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REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI

Superficialità, disinformazione, strumentalizzazioni
martedì 1 novembre 2016 di Giovanna D’Arbitrio
C’è molta confusione sul Referendum costituzionale, eppure la nostra Costituzione è senz’altro una garanzia di democrazia e libertà. Bisognerebbe informarsi bene, valutare ogni aspetto delle riforme costituzionali con grande serietà e votare poi senza subire condizionamenti. Intanto costatiamo che mentre il centro - sinistra è diviso, i partiti di destra, fino ad ora in conflitto tra loro, ritrovano una certa unità d’intenti proprio in vista del Referendum. (...)


In risposta a:

REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI

venerdì 4 novembre 2016

Sicuramente non è facile valutare i risvolti, positivi e negati della riforma costituzionale oggetto del prossimo referendum, anche perché i nostri politici, invece di informare correttamente gli elettori, hanno trasformato la campagna in uno scontro Renzi sì Renzi no.
Premetto che non ho una cultura adeguata per una valutazione dei risvolti negativi che può comportare la riforma costituzionale proposta e pertanto faccio delle mie considerazioni.
A mio parere la riforma non mette a rischio la democrazia perché non vengono toccati i principi fondanti. L’eliminazione del bicameralismo paritario dovrebbe facilitare il percorso legislativo e creare maggiori competenze e quindi decisioni più attenti alle tematiche regionali.
L’attuale parlamento composto da 630 deputati e 315 senatori (100 se passa la riforma) è il secondo in termini numerici, considerando che gli Stati Uniti d’ America hanno un congresso formato da 435 componenti e un senato con 100 senatori.
Le questioni sulla nomina dei nuovi senatori, l’immunità sono soltanto pretesti per confondere le idee.
I consiglieri regionali e i sindaci, che saranno futuri senatori, sono comunque scelti dal popolo nel corso delle specifiche elezioni. Per l’immunità io la toglierei anche ai deputati, ma toglierla non significa combattere la corruzione ma leggi più severe sì.
Una criticità a mio giudizio c’è sul carico di attività che i nuovi senatori dovrebbero svolgere, incluso le distanze dai luoghi di residenza. Io avrei proposto la riduzione a 100 dei senatori, ma di nuova nomina e non sindaci e consiglieri regionali, tranne se lasciano l’incarico. A verifica del buon funzionamento del nuovo senato, avrei proposto altre modifiche migliorative.
Altra cosa è l’Italicum che dovrebbe essere rivisto, per evitare derive autoritari, prima della data del referendum, visto che il PD ha istituito una specifica commissione.
Mi auguro comunque che l’Italia possa con o senza la nuova riforma risolvere i suoi tanti problemi incluso i disastri causati dai terremoti.



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