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A MORTE LA GIUSTIZIA


venerdì 12 febbraio 2010 di Michela Orefice

Argomenti: Opinioni, riflessioni
Argomenti: Politica


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La legge sulle intercettazioni telefoniche (legge n. 281/2006) ha inferto un duro colpo alla giustizia, dato che buona parte degli arresti di mafiosi è avvenuta proprio sulla base delle intercettazioni.

É stata poi la volta del lodo Alfano (legge n. 124/2008)”, altra minaccia alla giustizia neutralizzata dalla Corte Costituzionale che, il 7 ottobre 2009, ha bocciato il provvedimento perché ritenuto contrario ai principi fondamentali della Costituzione contenuti negli artt. 3 e 138.

Il disegno di legge prevedeva in sostanza l’immunità per le quattro principali cariche dello stato: Presidente del consiglio dei ministri, Presidente della Repubblica, Presidente della camera del senato e dei deputati. Come dire, la legge è uguale per tutti tranne quattro persone. In nessun altro Paese europeo esiste l’immunità per gli organi dell’esecutivo, quello italiano sarebbe stato un caso unico.

Fortunatamente l’incostituzionalità della legge è stata ufficialmente riconosciuta dall’organo preposto, per cui la giustizia è stata fatta salva. 10000000000001E000000168C5ECDD96Tuttavia, il governo Berlusconi non si arrende e cerca ora di aggirare l’ostacolo promuovendo una legge sul processo breve già approvata dal Senato ed in procinto di passare alla Camera dei deputati.

L’aspetto straordinario di questo disegno di legge è la sua retroattività, prevista da una norma transitoria. Uno dei principi fondamentali contenuto nelle preleggi del codice civile è costituito dalla irretroattività della legge, nel senso che questa non può avere efficacia nel passato, cioè relativamente a fatti avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge stessa. L’efficacia è ex nunc. Questo principio viene affermato anche dalla Costituzione (art. 25). Sono ammesse deroghe relativamente alle leggi amministrative.

La norma transitoria in questione cancellerebbe i processi per reati penali precedenti il 2 maggio 2006 e puniti con una pena inferiore a 10 anni di reclusione. In pratica una legge per il passato! Coincidenza vuole che nell’infinita lista dei processi che sarebbero interessati da questo disegno di legge, ci sia anche quello in cui è imputato il premier, ovvero il processo Mills dove l’accusa è di corruzione alla guardia di finanza. 10000000000000FA0000015AC023575DC’è da chiedersi cosa ne pensino le vittime dei reati penali i cui relativi processi verranno cancellati, dopo anni di attesa nella speranza di ottenere giustizia.

Non basta. È appena passata alla Camera dei Deputati la legge sul legittimo impedimento a cui farà seguito un lodo Alfano-bis attualmente in preparazione.

Quanto affannoso ed instancabile lavoro per gli organi legislativi. Effettivamente, in un momento di forte crisi economica quella della giustizia è sicuramente una riforma indispensabile e da realizzare con la massima urgenza.

Non c’è altro Paese europeo od occidentale che abbia al governo un uomo sospettato ed indagato per reati gravi come il falso in bilancio, “declassato” poi ad illecito amministrativo da un precedente governo Berlusconi appunto; il finanziamento illecito ai partiti (il PSI di Craxi, vedi processo All Iberian); il concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco; le stragi del 1992-1993 dove persero la vita i giudici Falcone e Borsellino; la corruzione giudiziaria; ecc. Sembra che in Italia il criterio meritocratico sia ribaltato. Lo scorso 19 gennaio Paolo Borsellino avrebbe compiuto 70 anni, ma i nostri politici erano impegnati nella commemorazione di Bettino Craxi, condannato per corruzione nel processo ENI-SAI, tangenti ENEL e finanziamento illecito dei partiti. Latitante ad Hammamet e responsabile, insieme ad altri, dell’enorme debito pubblico lasciatoci in eredità, a Milano parlano di intitolargli una via oppure una piazza...

Qui non si tratta di prendere le parti dell’uno o dell’altro partito politico, ma di difendere i principi costituzionali e la giustizia...buonanima.