dimensione psicologica, filosofica, scientifica e teologica sono senz’altro diverse da come si potrebbero interpretare se invece l’umanità avesse risposto a se stessa spiritualmente ed esotericamente...
la dimensione robotica cui ci stiamo dirigendo mi sembra privata di anima, cioè di valore intrinseco che consentirebbe all’umanità di saper far tesoro di un avanzamento tecnologico e che invece mi sembra stia sovrapponendosi alla dimensione teologica originaria escludendo di proposito l’anima che invece renderebbe la dimensione originaria vitale e propedeutica ad una conoscenza più profonda di se stessi ...come identità..e direi che l’anima sia quella spirituale e non quella più conosciuta come psiche e legata alle espressioni emozionali ed istintuali.. ma quella più profonda e collegata alla meditazione..



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