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Una grande mostra sul Bronzino

Firenze Palazzo Strozzi 24 settembre 2010-23 gennaio 2011
giovedì 9 dicembre 2010 di Elvira Brunetti

Argomenti: Arte, artisti
Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Firenze consacra una magnifica mostra ad un suo pittore, poco amato dagli storici dell’arte, oscurato dalla fama dei quasi contemporanei Michelangelo e Raffaello, odiato da John Ruskin per il carattere erotico di alcune sue composizioni. Tra i primi rappresentanti del Manierismo, allievo del Pontormo, è addirittura assente da alcuni manuali di storia della pittura. Si tratta quindi di una riscoperta del talento eccezionale di colui che era un semplice figlio di un macellaio, divenuto in seguito l’artista preferito di una delle più potenti dinastie europee del Cinquecento.

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fig. 2 Il nano

Se prima era considerato solo un ritrattista della maniera fiorentina, oggi se ne ammira il valore intellettuale e poetico. Alcune sue opere, come le allegorie ad esempio, rivelano un’attenzione particolare ed una chiara adesione al naturale, insolite prima del Seicento. Quest’ultimo anticipo costituisce l’asse portante dell’antologica di Firenze, secondo il curatore Antonio Natali.

La prima mostra monografica su Agnolo Bronzino (1503-1572) si svolge a Palazzo Strozzi fino al 23 gennaio con la presentazione di 70 sue opere, circa l’80 % della sua produzione e sebbene la Galleria degli Uffizi abbia prestato generosamente una trentina dei suoi quadri; non si é potuto spostare il famosissimo ’Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni’(1545), simbolo dell’evento.

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Fig. 1 Eleonora di Toledo

Occorre quindi girare per avere una visione completa ed esaustiva del Bronzino. Dagli affreschi alle grandi tele la mostra diventa l’occasione per una passeggiata tra le chiese della nostra bellissima città d’arte, invidia di tutto il mondo. Dal ’Martirio di San Lorenzo’ alla ’Discesa al limbo’ conservato nella chiesa di Santa Croce, fino alla meravigliosa scoperta della Cappella di Eleonora di Toledo a Palazzo Vecchio, dove era vissuta accanto al suo coniuge Cosimo I . La nobildonna immortalata dall’umile pittore nel dipinto degli Uffizi con un abito di rarissima magnificenza diventerà il faro della moda nel Rinascimento.

Non é un caso che Umberto Eco a proposito della sua esplorazione attraverso ’La storia della Bellezza’ abbia scelto come copertina del suo libro, tra tutti i quadri disponibili, il ritratto in questione. Il dipinto é un esempio potente di quell’armonia rinascimentale creata dalle proporzioni.

Tra l’altro l’avvento di tale mostra é successivo di qualche anno alla pubblicazione dell’importante monografia sul Bronzino del professore francese Maurice Brock, un’opera senza precedenti, la cui copertina é proprio il ritratto di Eleonora. Il successo dell’immagine continua ad affascinare gli editori, tant’é che la casa editrice parigina ’Place des Victoires’ ha publicato esattamente quest’anno un grosso volume ’Il Rinascimento Italiano’, la cui copertina é il dettaglio del volto della Granduchessa di Toscana ingrandito, per meglio evidenziare la ricchezza dei particolari.

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Fig. 3 Lucrezia Panciatichi

Non solo, nel 2009 a Bruxelles, Isabelle de Borchgrave espone in una originale quanto divertente mostra su ’I Medici: un Rinascimento di carta’ i suoi stupefacenti e preziosissimi abiti. Si fa riferimento, per gli interessati, al mio articolo pubblicato su Napoli.com. La stessa esposizione era già passata a Palazzo Pitti un semestre precedente.Tutto cio’ per dire che forse il nostro occhio contemporaneo abituato a ben altre fantasie visive ha grande considerazione delle sontuose rappresentazioni bronziniane.

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Fig. 4 Sacra famiglia

La storia c’insegna che bellezza e potere costituiscono un binomio inscindibile; i Medici infatti per ben tre secoli sono i Signori di Firenze ed il loro potere accentratore si alterna alla repubblica più volte. Non furono solo banchieri di re e papi, diventando l’ago della bilancia dei vari giochi politici nazionali ed internazionali, bensi’ pure grandi mecenati, che sostennero le arti e le scienze. Offrirono la loro protezione ad artisti come Sandro Botticelli, Michelangelo fino a Galilei. L’ultima discendente Anna-Maria-Luisa nel 1737 ha donato come legato alla città di Firenze l’ingente tesoro di famiglia, a disposizione quindi di qualsiasi visitatore forestiero. Attualmente al Museo Maillol di Parigi é in corso una mostra di una piccola parte di tale tesoro, tra cui un quadro del Bronzino del 1543 ’Il ritratto di Eleonora di Toledo’ di Praga.

Alcuni suoi ritratti sono straordinari per l’imponenza delle figure e per la ricchezza dei particolari. Dagli abiti preziosi, la cui morbidezza del tessuto colpisce l’osservatore fino ai gioielli tanto meticolosamente descritti dal pennello.

Ma ciò che stupisce é quella bellezza marmorea che si legge sui volti statuari.

Agnolo Bronzino era anche poeta, nel senso che scriveva poemi; non desta meraviglia quindi la scoperta di un sottile velo di poesia che accompagna le sue opere, presente sia nelle Sacre Famiglie, provenienti da Vienna e dal Louvre, sia nelle scene mitologiche, dove il freddo erotismo é compensato dal momento lirico più alto della sua arte. Pensiamo al dipinto di Budapest ’Venere, Amore e Gelosia’, tornato al suo antico splendore dopo un importante restauro.

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Fig. 5 Venere Adone e satiro

La mostra sul Bronzino é interessante proprio per il lavoro magistrale compiuto dall’Opificio delle Pietre Dure che ci ha restituito dei capolavori artistici. ’Il nano Morgante’ rappresentato dall’artista su una tela dipinta recto et verso, nudo, vestito solo con una farfalla, in netta antitesi col pudore dei secoli precedenti, per cui mani anonime hanno aggiunto dei pampini facendolo passare per Bacco, ritrova oggi la sua originalità. Al pari di altri artisti dell’epoca, tra cui Tiziano, anche il Nostro partecipo’ attivamente alla disputa allora in voga tra ’Pittura e Scultura’, dimostrando in tal modo le sue doti intellettuali. Il nano Morgante, donde il nome dal poema di Luigi Pulci, é una dimostrazione della superiorità della pittura, in quanto puo’ esprimere tra l’altro il momento prima della caccia e il momento dopo.

Tre sono le nuove attribuzioni, ulteriore elemento significativo della mostra fiorentina: ’La Crocifissione’ di Nizza, precedentemente ritenuta di autori seicenteschi, mentre oggi si é riconosciuto lo stile del Bronzino per la pelle di alabastro del Cristo e per il rosa del perizoma; il ’San Cosma’ ed un ’Cristo portacroce’.

Nel secolo forse tra i più bui della storia per la presenza sullo scenario europeo di tante forze politiche in lotta tra loro per il potere e per la difesa della religione cattolica o protestante allora imperanti, i dipinti del Bronzino cosi’ algidi e perfetti nelle purezza delle forme classiche si stagliano come un esempio vitale di sublimazione della realtà.

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Fig. 6 Venere amore e gelosia
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Fig. 7 Venere e cupido

P.S.

Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici
24 settembre 2010-23 gennaio 2011

Una visita virtuale alla mostra sala per sala è possibile effettuarla collegandosi al sito di Palazzo Strozzi