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NOTTE EUROPEA DEI MUSEI

NEI SITI DELLA SOPRAINTENDENZA
giovedì 12 maggio 2022 di Comunicato Stampa

Argomenti: Mostre, musei, arch.


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Sabato 14 maggio 2022 Roma, Palazzo Patrizi Clementi, via Cavalletti 2 Sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti

Il seicentesco Palazzo Patrizi Clementi, sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, apre straordinariamente al pubblico sabato 14 maggio 2022, dalle ore 19 alle ore 22, aderendo alle iniziative del Ministero della Cultura per la Notte Europea dei Musei 2022. Tre ore in cui sarà possibile conoscere e approfondire la storia del luogo, situato a due passi dal Ghetto, dall’età romana fino ai giorni nostri. I funzionari della Soprintendenza illustreranno la storia dell’edificio e le affascinanti decorazioni ad affresco del piano nobile.

Il palazzo fu acquistato dal nobile Francesco Patrizi nel 1626 che lo abitò fino alla morte insieme alla moglie Caterina Spinelli. Le sale del piano nobile furono interamente decorate con temi sacri e profani: particolarmente interessanti il grande fregio del salone con storie di Abramo attribuite a Giovanni da San Giovanni, e la piccola, ma bella biblioteca, con la volta ornata da un affresco di fine ‘600 raffigurante le Arti Liberali. Le visite guidate gratuite, per gruppi di max di 25 persone, si svolgeranno con i seguenti orari: ore 19.15, ore 20, ore 21 (attenzione sono rimasti posti solo per il turno delle 21!).

Prenotazione obbligatoria: sabap-met-rm.comunicazione@beniculturali.it

Marino (RM), Al Mitreo di Sera, via Borgo Stazione 12 Mitreo di Marino

In occasione della Notte Europea dei Musei sabato 14 maggio 2022 sarà possibile visitare il Mitreo di Marino (RM) di sera, dalle ore 19 alle ore 22, grazie alle visite guidate gratuite dei funzionari della Soprintendenza per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti.

Le pitture del Mitreo di Marino, individuato casualmente nel corso di lavori edilizi nel Secondo Dopoguerra, rappresentano sicuramente uno degli episodi più rilevanti e suggestivi della pittura romana di epoca imperiale. L’ottimo stato di conservazione, miracoloso date le condizioni ambientali dell’edificio, ricavato in una cisterna scavata nel banco tufaceo al piede del rilievo su cui sorge il paese, consente di apprezzare in tutto il suo sviluppo il ciclo iconografico caratteristico del racconto salvifico della religione di origine persiana incentrata su Mitra, in cui il giovinetto, ispirato dal Sole compie il rito, allusivo alla fecondità, del sacrificio del toro (tauroctonia), alla presenza dei suoi alfieri Cautes e Cautopates e della Luna che pare ritrarsi di fronte alla rivelazione divina, mentre sui lati una serie di quadretti illustranti la teologia del Mitraismo, nonché di apprezzare l’altro livello artistico della pittura antica ancora a fine II secolo d.C., pure in un episodio senza dubbio secondario e marginale sia per dislocazione che per committenza. Proprio questo ultimo aspetto è illustrato dalle iscrizioni con i nomi dei donatori della decorazione e di altre sistemazioni dell’edificio, personaggi di modesta condizione sociale ma evidentemente facoltosi al punto di finanziare i lavori. Sulla pertinenza del monumento sono state avanzate diverse ipotesi, la più suggestiva quella secondo cui si doveva trattare del luogo di culto riservato agli operai e al personale delle vicine cave di peperino (lapis Albanus). Visite guidate: ore 19.15 e 21.15. Ingresso consentito a un massimo di 15 persone per volta. Prenotazione obbligatoria: alessandro.betori@beniculturali.it

Palestrina (RM), Notte nell’antica Praeneste, piazza Regina Margherita 1 Complesso degli Edifici del Foro

In occasione della Notte Europea dei Musei sabato 14 maggio 2022 sarà possibile visitare in orario serale il Complesso degli Edifici del Foro dell’antica città di Praeneste (oggi Palestrina) con i suggestivi resti dell’antica Basilica e dei due ambienti noti come "Antro delle Sorti" e "Aula Absidata". I funzionari della Soprintendenza accompagneranno gratuitamente i visitatori alla scoperta del sito tra le 19 e le 22 (ultimo ingresso ore 21.30).

