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SUL FERTILITY DAY, OVVERO LA FERTILITÀ É UN BENE PUBBLICO?

Un commento a caldo sul dibattuto tema del giorno.
venerdì 2 settembre 2016 di Marcella Delle Donne
L’iniziativa della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin per incrementare le nascite è rivolto soprattutto alle donne, considerate restie alla procreazione e/o intenzionate a rinviare l’idea di mettere al mondo figli. Per egoismo? per il desiderio di entrare nel mondo del lavoro? per farsi avanti nella carriera? Il focus centrale della “esortazione” alla procreazione, nella iniziativa della Ministra, è incentrato sullo slogan “La fertilità è un bene (...)


In risposta a:

SUL FERTILITY DAY, OVVERO LA FERTILITÀ É UN BENE PUBBLICO?

domenica 4 settembre 2016

Io ritengo che è di competenza della Ministra proporre un Fertility Day se l’intenzione è quella di sollecitare uomini e donne ad intraprendere screening e eventuali terapie per combattere le patologie di infertilità che tanto affliggono una parte di popolazione e che sembra crescente.
Altro aspetto è proporre una campagna per stimolare la crescita delle nascite. In questo caso il tema proposto dalla Ministra, non avendo ella gli strumenti per stimolare la crescita, è solo uno slogan senza costrutto.
Il governo farebbe bene a preoccuparsi della decrescita delle nascite e non tanto creando strutture a sostegno, così ben elencate nell’articolo, ma creando le condizioni di tranquillità dell’individuo che possa realmente programmare una nascita. Significa principalmente lavoro che nobilita l’individuo e che sia stabile e non mobile. Una volta si parlava di nobilità del lavoro adesso si parla di mobilità del lavoro. Come si può programmare una nascita se il lavoro manca e quando c’è è mobile e allontana i coniugi? Questo per me è il tema che deve affrontare il governo e non la Ministra della salute. perchè questo tema non ha niente a che vedere con la salute.



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