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Russia. Democrazia europea o potenza globale (Guerini e Associati)

UNO SGUARDO DIRETTO SULLA NUOVA RUSSIA

Un libro originale
venerdì 12 febbraio 2010 di Carlo Vallauri

Argomenti: Mondo
Argomenti: Recensioni Libri
Autore del Libro : Maurizio Massari


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Diplomatico, impegnato quindi in prima persona nell’interno dei procedimenti in corso nella politica estera, Maurizio Massari presenta in Russia. Democrazia europea o potenza globale (Guerini e Associati) una pregnante analisi della vicende recenti che hanno trasformato la Russia, con specifico riferimento alla sua politica nei confronti dell’Europa, un aspetto cioè che coinvolge sia i nuovi aspetti della politica di potenza di Mosca sia la connessione con lo stesso ruolo degli Stati dell’Unione.

Dopo un excursus sui precedenti dei rapporti tra l’Occidente e l’Urss, l’autore si sofferma sulla politica estera russa post-sovietica, e illustra la cosiddetta “dottrina Primakov”, dal nome del ministro degli esteri ai tempi di Eltsin, contenente una visione definita di “nazionalismo moderato”. Toccò poi a Putin riprendere la strada della “grande potenza”, una linea impostata su basi pragmatiche, tenendo conto della nuova situazione internazionale e delle condizioni reali in cui si è trovata ad operare la Russia. Osserva, con molta acutezza, come si cercò di mantenere una linea “multi-vettoriale” cioè in accostamento a tutti gli altri paesi, ma di integrazione con nessuno. Dalla rivoluzione “arancione” in Ucraina agli interventi autoritativi all’interno, all’abbandono del trattato sulla riduzione delle armi convenzionali in Europa un percorso pieno di insidie. Sulla base di una intervista al presidente della Commissione Esteri della Duma, Massari distingue le varie fasi della politica estera della nuova Russia, culminante nell’attuale sforzo diretto a consolidare le proprie indipendenza. Interessanti le considerazioni su Medvedev – il presidente a noi pare poco conosciuto in Occidente e la sua politica che cerca di utilizzare i fattori reali che conferiscono tuttora a Mosca un ruolo di potenza (a cominciare dalle leva dell’energia) da valorizzare attraverso l’utilizzazione delle opportunità che via via si presentano.

Altro aspetto ampiamente illustrato riguarda la politica interna in riferimento alla “democrazia sovrana” che tende a caratterizzare la “nuova” identità che non vuol essere un sistema di valori alternativi ma che riflette la persistenza di un concetto statuale diverso rispetto a quello dell’Europa Occidentale. Quest’ultimo infatti – osserva acutamente il diplomatico – è basato su diritti preesistenti allo Stato e rispettati sulla base di un contratto, mentre nella concezione russa l’individuo rimane subordinato allo Stato e i diritti esistono in quanto “resi” possibili dallo Stato. Mosca, nei rapporti con l’esterno, tiene alla linea di “non interferenza negli affari interni, un principio condiviso dai paesi asiatici emergenti.

Altro elemento approfonditi è il rapporto difficile con il Consiglio d’Europa, che la Russia ha cercato di migliorare con l’adesione ad alcuni protocolli e convenzioni senza per questo far venire meno la critica sostanziale del Consiglio nei confronti delle limitazioni alla libertà di stampa tuttora sussistenti e dei metodi elettorali: in effetti mancano ancora sufficienti garanzie dal punto di vista dei diritti individuali. Diverso il tema di rapporti con l’Unione, rapporti ai quali Mosca guarda con interesse perché possono contribuire a favorire la modernizzazione della propria economia. Meno chiaro resta invece il rapporto con la Nato: è in gioco infatti il tema fondamentale della sicurezza.

Massari passa quindi ad esaminare l’atteggiamento dell’Occidente: a suo avviso è mancato un’autoanalisi dei modi attraverso i quali aiutare l’evoluzione della Russia. Vedremo se con Obama potrà cambiare la linea con un diverso approccio al dialogo. Gli eventi recenti non hanno sinora consentito – osserva il diplomatico – all’Occidente di influenzare la trasformazione della Russia.

Infine – osservazione conclusiva – l’alternativa contenuta nello stesso titolo del libro, l’ “opportunità” sinora persa per conciliare l’esigenza di mantenere il proprio ruolo con la possibilità di affrontare congiuntamente con l’Occidente le nuove sfide. Non è escluso che il progetto “interno” di ammodernamento possa realizzarsi senza che le aspirazioni esterne al “grande ruolo” vengono sacrificate. La necessità di avvalersi di investimenti per il miglior sfruttamento delle proprie energie naturali porterà ad una economia diversificata che la Russia tiene a riaffermare nel confronto con gli Stati Uniti, anche in riferimento al ruolo dei necessari istituti internazionali che interferiscono nell’economia mondiale. L’altro punto delicato resta quello del rispetto dei diritti umani, come sono intesi e realizzati in Occidente. Le conoscenze dirette, sul campo, da parte dell’autore circa gli argomenti trattati, danno all’intero libro un carattere originale di documentazione da un lato e di prospettive poste con chiarezza, dall’altro proprio sulla duplicità delle concrete possibilità di svolgimento dei comportamenti futuri.

Interessanti infine le citazioni di studi recenti e poco noti, oltre ai richiami storici e culturali di Sergio Romano nell’introduzione.