Le origini di Praeneste risalgono almeno all’VIII sec. a.C. La città, molto ricca e fiorente in epoca orientalizzante e arcaica, visse una fase di grande ricchezza e benessere nella tarda età repubblicana, grazie ai contatti commerciali e agli scambi con l’Oriente mediterraneo. In questo periodo Praeneste vide imponenti interventi edilizi che determinarono una profonda ristrutturazione monumentale e urbanistica della città: fra questi, oltre alla ricostruzione in forme grandiose del santuario della Fortuna Primigenia, culto esistente in città fin da epoca arcaica, si inserisce anche la costruzione, intorno al 120-110 a.C., del complesso degli edifici del Foro. La basilica era un grande edificio a pianta rettangolare divisa all’interno in quattro navate da due file di colonne, al centro a due ordini sovrapposti, coperta da tetto a capriate: concepita come una sorta di estensione della piazza forense, era destinata alle attività civiche come l’amministrazione della giustizia, la trattazione di affari e politica. Sul lato occidentale della basilica si trova uno stupendo ninfeo: una grotta naturale che alla fine del II sec. a.C. fu allargata, arricchita da tre nicchie e decorata da finte stalattiti fissate alla roccia. L’ingresso alla grotta è reso imponente da un grande arco in blocchi di tufo, mentre lo spazio antistante è pavimentato con un finissimo mosaico bianco. Il pavimento della grotta è un raffinato mosaico policromo, purtroppo molto lacunoso nella parte centrale, poiché nel secolo scorso fu usato come piano di cottura per la calce. Vi è raffigurato il fondo marino con una grande varietà di pesci, crostacei e molluschi. E’ visibile anche una parte della riva del mare, lungo la quale si infrangono le onde; sulla destra un altare e una colonna simboleggiano probabilmente un santuario di Poseidone. A est, inglobate nel palazzo dell’ex Seminario Vescovile si conservano le imponenti strutture in opera incerta della cosiddetta “Aula Absidata”, costruita intorno al 120-110 a.C. Era una ampia sala rettangolare con un pavimento di finissimo mosaico bianco. In fondo si apre una grandiosa abside, alta circa otto metri, scavata nella roccia viva, ornata da nicchie e in origine pavimentata dal famoso mosaico policromo del Nilo, distaccato nel XVII secolo e oggi esposto nel Museo Nazionale Archeologico di Palestrina. All’interno dell’aula, lungo le pareti laterali, correvano due banconi decorati da un fregio dorico. Le pareti presentavano due ordini sovrapposti di semicolonne con capitelli ionici alternate a pilastri: in mezzo si inserivano nicchie rettangolari e finestre. La facciata dell’edificio, rivolta verso la piazza del foro, aveva un ampio accesso coperto ad arco, fiancheggiato da due finestre. La funzione di questo enorme edificio, che quasi non ha confronti nell’architettura romana tardo-repubblicana, è molto incerta: gli studiosi hanno proposto varie ipotesi, tra cui sede del senato locale, oppure santuario di Iside, a causa soprattutto del soggetto nilotico del mosaico, che costituisce un chiaro richiamo all’Egitto. Il piano dell’edificio era raccordato al piano pavimentale del foro, posto più in basso, attraverso un portico e una gradinata. Al di sotto dell’Aula si trova l’Erario pubblico, cioè la cassa della città, dove si conservavano i proventi delle tasse. Ancora oggi è visibile, incisa sulla parete di fondo, l’iscrizione che ne ricorda la costruzione ad opera degli edili Marco Anicio Basso e Marco Mersieio, membri di due delle più antiche famiglie prenestine. Una sala espositiva, ricostruzioni multimediali in 3D e alcuni documentari televisivi su Palestrina completano l’allestimento del Complesso.

