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Ferruccio Soleri, sul palcoscenico come in cattedra

L’Arlecchino strehleriano inaugura il festiva teatrale universitario di Benevento
mercoledì 28 ottobre 2009 di Gianandrea de Antonellis

Argomenti: Teatro


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Il festival beneventano Universo Teatro ha è nato nel 2007 con l’ambizioso (e non eccessivamente celato) obiettivo di soppiantare la veneranda “Città Spettacolo”, che data dal 1980: quest’anno, vista la programmazione, competere con il festival trentennale è come sparare sulla Croce Rossa. Giunto alla sua terza edizione, Universo Teatro ha attirato su di sé l’attenzione con un vero e proprio evento: il goldoniano Arlecchino servitore didue padroni nella storica messa in scena di Strehler, con un inossidabile Ferruccio Soleri (incredibile pensare che a giorni compirà 80 anni!) nei panni del protagonista.

10000000000001F40000015823DBC5A7A Benevento, città che da tempo vanta il primato del maggior numero di teatri (in percentuale, rispetto agli abitanti), l’idea che ad un importante festival teatrale settembrino ne segua un altro alla breve distanza di un solo mese non suscita particolare sgomento. Del resto, ai tempi bei, ce ne era uno – e di grande valore – a luglio, che riassumeva il meglio della produzione sperimentale in una settimana: ProvocAzione Teatro. Altri tempi altri livelli.

100000000000014F000001F43A28EDDEAdesso, nella città che conta il maggior numero di teatri chiusi (in percentuale, rispetto a quelli esistenti), in mancanza di meglio si sospende la programmazione di un cinema per dar spazio ad un festival di teatro delle filodrammatiche universitarie, organizzato dalla compagnia Solot, diretto da un veterano come Gregoretti (quello che trent’anni fa aveva ideato “Città Spettacolo”, tanto per dare una ventata di novità alla nuova creatura teatrale beneventana) ed inaugurato da uno spettacolo che, se pure non ha molto a che fare con l’università, ha davvero fatto scuola.

1000000000000158000001F4E037DB3EArlecchino servitore di due padroni è un classico della produzione teatrale italiana, forse lo spettacolo che più di ogni altro ha rappresentato l’Italia teatrale nel mondo: considerando l’impianto scenico, la maestria nell’aver saputo dirigere gli attori, la capacità di mantenere sempre teso il ritmo narrativo, non si può, a dodici anni dalla scomparsa, non rimpiangere Giorgio Strehler e comprendere perfettamente come questo spettacolo abbia superato le 2.600 recite ed oltre i due milioni e mezzo di spettatori. Dal canto suo Ferruccio Soleri – che interpreta questo ruolo dal 1963 – ha meritato che gli venisse tributato (tra i plausi per l’attore e i fischi per l’assessore) il premio Universo Teatro, risultando alla sua veneranda età ancora agile quasi come un giovanotto.

I giovanotti veri, invece, gli universitari che dovrebbero essere al centro di questo festival filodrammatico, si sono cimentati con un testo comico diretto da Gregoretti, Erennio Decimo Lavativo, il sannitico (Università del Sannio), una sorta di Asterix sannita; con l’Ibsen di Un nemico del popolo (Technion University di Haifa); con la Turandot brechtiana (Università degli Studi di Salerno, sotto la regia di Renato Carpentieri); con Il fantasma dell’Opera (MSA University, Egitto); con il dramma sull’immigrazione Per il bene di tutti (Università di Tolosa); con la pantomima Cross words (Yarmouk University, Giordania) ed altri spettacoli a fianco di alcuni seminari e laboratori.