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Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
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Ultimo aggiornamento
23 maggio 2013
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23 maggio 2013
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IL MUNDIAL DIMENTICATO
DI LORENZO GARZELLA E FILIPPO MACELLONI
“I Mondiali del 1942 non figurano in nessun libro di storia, ma si giocarono nella Patagonia argentina”. Da questa frase di Osvaldo Soriano (tratta dal racconto “Il figlio di Butch Cassidy”, Einaudi 1995) prende origine Il Mundial dimenticato, in sala da venerdì 1 giugno distribuito da JP Entertainment. Partendo da quella suggestione e trattandola come materia storica, il film di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni ricostruisce alcune pagine mancanti delle cronache sportive, prendendo la finzione e dandole forma di realtà. Per far questo ottiene la complicità di grandi nomi del calcio, come Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano e il presidente onorario della Fifa Joao Havelange, di storici come Pierre Lanfranchi e Osvaldo Bayer, di giornalisti sportivi come Darwin Pastorin o l’argentino Sergio Levinsky, nel ruolo di detective alla ricerca del mondiale scomparso.
“Del racconto di Soriano – hanno dichiarato i due registi questa mattina nella conferenza stampa che si è tenuta alla Casa del Cinema di Roma – ci ha subito colpito, come tutta la sua letteratura, la commistione tra leggenda e realtà. Il calcio lo abbiamo quindi usato come scenario, in un contesto storico-realistico, il periodo della Seconda guerra Mondiale, mescolandolo a temi come l’emigrazione europea in Patagonia. I nostri riferimenti, per quanto riguarda il “genere” del mockumentary, non possono esulare dallo Zelig di Woody Allen, ma ci ha ispirato come stile anche il recente Exit Through the Gift Shop e anche un documentario “vero” come When we were kings, che mescola testimonianze e immagini d’archivio”.
“Questo è un piccolo film dalle grandi emozioni, un mosaico che unisce più elementi, dalla storia alla guerra, dal calcio giocato a quello raccontato e che ha esaltato i nostri ricordi calcistici d’infanzia, con tutte le mitologie e gli stereotipi di questo sport, dal bomber alla suddivisione in campo tra buoni e cattivi”.
Irrompe anche l’attualità calcistica: “Da veri appassionati di calcio come siamo, speravamo di riuscire a proiettarlo a Coverciano, ma visti gli ultimi fatti e sviluppi delle nefande vicende del calcio-scommesse, non credo ci riusciremo… peccato!”.
Il film – che rappresenterà l’Italia al prossimo Festival di Shanghai – sarà in concorso domani, giovedì 31 maggio, al Bellaria Film Festival.
Venerdì 1 giugno anteprime a Roma e Torino alla presenza dei registi, dei produttori e di ospiti illustri del mondo del calcio e dello spettacolo. A Roma (in esclusiva al Nuovo Cinema Aquila), tra gli invitati c’è Max Paiella, che già aveva accompagnato la presentazione del film alle Giornate degli Autori dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia.
A Torino (in esclusiva al cinema Fratelli Marx) è invece prevista la presenza del giornalista Darwin Pastorin e di José Altafini, che hanno preso parte alla campagna di lancio del film.
L’uscita nazionale è prevista l’8 giugno, in coincidenza con l’inizio dei campionati Europei, a Milano, Bari, Pisa, Ancona, Padova e altre in corso di definizione.
Il film adotta il linguaggio dell’inchiesta, intrecciando un racconto che, quanto più si avventura nel fantastico e nel visionario, tanto più appare reale e veritiero. Non a caso Il Mundial dimenticato è stato preceduto da una fortunata campagna virale, realizzata in collaborazione con TBWA (che ha coinvolto protagonisti del calcio giocato di ieri e di oggi come José Altafini e Gigi Buffon) e l’organizzazione umanitaria Survival, che in pochi giorni ha totalizzato oltre 250mila contatti sul web, portando l’attenzione sui Mondiali del 1942.
Il film è prodotto dalla Verdeoro di Daniele Mazzocca - già produttore di Saimir, L’erba proibita e Rosso come il cielo – e l’argentina Dock Sur Producciones di Andrea Nocella, in collaborazione con Rai Cinema, Rai Trade, Istituto Luce- Cinecittà e Nanof, e con il supporto del Mibac e dell’Incaa.
E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .
L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.
La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,
Ing. Matilde Orsini - "Regina"
Presidente NautArtis
Associazione Culturale Gubbio
Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.
Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
Fabio Campetella.
CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.
La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.
Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.
Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
E, dato il successo del film, direi che non è poco!