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L’ITALIA CHE VERRA’

La Festa del centocinquantenario fra speranze e disillusioni
domenica 13 marzo 2011 di Andrea Comincini
Il 17 marzo l’Italia festeggerà la sua giovane Unità e, come spesso succede nel Bel Paese, una celebrazione la cui importanza e condivisione potrebbe esser sentita da tutti, sembra invece suscitare più divisioni che gioia. Il motivo principale, a detta di molti critici e della gente comune, è la presenza di un partito secessionista nel governo, ovvero la Lega Nord. Con l’influenza che esercitano nel Parlamento, Bossi &Co. ostacolano in ogni modo la valenza storica del (...)


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L’ITALIA CHE VERRA’

lunedì 14 marzo 2011

“Unità d’Italia e globalizzazione” - O. K. dobbiamo riconoscere che l’articolo mette “il dito nella piaga”, ovvero “nelle piaghe” che oggi sono davvero tante, ma le piaghe non basta elencarle, bisogna curarle. Il Nord è contro il Sud e viceversa? Lasciamo perdere per un momento il passato, ma ora da dove partono le offese? Perfino gli alpini sono stati tirati in ballo, pur di discriminare! Giova all’Italia questo clima di continua contesa? Che facciamo allora, a parte i festeggiamenti del 17? Prendiamo atto della situazione, (cioè che l’Italia ormai è solo un’espressione geografica, grazie anche alla globalizzazione che distrugge identità di tutti i generi) e accettiamo rassegnati lo sfascio nazionale ed internazionale pilotato da un ottuso, distruttivo egoismo, sia locale che globalizzato, mirante solo ad incrementare profitti, senza alcun rispetto verso persone ed ambiente? Gli imponenti flussi migratori sono causati da violente politiche coloniali, non sono certo ludici viaggi dovuti a input vacanzieri, né a giovanili entusiasmi per scambi culturali internazionali tra rampolli dell’high society. Questa gente lascia con dolore i paesi d’origine. E ci illudiamo poi che gli aspetti migliori di identità e culture individuali cancellate possano divenire una sorta di patrimonio comune dell’umanità?! Intanto Pompei sta crollando per incuria e piogge torrenziali e chi sa quanto durerà il su citato Colosseo. E un giorno chi sarà più in grado di comprendere Dante, se la cultura non è obiettivo perseguito da chi pensa solo a finanza ed economia? Quanti monumenti e quante opere di grandi letterati e artisti verranno preservati in futuro? Purtroppo un’OMOLOGAZIONE sempre più diffusa ci attende e, se non contrastiamo le politiche attuali, diventeremo tanti ignoranti robot, facilmente condizionabili e controllabili. E ancora, chi si sta preoccupando davvero dei drammatici cambiamenti climatici? Chi a livello nazionale e internazionale sta facendo qualcosa? Tutti cercano solo di non perdere confort e benessere attuali, quindi il problema energetico legato a petrolio, gas e centrali nucleari diventa prioritario. Si saccheggia l’ambiente, si fanno anche guerre se è necessario, ma… ecco che arrivano alluvioni, terremoti, tzunami e quant’altro e allora ci rendiamo conto che siamo ancora tanto “piccoli” di fronte alla Natura. Che si parli d’unità d’ Italia o del Sud d’Italia o del Sud del mondo, cause effetti sono sempre gli stessi. Quali i rimedi? Giovanna D’Arbitrio



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