Guidonia Montecelio (RM), 14 MAGGIO 1922-2022. MONTECELIO NEI RICORDI DI RODOLFO LANCIANI, passeggiata XXV Aprile – piazza Jean Coste, Montecelio Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani”

In occasione delle iniziative organizzate a livello nazionale dal Ministero della cultura per la "Notte Europea dei Musei" e nel cinquantesimo dalla fondazione del Gruppo Archeologico Latino "Latium Vetus" - sezione Cornicolano si rende omaggio a Rodolfo Lanciani nel giorno della sua visita a Montecelio (RM) avvenuta un secolo fa.

Programma della giornata

ore 17,00
-  saluto delle autorità
-  presentazione dell’evento
-  solenne lettura del discorso di Lanciani nel municipio di Montecelio
-  conferenza di Zaccaria Mari, Funzionario archeologo e Direttore scientifico del Museo: DA CORNICULUM-MONTECELIO ALLA ROMA IMPERIALE PROFILO DEL GRANDE ARCHEOLOGO RODOLFO LANCIANI (1845-1929) ore 20,30 - 22,00 - Visite guidate al Museo con approfondimenti relativi al Lanciani e alla sua attività di ricerca nel territorio cornicolano

I documenti custoditi nell’Archivio Storico Comunale, vera e propria miniera di informazioni sulla storia del paese, ci permettono di ricostruire passo per passo i vari momenti della storica visita di Rodolfo Lanciani a Montecelio, raccontata a grandi linee da don Celestino Piccolini che insieme ad Antonio Cerqua l’aveva accuratamente organizzata.

Al Piccolini si deve anche la pubblicazione integrale del discorso pronunciato dall’illustre ospite nella sala consiliare del Municipio in via della Lucera, discorso di cui abbiamo rinvenuto in archivio il manoscritto: sette piccole pagine dense di ricordi e sentimenti in cui l’attento visitatore troverà le motivazioni più esaurienti della dedica a Lanciani del museo archeologico comunale. Ad esso vanno aggiunte due lettere inedite del Senatore a Carlo Melacini, Sindaco di Montecelio, in risposta all’invito a recarsi in visita ufficiale al paese, una di Antonio Cerqua con il programma della giornata, gli inviti rivolti dal Sindaco ai notabili del posto e agli insegnanti perché facciano partecipare le scolaresche, e una garbata missiva della consorte di Lanciani, la Duchessa di S. Teodoro, che si scusa di non poter partecipare essendo appena uscita da una grave malattia.

Non mancano in questi scritti le notazioni di colore che ci permettono di immaginare il rombo degli aerei che solcano il cielo all’arrivo di Lanciani al Campo di Aviazione, previsto per le 10, la piazza gremita di folla, con i bambini delle scuole schierati accanto ai maestri, i muri imbandierati con gli striscioni che inneggiano all’ospite, le bambine dell’asilo con i fiori da offrire all’ospite. Poi l’arrivo di ben due automobili da Roma, i visitatori accolti dalle autorità e dagli applausi del popolo, forse anche dal suono delle campane, la cerimonia al Municipio, dove Lanciani pronuncia il suo discorso con voce ferma e commossa. Ma da questo momento ci viene in aiuto un testimone eccezionale, don Celestino Piccolini:

"In quella memorabile tornata del 1922, oltre al ricevimento in Municipio, il Venerando Senatore si compiacque sedere a mensa tra i primari concittadini nella sala superiore del palazzo costruito dal Principe dei Lincei Federico Il Cesi; e quindi con passo giovanile sali alla Rocca. Recava piacere il sentirlo rievocare tante cose via facendo. Dinanzi alla casa paterna identificò persino l’antica cisterna sebbene oggi ridotta a caffè e, ad un amico d’infanzia che si accostò a stringergli la mano, mostrò l’impronta leggera in fronte di una piccola cicatrice, frutto un di di una brava sassata tirata da un suo fratello. E dinanzi alle immagini della strada si levava rispettosamente il cappello, come a dimostrare che la scienza non esclude affatto la religione".

Tutto questo lo dobbiamo alle vecchie carte del nostro Archivio e a don Piccolini, che grazie ad esse poté scrivere la storia del nostro paese.

Per informazioni: Funzionario archeologo Zaccaria Mari (zaccaria.mari@beniculturali.it; 338- 9566506)