Rubrica: EDITORIALI

CHIUDERE LA STALLA....

Ripensamenti tardivi
sabato 4 luglio 2020

Argomenti: Attualità

E’ assurdo leggere oggi sui principali quotidiani che alcuni governatori, specie del Nord, adesso, minaccino misure draconiane verso i loro cittadini, quando, essi stessi, contrariamente ai pareri della maggior parte degli scienziati di tutto il mondo (che raccomandavano la massima prudenza anche durante la fase 3), criticavano fino a ieri le misure restrittive del Governo, concedendo libertà di movimento e di comportamento pericolose ai loro corregionali.

Forti anche del parere di un illustre medico che, ripetutamente continua ad affermare che il Covid 3 "circola in modo benigno", gli Italiani, soprattutto i giovani, hanno rifiutato, se non deriso, l’uso del distanziamento, delle mascherine, degli igienizzanti che possono diminuire, se non bloccare, la diffusione incontrollata del virus.

A quanto pare, il Governatore Zaia, per rimediare al classico “Ve lo avevo detto” di molti Italiani, a dir poco indignati, propone ora drastici divieti (addirittura il TSO per chi rifiuta le cure): il tutto per arginare, in notevole ritardo, una probabile incontrollata ripresa dei contagi.

Impossibile non riconoscere in certi comportamenti, la critica continua ed esacerbata verso le decisioni di un Governo che, al di fuori di ogni colore politico, non solo si è trovato impreparato di fronte ad un ciclone mortale, ma che ha saputo arginare un pericolo assoluto, meglio e più in fretta di altri stati che, ancora oggi, lottano quotidianamente, ahimè senza grande successo, per evitare milioni di vittime.

Può l’odio politico arrivare a tanto?

Già si sono dimenticate le innumerevoli file di morti da seppellire, il dolore di migliaia di famiglie, la difficoltà di sopravvivenza di moltissimi Italiani, l’abnegazione di eroi senza volto e si ha di nuovo fretta di ricadere in un dramma umanitario mai visto aprendo i cancelli senza precauzioni e diffondendo pericolose fake news?

Eppure milioni di Italiani hanno dimostrato un’inaspettata serietà di comportamento, una rigorosa osservanza delle regole restrittive, enormi sacrifici con risultati che, per l’incoscienza di alcuni, rischiano di andare vanificati.

Povera Italia!



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