INFORMAZIONE
CULTURALE
Dicembre 2018



HOME PAGE

ARCHIVI RIVISTA

Articoli on-line 4662
Articoli visitati
3976201
Connessi 13

INDICE GENERALE
INDICE MENSILE
EDITORIALE
RUBRICHE
PASSATO E PRESENTE
EVENTI
ITINERARI E VIAGGI
PARERI LEGALI
COSTUME E SPETTACOLI
QUADRIFOGLIO
TERZA PAGINA
LETTURE CONSIGLIATE
CULTURA
SCIENZA E DINTORNI
FILATELIA
LIBRI RECENSITI
AUTORI
Argomenti

Monitorare l'attività del sito RSS 2.0
SITI AMICI

a cura di
Silvana Carletti (Dir.Resp.)
Carlo Vallauri
Giovanna D'Arbitrio
Odino Grubessi
Luciano De Vita (Editore)
On line copyright
2005-2018 by LDVRoma

Ultimo aggiornamento
10 dicembre 2018   e  



Sito realizzato con il sistema
di pubblicazione Spip
sotto licenza GPL

AUGUSTUS Il Romanzo dell’Imperatore (Castelvecchi Editore 2010)

La vita del fondatore dell’impero come una "saga"

Uno dei tre migliori romanzi storici mai scritti sull’antica Roma
sabato 18 dicembre 2010 di Pietro Rasulo

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : John E Williams


Segnala l'articolo ad un amico

L’autore ha insegnato letteratura e scrittura creativa, per oltre trent’anni, all’università di Denver. Il romanzo dell’Imperatore è considerato uno dei tre migliori romanzi storici di tutti i tempi e per questo ha vinto il National Book Award.

Questo romanzo racconta l’ascesa al potere dell’imperatore romano Augusto dagli inizi fino agli ultimi giorni della sua vita.

Il libro è molto interessante e coinvolgente perché gli avvenimenti storici vengono raccontati attraverso le lettere e i diari dei personaggi che hanno vissuto al tempo del nuovo Cesare.

In questo modo sono stati messi in risalto i sentimenti e le motivazioni che hanno spinto i vari personaggi a comportarsi in un certo modo e a dare alla storia la svolta che oggi conosciamo. Il romanzo si apre con una lettera di Giulio Cesare ad Attia , la madre di Augusto, da questa lettera appare subito evidente come Ottaviano sia stato prescelto fin dagli inizi a succedere allo stesso Cesare come futuro imperatore di Roma:

Attia, tu sei una buona madre ma ti affliggono la moralità crudele e la severità che a volte hanno turbato la nostra stirpe. Devi allentare un poco le redini e consentire a tuo figlio di diventare l’uomo che giuridicamente è già. Gaio parla il greco in modo atroce ed è debole in retorica. Conosce bene la filosofia, ma il suo sapere in fatto di letteratura è a dir poco eccentrico. Ad Apollonia leggerà la filosofia e perfezionerà il greco con Atenodoro, amplierà le sue conoscenze letterarie e diventerà più abile nella retorica con Apollodoro. Ho già dato le disposizioni necessarie. Inoltre, alla sua età (diciotto anni), ha bisogno di star lontano da Roma E’ un giovane sano, di alto rango e di grande bellezza. Se anche l’ammirazione dei giovani e delle fanciulle non lo corrompessero, lo farebbero le ambizioni degli adulatori. In una atmosfera spartana e disciplinata Gaio trascorrerà le mattinate con gli studiosi più eruditi dei nostri giorni, perfezionandosi nell’arte umana della mente e passerà i pomeriggi con gli ufficiali delle mie legioni esercitandosi in quell’arte senza la quale nessun uomo è completo.

JPEG - 38 Kb
La copertina del libro

Il romanzo evidenzia ancora l’enorme considerazione che l’imperatore attribuiva all’amicizia e la sua modestia nel riconoscere che buona parte della realizzazione del suo impero erano dovute a Marco Agrippa ed a Mecenate.

Da una lettera di Nicolao di Damasco a Strabone di Amasia (7 A.C.): “Non ho mai conosciuto un uomo per cui l’amicizia rivestisse tanta importanza: e mi riferisco a una amicizia tutta particolare. I suoi veri amici erano quelli che conobbe da giovane, prima di conquistare il potere di cui dispone adesso. Il potente,presumo, può riporre fiducia solo in coloro che conobbe e dei quali poteva fidarsi, prima di conquistare il potere. O forse la ragione è un’altra….. Comunque, lui ora è solo. Non ha nessuno.

Cinque anni fa Marco Agrippa, al quale Augusto aveva fatto sposare sua figlia Giulia, morì dopo il ritorno in Italia da un paese straniero. Ottaviano Cesare non riuscì neppure a dirgli addio. L’anno seguente sua sorella Ottavia morì nell’amaro isolamento che aveva prescelto, lontano dalla città e dal fratello, in una semplice fattoria a Velletri. Ora anche l’ultimo dei suoi amici, Mecenate, è morto. Ottaviano Cesare è solo”.

In questo romanzo Ottaviano Augusto viene anche decritto come un imperatore colto e illuminato infatti Virgilio, Orazio e molti altri poeti, scrittori e storici venivano da lui accolti e valorizzati. Infine viene anche messo in risalto il profondo affetto che egli nutriva per sua figlia Giulia, nonostante tutte le vicende, a dir poco complicate, in cui ella era solita cacciarsi.

Viene infatti evidenziato come l’imperatore fosse riuscito a mandarla in esilio a Pandataria, oggi Ventotene, per evitarle la pena di morte per tradimento alla quale era stata condannata dal senato.

Certo buona parte di tutti i documenti citati nel romanzo, a detta dello stesso autore, sono immaginari, però egli si è comunque servito di numerosi reperti storici ad oggi esistenti e li ha organizzati e illustrati con una sequenzialità logica per mantenere un filo narrativo che rende molto piacevole la lettura.

Consiglio di leggere questo libro approfittando delle prossime vacanze natalizie.

P.S.

Nel logo la foto dell’autore John Eward Williams