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IL NUMERO NELLA SUA COMPLESSITA’

di Andrea Forte & Vivi Lombroso
venerdì 3 giugno 2022

Argomenti: Opinioni, riflessioni


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Un recupero di sensibilità può venire dalla valutazione che il concetto di numero e il concetto di ciascun numero potrebbero essersi modificati nei millenni, e potrebbero modificarsi in noi negli anni. Intendiamo dire che il numero cinque poteva avere un significato diverso per l’individuo del Medio Evo e per l’individuo di oggi. Il materiale che leggiamo, gli spettacoli che vediamo, il fatto monetario, ci portano a valutare il milione, il miliardo, come numeri grandi. Cioè, il nostro sistema di vita utilizza continuamente numeri grossi, mentre nel Medio Evo la situazione psichica e sociale, utilizzava numeri piccoli.

Un altro motivo per cui la percezione potrebbe essere diversa è che nel concetto di 5 il medievale immetteva i suoi contenuti, le sue conoscenze, ad esempio una conoscenza monetaria, in termini di fisica classica, quindi meccanicistica. L’individuo moderno ha la conoscenza diretta o indiretta di una serie di contenuti, argomenti, molto più ampia. Oggi nel concetto di 5 ci mettiamo anche un’esperienza industriale, psicologica etc. In questo senso, abbiamo la percezione dell’evoluzione di un numero nel tempo.

A questo punto possiamo recuperare come nella nostra vita cambia la percezione del numero. Cento non deve essere un numero piccolo e 1 miliardo un numero grande; cento deve essere un numero piccolo per un verso e grande per altro verso; 1 miliardo è grande per un verso e piccolo per altro verso

Il momento in cui avessimo recuperato questa sensibilità, questo distacco nei confronti di ciascun numero, allora affiora spontanea la domanda :”ma quel numero che è ?”. Cioè, è piccolo come unità monetaria, ma grande come unità atomica, ma di per sé che è ? Un numero, qualsiasi numero. Questa percezione fa capire che il numero cento e qualsiasi altro, nella loro essenza, sono più a monte di qualunque situazione, hanno una sostanza che spiazza qualsiasi situazione contingente, storica. Cento ha una sostanza di “centosità”, che è a monte del cento della moneta, dell’atomistica. È quella centosità che bisognerebbe percepire, perché la centosità c’era prima di qualunque sistema economico, e ci sarà dopo che la civiltà sarà finita. La civiltà umana, prima che comparisse, dopo che sarà scomparsa, resta un fenomeno dentro la centosità. Quando gli uomini delle caverne contavano fino a 10, la centosità c’era, e c’era prima che le alghe venissero su terraferma, prima che si formasse la prima cellula. C’era cento, c’erano tutti i numeri. A questo punto scopriamo che la centosità c’era anche prima che comparisse il fenomeno biologico.