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Settembre 2017



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13 settembre 2017   e  
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Rubrica: SPETTACOLO E COSTUME


L’OBBLIGO E LA NECESSITA’

mercoledì 30 agosto 2017
Eventi segnalati: Evento avvenuto

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di Andrea Forte & Vivi Lombroso

Dobbiamo riconoscere che la dea Ananké ha occupato un corpo centrale nell’immaginazione dei creatori di cosmologie. Per Parmenide Ananké governa l’essere, e così per gli atomisti. Nel pensiero pitagorico e orfico Ananké era accoppiata con un grande serpente Cronos, formando una sorta di spirale che stringeva tutto l’Universo. Tempo e necessità impongono un limite a tutte le nostre possibilità di espansione all’esterno. Insieme formano una sigizia, una coppia archetipica il cui nesso è intrinseco, sicché dove è l’uno è anche l’altra.

In tedesco troviamo la parola “eng” che significa angusto, “angst” che significa ansia; in italiano troviamo la parola “angina”; in greco Ankein” che significa strangolare; in sanscrito “agam” che significa male. Contro Ananké non è valido Marte, o Mercurio, o Venere o Minerva, cioè contro Ananké non può nulla, né la forza né l’amore o la saggezza; quindi tutti gli dèi riconoscono che Ananké è la dea suprema.

V’è solamente un elemento che non si contrappone ad Ananké, che non la ferma e non la vince. È la sua immagine speculare che le si pone difronte, ed è l’inventiva, cioè quel qualcosa che difronte Ananké, il fato, la inevitabilità della sconfitta, si inventa qualcosa… inventa… inventa… In questo senso, noi abbiamo da una parte la memoria, Ananké, il compiuto, l’inevitabile, e dall’altra abbiamo l’inventiva, l’immaginazione, la ribellione creativa, la dignità del condannato, il granello di sabbia che inceppa un universo, l’eroe briccone, Ulisse.

Questo chiaramente non ci consola, ma ci può aiutare a capire che non siamo noi vittime di un destino terribile, alibi di tutti gli sciocchi e dei deboli. Casomai saremo individui che si abbandonano, soggiacciono, non combattono, non dei perseguitati speciali, perché qui sono tutti perseguitati da Ananké. Qui dovrebbe cadere l’invidia che lo sciocco nutre per quegli individui che hanno una dignità, che lottano per avere una dignità. Che cosa invidi ? la sua lotta per la dignità ?

Così inquadrato il concetto di Ananké, allora è più facile capire la differenza con il termine “obbligo”, che indicherà presumibilmente qualcosa che si debba fare, ma alla quale non si può sfuggire. Il computer è obbligato a funzionare, ma può sfuggire a tale obbligo guastandosi; però lo stesso computer è destinato a ridursi in briciole, e non può eludere questa ananké perché, sarà questione di un anno, dieci, mille, ma finirà in briciole.

Questo dovrebbe aiutarci a capire nelle nostre biografie cosa c’è di inevitabile e che cosa c’è di elusibile. Se si fa un figlio, ci sono alcuni obblighi che si possono schivare, ma c’è una Ananké inevitabile. Così, se mangi un piatto di spaghetti, ci sono dei meccanismi che puoi eludere (tipo digerendoli bene e schivando i bruciori di stomaco), ma non puoi eludere l’ananké implicita negli spaghetti, perché gli spaghetti che ti fanno sopravvivere un giorno, ti invecchiano di due giorni.

Spesso nelle nostre vite facciamo confusione fra ciò che è inelusibile e ciò che è inevitabile, e spesso lottiamo con cose inevitabili come se si potessero schivare. Ci arrabbiamo, ci colpevolizziamo con noi stessi, e non capiamo che è ananké. Altre volte soggiacciamo ad obblighi che possiamo anche gestire, evitare, ma che invece li trattiamo come se fossero inevitabili. Essere genitore che cosa ha di inevitabile e che cosa di elusibile ?



 



Forum

  • BURNOUT E MULTITASKING
    21 aprile 2017, di simonetta pancotti

    terribile... è il male della nostra epoca...

