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21 marzo 2019   e  



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In risposta a:

La cattiva scuola

Ma almeno loro, gli insegnanti, lo sapranno quello che vogliono? Quale credito si può dare a chi dice, sempre e comunque, no a tutto?
mercoledì 1 luglio 2015 di Michele Penza
Forse sbaglierò ma trovo che il mondo della scuola italiana somigli tanto a una certa parte della sinistra e non perché coincidano le identità delle persone ma per la affinità dei loro comportamenti, del modo di porsi e del rapporto nevrotico che hanno entrambi col contesto politico che li circonda. Non si riesce a trovare mai un provvedimento che li accontenti, un qualcosa che loro piaccia, che possa lontanamente soddisfarli. Come faceva l’URSS all’ONU in tempo di guerra fredda (...)


In risposta a:

La cattiva scuola

venerdì 3 luglio 2015

Gentile sig.ra D’Arbitrio,

la ringrazio dell’attenzione che mi ha dedicato ma vorrei chiarire subito che non ho scritto questo testo per polemizzare con quello suo precedente sul medesimo argomento. Quanto di negativo ho scritto sulla scuola di oggi non riguarda certamente Lei di cui conosco, tramite i suoi scritti, la preparazione e la serietà.

Resta il fatto che taluni miei rilievi sulla scuola di oggi che neppure Lei nel suo puntualissimo commento ha ritenuto di smentire, non siano tanto opinioni quanto constatazioni di fatti reali.

Ritengo che le nostre due posizioni sull’argomento non siano ideologicamente contrapposte: siamo entrambi preoccupati al capezzale di un malato, la scuola, che sembra temere, e quindi voler combattere, più il chirurgo che la malattia. E’ un fenomeno frequente ma pericoloso, che può anche condurre il malato ed esiti infausti.

Avrà compreso che la mia tesi non è quella che la scuola sia divenuto un luogo di malaffare ma piuttosto che una maggiore apertura alle novità, una più leale collaborazione, un atteggiamento scevro da pregiudizi nei confronti di chi propone un programma di riforme che non è quello che qualcuno vuol far credere, migliorerebbe di molto la situazione.

Il semplice fatto che la scuola venga proposta quale problema di prioritaria importanza in un programma di governo in un paese che l’ha sempre considerata istrumentum regni non le sembra una piacevole novità?



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