  • 18 maggio 2013 Pittura Estemporanea al Borgo Sant’Eligio e Piazza Mercato (Napoli)
    25 aprile 2013, di Luciano De Vita

    Una opportunità per gli artisti poco noti di farsi conoscere.

  • VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013”
    17 gennaio 2013, di matilde orsini

    Gentile Artista Melita Gianandrea,

    E’ con piacere che La invitiamo a partecipare all’VIII RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE PITTORICA CONTEMPORANEA - “PREMIO TARGA D’ORO CITTÀ DI GUBBIO – 2013” .

    L’invito è mirato a 35 Artisti scelti dal Comitato Selettivo composto da ARTEC, C.A.S. e NautArtis.
    La preghiamo cortesemente di volerci comunicare la Sua decisione in merito anche se negativa, entro il 27 Gennaio.

    La ringraziamo anticipatamente e porgiamo i più cordiali saluti artistici,

    Ing. Matilde Orsini - "Regina"
    Presidente NautArtis
    Associazione Culturale Gubbio
    Sul sito http://www.associazionenautartis.it... il nostro programma per il 2013 e il regolamento dell’VIII Rassegna - Gubbio 2013.

  • "IL MARITO DI MIO FIGLIO" AL TEATRO DELLA SOCIETà FILARMONICO DRAMMATICA di MACERATA
    30 aprile 2011, di CFD Macerata

    Grazie infinite per il Suo meraviglioso articolo!
    E’ stata davvero una fantastica giornata. Ci siamo molto divertiti!
    Grazie al caloroso pubblico e a tutte le dimostrazioni di affetto.
    Fabio Campetella.

  • GRANDE SUCCESSO DI "Che bella giornata"
    22 gennaio 2011, di Luciano De Vita

    CHE BELLA GIORNATA, c’è poco da ridere a parte alcune gags, anzi da piangere.
    Una spietata immagine dell’ignoranza e della prosopopea di una notevole parte degli abitanti di questo nostra Italia che celebra quest’anno il suo 150° anniversario di esistenza come nazione, cittadini che con questi atteggiamenti ci stanno portando ad un collasso dell’economia e ad un clima di sfascio morale.
    L’enfasi dei luoghi comuni più retrivi nella nomea che abbiamo all’estero, tra cui il potere dei clan familiari.

    La battuta più interessante e veritiera è quella della “terrorista” sull’aereo: “Per distruggere il paese non serve il terrorismo, basta Checco!”.

    Ho l’impressione che il grande successo del film, formalmente ben fatto, sia dovuto al compiacimento di una gran parte del pubblico per questi “andazzi”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di ben altre storie, questa non è né leggera né divertente.

    • GRANDE SUCCESSO DI "Che bella giornata"
      10 febbraio 2011, di Silvana Carletti

      Sono perfettamente d’accordo con lei, ma in un’Italia, "drogata" dalla televisione commerciale a dir poco spudorata, che ha cancellato ogni morale, ogni ritegno e, soprattutto i sogni e le speranze dei giovani, in nome di "Un grande fratello", penso che se c’è qualcuno, anche un comico, che ha il coraggio di uscire fuori dal coro e di rappresentare il nostro Paese così come è (purtroppo!), sia un fatto positivo. Se non altro perchè dimostra, finalmente, che "non va tutto bene" come afferma da sempre chi , per proprio tornaconto, è abituato a nascondere fatti e misfatti.
      E, dato il successo del film, direi che non è poco!

  • Un grave lutto per la nostra redazione.
    24 giugno 2009, di antonella

    In morte di Zio Arturo

    ......................

    "La morte ci ha da trovar vivi"

    e Tu carissimo Zio

    con la Tua immane cultura,

    la Tua umanità,

    i valori che esprimevi,

    quando, prodigo,

    non lesinavi consigli ed incoraggiamenti

    a tutti noi,

    Eri vivo.

    Oggi che non sei più

    il Tuo ricordo sarà per noi lo sprone

    a fare sempre meglio, perchè

    "Le urne dei forti gli animi accendono".

    Tu resterai per noi l’eterno faro.

    ......................

    Antonella, Alessandro e Francesca Iovino